breve di cronaca
Senza l’arte muore il made in Italy
Il Mattino - 13-02-2003
LA PROTESTA PARTE DA CASERTA
Settecento firme contro la Moratti


Anche i genitori contro la Riforma Moratti e gli effetti che la nuova normativa rischia di avere sul processo di formazione e istruzione dei giovani. Soprattutto di quelli che hanno scelto gli istituti d'arte. Così, una protesta forte, che ha come protagonisti i padri e le madri degli studenti dell'Isa di San Leucio, parte proprio da Caserta. Sono oltre 700, infatti, i genitori che hanno sottoscritto un documento inviato al Ministro e ai suoi sottosegretari. Con l'iniziativa i promotori contestano «la prospettiva di marginalità e ghettizzazione dell'Istruzione artistica che emerge - si legge nel documento, votato anche dal Collegio dei docenti dell'Isa - in tutta la sua brutale evidenza nella Riforma Moratti».
Alla ripresa del dibattito parlamentare sulla riforma della scuola, i genitori e i docenti dell'Isa, hanno sentito pressante il bisogno di riproporre con urgenza la questione del ruolo e della formazione artistica. Sono preoccupati per il futuro professionale dei propri figli perché temono che la Riforma possa svilire di contenuti questo tipo di formazione e dare poche prospettive occupazionali a quanti la scelgono.
«Eppure la formazione artistica è un indispensabile strumento di comprensione di un paese come il nostro in cui il patrimonio culturale rappresenta un'importante risorsa per la crescita civile e lo sviluppo economico. Da qui la necessità - sottolineano i genitori e i docenti dell'Isa - di chiedere con decisione che l'area artistico-espressiva entri significativamente nei curricoli di tutti gli indirizzi se non si vuole formare un cittadino dimezzato». Anche perché queste scuole costituiscono un'ulteriore peculiarità del sistema formativo italiano di cui qualsiasi processo di riforma deve tener conto: «Le nostre scuole di istruzione artistica, infatti - si legge ancora nel documento - sono alla base anche del cosiddetto made in Italy». Ma i docenti, la dirigenza e i genitori dell'istituto d'arte non si fermano a questi rilievi. «Perché la scarsa considerazione per le scuole artistiche evidente nell'articolato della Riforma Moratti, è solo un aspetto - si legge nel documento del Collegio dei docenti - di uno scenario più vasto di dequalificazione, snaturamento e involuzione dell'intera scuola pubblica nel nostro Paese che si concretizza in tagli in termini di finanziamenti e di libertà. Dal 2002 al 2004, la scuola italiana perderà, infatti, circa un miliardo di euro. Una cifra devastante per la scuola pubblica - continuano i docenti - che si traduce in tagli agli organici, all'offerta formativa, all'edilizia, alla sicurezza, all'innovazione».
Perciò docenti e genitori dell'Isa rivolgono un appello a quanti avvertono la necessità di difendere il ruolo della scuola pubblica e chiedono di mettersi in contatto con il loro istituto, manifestando la propria adesione al documento e offrendo il proprio contributo di idee e proposte per organizzare forme di mobilitazione e di lotta ampie e condivise.


LIDIA LUBERTO

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