Mozione contro
Antonio Usai - 12-02-2003
Mozione contro la guerra preventiva in Iraq – votata il 23 dicembre 2002

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAMOGLI




riaffermando la convinta adesione ai principi e ai fini della Carta delle Nazioni Unite e della Costituzione Italiana che escludono la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e che impegnano il nostro paese e tutte le sue istituzioni ad operare per la pace e la giustizia nel mondo;

allarmato per il rischio che la comunità internazionale si ritrovi presto coinvolta in una nuova drammatica guerra annunciata dal governo degli Stati Uniti contro l’Iraq;

fortemente preoccupato per la decisione degli Stati Uniti di abbandonare la dottrina della legittima difesa per adottare la dottrina della “guerra preventiva” in base alla quale la guerra all’Iraq non sarebbe che la prima di una serie di azioni militari unilaterali contro tutti i paesi sospettati di minacciare gli Stati Uniti;

convinto che una strategia così destabilizzante mette fine al tabù della guerra e infligge un durissimo colpo al diritto, alla pace e alla sicurezza nel mondo;

sottolineando come la guerra comporti sempre maggiori perdite di vite umane e di beni materiali, calpesti ogni diritto umano, produca immani sofferenze a popolazioni inermi, provochi la distruzione indiscriminata e sovente deliberata di monumenti di inestimabile valore per la storia e l´identità civile e religiosa dei popoli coinvolti nella guerra;

consapevole del fatto che una nuova guerra di queste proporzioni rappresenterebbe un pericolo anche per noi e per i nostri interessi, per l’Italia e per l’Europa, ci esporrebbe al rischio di violenze e azioni terroristiche, accrescerebbe i sentimenti di odio contro gli americani e i loro alleati allargando il fossato che separa l’occidente e il mondo islamico, allontanerebbe ancora di più la possibilità di mettere fine al conflitto arabo-israeliano e di costruire una pace giusta e duratura in Medio Oriente che è la vera priorità dell’Onu e dell’Europa, indebolirebbe i cosidetti regimi arabi moderati e bloccherebbe ogni possibile evoluzione democratica di quei paesi;

ritenendo che il regime di Saddam Hussein – come tutti quelli che nel mondo si rendono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale- vada contrastato dalle Nazioni Unite e dall’intera comunità internazionale con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale già oggi disponibili;

esprimendo piena soddisfazione per il successo diplomatico ottenuto dalle Nazioni Unite che ha portato il governo iracheno ad accettare la ripresa incondizionata delle ispezioni sul proprio territorio;

sottolineando l’urgenza di rafforzare e democratizzare l’Organizzazione delle Nazioni Unite (unica casa comune di tutti i popoli del mondo) e tutte le altre istituzioni internazionali, attraverso le quali occorre finalmente mettere in funzione un sistema di sicurezza collettiva dotato di tutte le risorse necessarie;
ribadendo la necessità di operare per la costruzione di un´Europa che sia strumento di pace e di giustizia nel mondo;
riaffermando solennemente la sua disponibilità a collaborare con le scuole e le organizzazioni della società civile per la diffusione e lo sviluppo della cultura dei diritti umani, della pace e della solidarietà

richiamando il solenne impegno di pace pronunciato ad Assisi lo scorso 24 gennaio dal Papa, Giovanni Paolo II, e dai capi di tutte le religioni: “Mai più violenza. Mai più guerra. Mai più terrorismo”; fermo restando che ogni persona dovrebbe proporsi come "Costruttore di Pace";

CHIEDE


al Parlamento italiano il rigoroso rispetto dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica che recita:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”;

al Parlamento e al Governo italiano, all´Europa, all´Onu e a tutti i responsabili della politica nazionale e internazionale di:

1. svolgere una incessante opera di mediazione, dialogo e persuasione tesa ad evitare lo scoppio di una nuova disastrosa guerra, senza cedere alla logica dell´ultimatum;

2. negare ogni forma di assenso e di coinvolgimento militare nell´organizzazione di un possibile attacco armato contro l´Iraq non autorizzato dall'ONU;

3. esercitare ogni forma di pressione politica sul governo iracheno affinché non ponga ulteriori ostacoli alla missione degli ispettori dell´Onu impegnata a promuovere e a verificare il disarmo dell´Iraq;

4. mettere fine all´embargo che da dodici anni colpisce mortalmente la popolazione irachena;

5. mettere fine all’occupazione israeliana dei territori palestinesi, assumere tutte le misure di pressione e sanzione diplomatica ed economica necessarie per fermare l’escalation della violenza, assicurare la protezione delle popolazioni civili e riavviare il processo di pace (due popoli, due Stati);

6. promuovere la giustizia penale internazionale accelerando l’insediamento della Corte Penale Internazionale;

7. convocare, nell´ambito delle Nazioni Unite, una Conferenza e un negoziato per l´eliminazione di tutte le armi di distruzione di massa a partire dal Medio Oriente e dal Mediterraneo;

8. affrontare i conflitti e le gravi tensioni che si concentrano in particolar modo nel Mediterraneo con una progettualità lungimirante e una coerente iniziativa politica, economica e culturale;

9. dare all´Organizzazione delle Nazioni Unite, gli strumenti necessari per garantire, senza distinzioni, il pieno rispetto di tutte le risoluzioni approvate nel rispetto della Carta e del Diritto internazionale dei diritti umani.

DELIBERA


1. di ripudiare la guerra in conformità al suddetto articolo della Costituzione;

2. di dichiarare il Comune di Camogli “CITTA’ PER LA PACE”; di darne massima diffusione tra la cittadinanza, le istituzioni dello Stato e gli organismi internazionali.

CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA


che la Città di Camogli contribuisca sempre più alla crescita della cultura del dialogo e della pace tra popoli diversi per storia e tradizioni; cultura della pace che non può essere tale senza il perseguimento della giustizia sociale;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a tenere in considerazione l’appello che contro questa guerra si leva dalla società civile, dai giovani, dal mondo laico e religioso e ad esprimere una posizione di rifiuto nei confronti dell’entrata in guerra dell’Italia al di fuori del contesto ONU; l'Italia non deve rinunciare alla sua vocazione di Paese solidale, multietnico e multireligioso per schierarsi in prima linea in questa che rischia di trasformarsi in una guerra catastrofica e globale.

IMPEGNA ALTRESI’ IL SINDACO E LA GIUNTA

a perorare un’azione nei confronti dell’industria volta ad accelerare al più presto l’applicazione delle ricerche tecnologiche perché consentano un superamento dell’utilizzo del petrolio che è una delle maggiori cause di conflitto dei nostri tempi; a rendere pubblica questa posizione del Consiglio e a sostenerla in tutte le sedi, istituzionali e non, in cui essa possa essere fatta valere per allontanare la possibilità di conflitto.


Presentata a nome della maggioranza, dal Consigliere Comunale Antonio Usai

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