breve di cronaca
Camera con Riforma
Libertà - 19-02-2003
ROMA L'aula della Camera ha approvato la riforma della scuola. Il provvedimento dovrà tornare al Senato per il via libera definitivo perchè è stato modificato in due punti l'articolo sulla copertura finanziaria. I deputati di Ulivo e Prc sono usciti dall'aula al momento del voto. I voti a favore sono stati 258, sei i contrari e quattro gli astenuti (minoranze linguistiche). L'opposizione ha criticato il provvedimento parlando di legge manifesto e senza copertura. Il diessino Luigi Bersani, ad esempio, ha criticato l'idea di «mettere già a 13 anni i giovani su due binari diversi quando l'obiettivo sarebbe quello di allargare per tutti le conoscenze di base». Prc è stata critica anche verso larghi settori dell'opposizione che, come ha sottolineato Titti De Simone, non ha sostenuto alcuni emendamenti di Rifondazione. L'opposizione ha avuto un atteggiamento diverso sui due emendamenti presentati dalla commissione bilancio: astensione sulla correzione tecnica dell'indicazione del triennio di copertura per la scuola materna e primaria, voto contrario sulla decisione di legare l'emanazione dei decreti legislativi di attuazione delle deleghe all'entrata in vigore di provvedimenti legislativi che stanziano le risorse finanziarie. Alle elementari a cinque anni e mezzo, e fino a 18 anni nel sistema dell'istruzione: la riforma della scuola presentata da Letizia Moratti, approvata dalla Camera ma che dovrà tornare al senato per il via libera definitivo, ridisegna i cicli scolastici del futuro. La riforma prevede un percorso comune per tutti fino alla terza media; poi bisognerà scegliere tra scuola superiore (divisa in otto licei) o formazione professionale. Altri punti centrali della riforma sono: la lingua straniera e il computer obbligatori già dalle elementari, valutazione del profitto fatta ogni due anni (chi non raggiunge il minimo viene bocciato), alternanza scuola-lavoro nella formazione professionale.
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