breve di cronaca
"Quel prof è un saccente"
La Repubblica (cronaca di Bari) - 24-10-2001
"Quel prof è un saccente"

Un alfabeto per capire le richieste degli studenti
Ecco cosa pensando i ragazzi delle superiori: tante le lamentele sulla mancanza di dialogo

di RAFFAELE MACINA

Si va sempre più diffondendo fra gli studenti la convinzione che sia difficile, se non impossibile, avere un buon rapporto con i docenti. La cosa può sembrare paradossale se si tiene conto che, soprattutto nell'ultimo quinquennio, sono state introdotte molte innovazioni che sanciscono una serie di importanti diritti, oltre che di doveri, dello studente, e impegnano i docenti al dialogo.
Per avere maggiori elementi di comprensione sull'intera problematica ho raccolto nello scorso anno scolastico 190 lettere di studenti del triennio di diversi licei e istituti secondari superiori di Bari che hanno espresso liberamente quello che pensano sui loro docenti e, in generale, sulla scuola. Ne è nato una sorta di "alfabeto dello studente" che ripropone lettera dopo lettera le posizioni più radicate e diffuse. Al proposito, è sorprendente constatare come fra i giovani vi siano unanimi convincimenti che sospingono sia lo studente di un prestigioso liceo della città sia quello di un istituto professionale a proporre gli stessi rilievi.
Ascolto «Sono davvero felice di poter dare una mia impressione completamente sincera sulla scuola, sui professori e sul loro rapporto e comportamento con gli studenti. Troppo spesso i "grandi" fanno statistiche o emettono sentenze e cercano di analizzare...; forse tutto utile... forse. Quello a cui voglio arrivare è molto semplice: i ragazzi, le ragazze, gli studenti, quelli come me, a volte basta solo ascoltarli. Non sentirli, ma ascoltarli».
Bene comune «E' molto importante per uno studente osservare fra tutti i docenti della propria classe un'atmosfera priva di tensioni. Un clima di serenità, che nella scuola è un vero e proprio bene comune per tutti, è stato sempre per me, e lo è tutt'ora, di grande supporto, mentre quando esso è venuto a mancare ho provato un non so che di inquieto».
Cattedra «Ho molta diffidenza per quei professori che "siedono in cattedra", i quali si limitano a dettare nozioni che andrebbero ragionate e capite e non imparate a memoria, o che sanno già che voto mettere prima di interrogare o che mettono un voto per fare la media che si avvicina alle medie di altre materie. La maggior parte dei miei insegnanti presenta queste pessime qualità».
Droga «Forse cominci per moda, per imitare qualche coetaneo, forse per trasgredire, forse semplicemente per il gusto di provare, ti senti più grande e più in grado di affrontare l'opacità del tuo mondo... pian piano ti accorgi che l'unica cosa opaca sei tu!!! Lo spinello è una scappatoia alle sofferenze interiori e presto ci si rende conto che non si è mai compreso il valore della vita stessa».
Età «"Alla nostra età – mi ripetono sempre i miei genitori i professori erano considerati delle persone da rispettare, stimare, apprezzare". Perché nella nostra età, gli adolescenti del 2000 instaurano col professore un rapporto a dir poco superficiale? Tu, professore di questa generazione, sei molto diverso dal docente di una volta, ma non capisco se nel corso del tempo il tuo ruolo è mutato positivamente o negativamente».
Fiducia «Capita spesso che un giovane arrivi addirittura a convincersi che non potrà mai migliorare e che, quindi, è inutile tentare di studiare, di avere fiducia in sé e di poter arrivare ad un buon voto. Questo perché alcuni insegnanti si creano uno stereotipo su un alunno e si limitano poi a giudicare sempre nello stesso modo ed anzi a mettere in difficoltà quello studente che incomincia magari a studiare».
Giovani «Dei giovani parlano tutti, spesso sfoggiando belle teorie che non ci analizzano per quello che siamo nella realtà vera. Io sono molto arrabbiata per il clima di onnipotenza che avvolge il mondo adulto (ma la sensazione di onnipotenza non dovrebbe essere propria dell'adolescenza?). E' impossibile capire tutto, sapere tutto, spiegare tutto. Io amo quell'adultoprofessore che sa essere contemporaneamente pozzo di sapienza e di umiltà».
Habitus «E' molto importante l'habitus col quale un professore si pone di fronte alla classe. Ci sono alcuni insegnanti che si comportano in modo freddo con noi studenti, che svolgono il loro lavoro solo perché devono insegnarci la disciplina che loro hanno studiato per tutta una vita e poi... la campanella suona, l'ora è finita, se ne vanno a casa ed è finita un'altra giornata lavorativa. Quante belle cose insegna questo docente!».

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 Dario    - 12-02-2004
Durante l' iniziativa condotta dal prof. Macina e cioè lo stimolante invito a denunciare con assoluta franchezza le problematiche ormai leggendarie che alimentano il rapporto alunno insegnante, ero studente del liceo Scacchi ma non ho partecipato per mancanza di interesse. Anche se in ritardo vorrei dichiarare le mie osservazioni che trovano conferma nel sistema universitario a cui ora faccio riferimento. La scuola vista dall' interno è un complesso spettacolo teatrale in cui ogniuno ricopre un ruolo, che finisce poi per delineare e trasformare la natura dell' individuo; capita che il continuo o discontinuo verificarsi di impreparazioni o mancanza di volontà, legati a momenti particolari della vita di un adolescente, rischiano di risucchiarlo in un ruolo scenico nei confronti della classe e dell' insegnante dal quale è difficile venir fuori; da questo momento il soggetto subisce innumerevoli casi di ingiustizia legati al rapporto impegno profitto in riferimento a più fortunati partecipanti della classe chiamati a vestire ruoli di maggiore stima e considerazione, ne consegue una naturale perdita di stima sia nel sistema scolastico e nei suoi tutori che in se stessi. In fondo però la scuola a mio parere svolge un importante compito e cioè quello di simulare la vita reale abituando lo studente a confrontarsi con le incoerenze e le ingiustizie che regolano l' ascesa dell' uomo. Oggi come allora provo poco interesse in una anonima denuncia al sistema scolastico e ai suoi tutori, ma credo molto nell' importanza che questa scuola ha avuto nella formazione della mia persona e di quegli altri che come me anno dovuto adattarsi all' "ordinaria follia" che anima la routine di ogni studente. Ringrazio e apprezzo docenti come R. Macina che rappresentano (almeno per me) una conferma importante, cioè che nel mio percorso avrò la fortuna di incontrare professionisti validi, che amano il proprio lavoro e che puntano al miglioramento del proprio ambito lavorativo. Dario

 Dario    - 12-02-2004
Durante l' iniziativa condotta dal prof. Macina e cioè lo stimolante invito a denunciare con assoluta franchezza le problematiche ormai leggendarie che alimentano il rapporto alunno insegnante, ero studente del liceo Scacchi ma non ho partecipato per mancanza di interesse. Anche se in ritardo vorrei dichiarare le mie osservazioni che trovano conferma nel sistema universitario a cui ora faccio riferimento. La scuola vista dall' interno è un complesso spettacolo teatrale in cui ogniuno ricopre un ruolo, che finisce poi per delineare e trasformare la natura dell' individuo; capita che il continuo o discontinuo verificarsi di impreparazioni o mancanza di volontà, legati a momenti particolari della vita di un adolescente, rischiano di risucchiarlo in un ruolo scenico nei confronti della classe e dell' insegnante dal quale è difficile venir fuori; da questo momento il soggetto subisce innumerevoli casi di ingiustizia legati al rapporto impegno profitto in riferimento a più fortunati partecipanti della classe chiamati a vestire ruoli di maggiore stima e considerazione, ne consegue una naturale perdita di stima sia nel sistema scolastico e nei suoi tutori che in se stessi. In fondo però la scuola a mio parere svolge un importante compito e cioè quello di simulare la vita reale abituando lo studente a confrontarsi con le incoerenze e le ingiustizie che regolano l' ascesa dell' uomo. Oggi come allora provo poco interesse in una anonima denuncia al sistema scolastico e ai suoi tutori, ma credo molto nell' importanza che questa scuola ha avuto nella formazione della mia persona e di quegli altri che come me hanno dovuto adattarsi all' "ordinaria follia" che anima la routine di ogni studente. Ringrazio e apprezzo docenti come R. Macina che rappresentano (almeno per me) una conferma importante, cioè che nel mio percorso avrò la fortuna di incontrare professionisti validi, che amano il proprio lavoro e che puntano al miglioramento del proprio ambito lavorativo.