breve di cronaca
Scatola vuota
Il Piccolo - 20-02-2003
Lo Snals: la svolta Moratti?
È solo una scatola vuota



ROMA - La riforma Moratti della scuola continua a far discutere. Il mondo sindacale in gran parte è contrario alla legge per il timore che sia solo «una scatola vuota» che faccia male all'istituzione e ai lavoratori: i nodi insomma sono ancora da sciogliere. La critica, come spiega il professor Fedele Ricciato, segretario generale della Snals, è argomentata su vari piani di lettura. «Noi contestiamo, innanzitutto, il metodo adottato dal ministro - spiega Ricciato -. Nessuno discute che la riforma del sistema scolastico sia una priorità, ma ci lascia perplessi la decisione del governo di passare per una legge delega, ossia per una legge che sarà approvata dal Parlamento, ma che non troverà alcuna applicazione se la Finanziaria non stanzierà dei fondi per renderla operativa». La Snals non intende seguire la strada decisionista della Cgil-Scuola (che tramite il segretario Enrico Panini fa sapere che il sindacato si appellerà alla Corte costituzionale perchè il ricorso alla legge delega è «palesemente anticostituzionale»), ma è forte la paura che tutto si riduca ad una semplice bolla di sapone. «Il nostro timore - confessa Ricciato - è che non si troveranno i soldi per cambiare la scuola e che l'idea della Moratti sia quella di fare una riforma a costo zero: senza investire in formazione, in organici, in strutture».
La riforma dei cicli scolastici, infine, viene duramente contestata dal sindacato e il professor Ricciato spiega il motivo della critica. «Dai nostri studi e dalla nostra esperienza - dichiara il segretario dello Snals - risulta che anticipare la scuola d'infanzia e la materna è un errore, anche se è un'esigenza sociale. Obbligare un giovane a soli 13 anni e mezzo a scegliere un ordinamento liceale o uno professionale di istruzione-formazione è sbagliato».
Anche il passaggio da un ordinamento all'altro viene visto con perplessità perchè, secondo la Snals, tutto è ancora troppo confuso e nel mondo delle ipotesi. La «riforma Moratti» coinvolge anche l'università, legata alla scuola secondaria soprattutto per quanto riguarda l'aspetto lavorativo. «Gli studenti delle scuole secondarie - spiega il professor Ricciato - devono avere contatti col mondo del lavoro che poi, all'università, si concretizzano. Oggi, invece, la riforma punta a ridisegnare il profilo del docente universitario, mentre ignora la figura dello studente». «Bisogna ripensare alle reali esigenze dei giovani - continua il segretario generale della Snals - e soprattutto alle loro esigenze post-laurea». Il modello da seguire, secondo Ricciato, dovrebbe essere quello tedesco dove aziende e scuola avanzano a braccetto e le imprese mettono a disposizione degli studenti molti laboratori dove poter mettere in pratica ciò che hanno imparato. «In Italia invece - afferma sconsolato il sindacalista - non esistono aziende così. E non bisogna credere che il problema sia solo nel Meridione: il mio primo pensiero, infatti, va al Settentrione, alle valli lombarde, alla Val Tellina, alla Val di Chianna.

Daniela Esposito

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