Ancora di più?
Bruna Bassi - 23-10-2001
Il Ministro ha detto che dobbiamo lavorare di più. Ho preso sconsolata la mia agenda ed ho messo un punto interrogativo nella pagina di Natale. E' l'unico giorno libero che avrò da qui a dicembre. Io lavoro in un corso serale a Parma. Insegno italiano e storia: ho mediamente 25 studenti per classe ed un orario di lezione frontale di 16 ore settimanali. Mi sono adeguata subito alle nuove direttive che sollecitano nuove metodologie e test oggettivi. Per quattro settimane ho segnato puntualmente le ore dedicate al lavoro. Risparmio i dettagli, ma fra arrivo anticipato ed uscita ritardata (doveroso lasciare l'aula per ultimi anche in un corso per adulti), preparazione delle lezioni, riunioni, gruppi di lavoro, progettazione, ricevimento studenti, correzione dei compiti e preparazione dei test oggettivi (che è bene siano sempre diversi onde evitare la nascita di un proficuo commercio fra gli studenti di test già risolti) ho tenuto una media di 50 ore alla settimana. Non credo sarà diverso nei prossimi mesi.
La scuola funziona con le attività extra-didattiche dei docenti: attività che, oltretutto, non vengono retribuite perchè i fondi che sulla carta appaiono tanto consistenti (forse perchè vengono pubblicizzate le somme complessive nazionali) in realtà sono briciole.
Potrei capire le proposte del Ministro se nella scuola esistessero figure intermedie (quelle che in azienda vengono chiate "quadri") preposte alle attività che ora svolgono gli insegnanti, ma non ci sono.
Ci siamo abituati a veder i presidi (pardon: dirigenti scolastici) fare la moltiplicazione dei pani e di pesci rispetto ai tempi che ogni docente ha a disposizione da dedicare allo svolgimento di alcune attività. Tutto viene conteggiato in una fase di previsione, per cui qualunque lavoro dovrebbe essere svolto coi ritmi di Speedy Gonzales. Poco importa se in realtà occorrono il doppio delle ore per svolgere quel determinato incarico. Il conteggio è fatto sulla base dei fondi disponibili (quando ci sono) e tanto deve bastare.
Se il Sig. Ministro vuole avere un'idea chiara dei carichi di lavoro che gravano sul personale della scuola imponga il timbro del cartellino marcaorario e lo svolgimento di tutte le attività nei locali dell'Istituto ed in orario di servizio, ma si prepari anche a trovare i fondi per retribuire le ore straordinarie e soprattutto a reperire gli spazi dove lavorare, una scrivania ed un armadietto per ciascun docente e a pagare le spese per il funzionamento prolungato di tutti gli istituti scolastici. La quasi totalità dei docenti, fino ad ora, ha comprato a proprie spese un computer, tiene impegnata una parte della propria abitazione per materiale di lavoro e così via.
La tanto voluta modernizzazione delle metodologie didattiche è stata realizzata a spese vive dai docenti.
Ed ancora, permetta agli insegnanti di avere un orario di lavoro più lineare che consenta una programmazione anche della vita privata: ora siamo disponibili per la scuola dalle 7,50 alle 20. (i docenti dei corsi serali dalle 7,50 alle 24). Uno dei mali della categoria è proprio l'errata modalità di conteggio dell'orario di servizio. Non è possibile continuare a pensare in termini di ore di lezione frontale, quando le attività extradidattiche sono ormai diventate preponderanti rispetto alle attività didattiche.
L'ultima nota dolente, che purtroppo non pare sia stata nemmeno presa in considerazione. I nostri stipendi da paese in via di sviluppo non sono bassi: sono umilianti. Nel nord Italia, dove il costo della vita è decisamente superiore rispetto al Meridione, (io a abito a Parma e spendo solo di riscaldamento 4 milioni all'anno. I miei colleghi di Palermo spendono 500mila lire) non basta a mantenere nemmeno decorosamente la propria famiglia.
Mi si perdoni il conteggio da casalinga dei tempi e del denaro, ma oltre che insegnante sono appunto, madre di famiglia e devo far tornare i conti. Del resto, non credo che gli altri abbiamo agito con un'ottica diversa. Quando ci chiedono di recuperare i dieci minuti di lezione (che siamo impossibilitati a fare per mille motivi) e dimenticano che abbiamo lavorato ore senza chiedere nulla, la logica non appare diversa.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Donatella Lissia    - 28-10-2001
Hai ragione, cara collega e la tua analisi è puntuale, direi perfetta. Io sono un'insegnante di Italiano e Latino di un liceo classico di Cagliari e la mia storia è uguale alla tua ed a quella di tutti gli insegnanti che svolgono il loro lavoro in modo coerente e scrupoloso, perchè, come tu sai, non tutti lo fanno allo stesso modo e forse è proprio qui il problema: distinguere vari livelli di lavoro. E' un aspetto che ci divide e chi come me ha trascorso una vita nelle lotte politiche e sindacali non si riconosce in un progetto di discriminazione della categoria. Però il rimedio non può che partire da una consapevolezza del nostro preciso ruolo e da una conseguente azione efficace per il rispetto di esso.

 Maria Gruarin    - 28-10-2001
Sono assolutamente d'accordo con tutto. Spero che il Ministro abbia il tempo di leggere questo articolo !!!
prof. Gruarin Maria
liceo G.Bruno
Mestre Ve

 Giacom Risso    - 28-10-2001
Il recupero dei 10 minuti dell'ora ridotta esiste solo in presenza di sperimentazione di autonomia e di apposito progetto formulato e votato dagli organo collegiali. Può essere effettuato solo per attività di lezione (e non per disposizioni o altre attività collaterali). A mio parere è anche molto discutibile un eventuiale recupero per attività rivolte solo ad alcuni allievi e non atutta la classe.
Esiste una chiara normativa in proposito che un collegio docenti, RSU, membri del CdI, singoli docenti non possono ignorare. A molti presidi, invece, fa' comodo ignorare che esiste una normativa contrattuale da rispettare. Qualcuno è addirittura arrivato ad una contrattazione "privata": dovreste recuperare tre ora alla settimana, dateme una e mi accontento. No comment.

 Patrizia Caporossi    - 28-10-2001
D'accordo. Aggiungerei la situazione/condizione delle f.o. (figure obiettivo o figure di sistema) che dovrebbero essere (forse) quei famosi "quadri intermedi". Esperienza fatta per 2 anni di seguito. Anche lì il "tempo" andava oltre e lo "spazio" non previsto (compreso il telefono).Niente è calcolato o predisposto, ma tutto scontato in funzione dei cosiddetti 3 milioni all'anno! Lordi, ovviamente e ridotti a 1milione e 8mila lire circa al netto! (Tra parentesi ancora devo ricevere il compenso dello scorso anno scolastico!). Messi così allo sbaraglio in una logica del tutto-dovuto! Un modo efficace per disperdere e scoraggiare le energie più impegnate (magari da sempre) in prima persona nella scuola! (...)

 Caterina Arvigo    - 28-10-2001
Concordo pienamente sul contenuto del tuo testo,
non occorrono commenti integrativi, se non che la signora Moratti differisce, rispetto ai suoi predecessori (che, tutti, proprio tutti, hanno sempre ignorato, o voluto ignorare, la condizione di sfruttamento dei docenti), in una sola cosa: riesce anche a fare dichiarazioni volgarmente offensive sulla categoria.
Il fatto oggettivo, che tu segnali, di lavorare molte più ore di una qualunque altra categoria di lavoratori dipendenti e non vedere mai, proprio mai, non dico retribuito, ma almeno riconosciuto questo impegno, non può che avere una sua finalità: fa comodo pagare poco gli insegnanti; quindi si lasciano le cose in modo tale che alcuni furbacchioni possano sfruttare tutti gli artifizi dei regolamenti, dei congedi, dei permessi di varia natura o tipo, dell'assenza di un sistema di valutazione delle risultanze didattiche, per fare poco, molto poco, offrendo così una base di giusificazione alle modeste retribuzioni.
Se poi moltissimi insegnanti, convinti e appassionati, lavorano molte ore gratuitamente o, peggio ancora, vedendosi riconosciuto un compenso, per entità, a dir poco "offensivo", ebbene, questi sono fatti che non sfiorano neanche i Signori Parlamentari ed i Signori Ministri, già strapagati, ma iterativamente impegnati a portare al voto delle Camere l'aumento dei loro emolumenti, sempre con approvazione unanime.

 Riccardo Ghiretti    - 28-10-2001
Sottoscrivo con entusiasmo la lettera di Bruna Bassi......ogni parola è superflua , dopo avere letto la lettera....aggiungerei soltanto .............un periodo di prova come insegnante al sig. Ministro Moratti per toccare con mano i nostri enormi disagi e gli altrettanti enormi sacrifici......
Riccardo Ghiretti

 bruno brambilla    - 28-10-2001
bravissima, sono pienamente d'accordo!
nelle mia scuola ho proposto molte volte come forma di protesta l'astensione a tempo indeterminato di tutte le forme di lavoro non retribuite o retribuite con le briciole; penso che otterremmo molto di più che con lo sciopero tradizionale, senza perderci di tasca nostra: Se bloccassimo ad esempio le "visite di istruzione" avremmo il coinvolgimento totale di tutti gli studenti.

 Fabio A. usala    - 28-10-2001
cara collega hai ragione da vendere perchè lo stesso capita a me (aggiungi le funzioniobiettivo etcc..)
troppo lavoro non riconosciuto e non pagato...
...ma quando succede tutto ciò non vedo frotte di colleghi che fanno lo stesso. forse tu ed io e qualche altro ci massaccriamo di lavoro (non so fino a quando continuerà) ma purtroppo siamo soli o siamo in pochi
.... le mie opinioni sulla scuola sono, purtroppo, cambiate da quando da genitore ho mandato i miei figli a scuola (elementari, medie ed ora superiori)
bene vorrei che fossi tu insegnante dei miei figli perche i colleghi che lo sono sono (nella migliore delle ipotesi) squallidi, impreparati, non producono materiale, i test? (mi hanno detto che non servono tanto che in america non li usano più..) ti risparmio il resto che è sullo stesso tenore,,,,
ma non voglio arrabbiarmmi...
...è tutto vero ciò che dici (come insegnante ti do ragione) ma come genitore ti do torto (è tutto falso o perlomeno ipocrita) la scuola non funziona e in particolare non funzionano le superiori (io insegno alle superiori e quindi sarà anche colpa mia) gli insegnanti non fanno nulla e le classi sono abbandonate a se stesse...
forse tu ed io (e qualche altro) siamo gli ultimi dinosauri...quando ci pensioneremo (ammesso che sia) finalmnte la scuola italiana mostrerà la su faccia..
cordiali saluti

 Maria Pia Melis    - 28-10-2001
Sono pienamente d'accordo con quanto afferma l'autrice dell'articolo, purtroppo la scuola non è "un'azienda" dove veramente i lavoratori vengono gratificati per la loro "efficacia" ed "efficienza" con i premi di produzione o 14^ o 15^ mensilità, noi siamo i "lavoratori della mente" ma nessuno vuole riconoscere l'attività di ricerca, aggiornamento didattico che ogni giorno poniamo in essere. Purtroppo la categoria è troppo variegata perchè possa veramente pretendere miglioramenti per tutti. basta pensare che cosa hanno fatto al momento del maxi concorso!

 Raffaele Mauro    - 28-10-2001
INDICARE IN COSA CONSISTE L'ATTIVITA' LAVORATIVA


Sono alle prese con la compilazione della scheda del censimento.
A pag. 9 ho indicato il numero delle ore lavorate nella settimana dal
14 al 20 ottobre. Ho indicato 40 ore.
In realtà le ore dedicate al mio lavoro sono state sicuramente di più.
A pag. 10 mi si chiede di indicare in cosa consiste l'attività
lavorativa. E mi si suggerisce di rispondere: Svolge un'attività
organizzativa, tecnica, intellettuale, scientifica o artistica ad
elevata specializzazione (io, insegnante di scuola media superiore sono
equiparato, con i colleghi di scuola media inferiore, a chi fa il
cardiologo, l'ingegnere, il Professore universitario, il chimico,
l'Analista di procedure, il ricercatore).
E allora mi sono pentito di non aver detto la verità: che di ore di
lavoro ne svolgo sicuramente di più, come tanti che svolgono seriamente
questo lavoro, e che con gli anni hanno visto l'orario reale di lavoro
diventare sempre più elevato.
Ma lo sa la dott. Moratti in cosa consiste la mia attività lavorativa?
Ho io lo stesso trattamento economico o la stessa considerazione di un
cardiologo, un ingegnere,....?


Raffaele MAURO
Persona impegnata in un'attività ad elevata specializzazione
Insegnante di Matematica-Informatica
Istituto Tecnico Commerciale "Bianchini" - Terracina
Tel 0773-703454


 Laura Di Benedetto    - 28-10-2001
Sono perfettamente d'accordo con tutto quello che hai scritto e, come me, sono certa, tutti i docenti che svolgono con coscienza il loro lavoro (visibile e ancor più invisibile).Spesso mi chiedo se veramente chi ci governa vuole una scuola efficiente per tutti perchè è difficile che si possa realizzare con questi interventi. Quando ,ad esempio, si chiede ai docenti di sostituire fino ad un mese i colleghi assenti, si tiene conto della specializzazione che ognuno di noi ha nell'insegnare la propria disciplina? Potrei fare altre riflessioni ma non mi dilungo.Vorrei solo aggiungere che se il nostro stipendio è insufficiente lo è dalle Alpi alla Sicilia, dove appunto vivo io. E' vero, spendo meno per il riscaldamento, ma ho ben altre spese! Nella provincia dove abito (Agrigento) c'è veramente una grande povertà! Ho due figli all'università, uno a Palermo e uno a Milano( Ad Agrigento non c'è l'università e per frequentare le facoltà scelte devono necessariamente trasferirsi). Anche questo è importante far sapere al nostro ministro della PI.

 Lorenzo CAPUZZI    - 28-10-2001
La collega Bruna Bassi di Parma ha perfettamente ragione.
Un Insegnante scrupoloso dedica in media 50 ore settimanali alla scuola.
Ritengo purtroppo che ci siano ancora nella scuola publica ampi spazi per chi si vuole impegnare al di sotto delle prestazioni minime, tanto che l'opinione pubblica è convinta che l'insegnante "lavori poco".
L'idea di un orario settimanale di trentasei ore di presenza a scuola per tutti i Docenti renderebbe più omogeneo l'impegno di ognuno, alleggerendo il lavoro della collega Bruna e di tanti altri, pur restando a nostro carico l'acquisto degli strumenti necessari, quali computer e testi per l'aggiornamento.

 dott. Bernardi Paolo - personale ATA    - 28-10-2001
Che panorama sconsolante ci appare guardando questa nostra scuola che va alla deriva, incompresa un pò da tutti: dagli studenti, dai genitori, dai presidi, dai ministri che si sono succeduti ed anche, perchè no, dagli insegnanti.
Personalmente concordo con tutto quello che la prof.sa Bassi scrive nel suo stanco e amareggiato resoconto, e la capisco quando parla degli insegnanti carichi di lavoro; devo aggiungere però, senza malizia alcuna, che a fronte di molti insegnanti innamorati del loro lavoro e dei loro studenti, impegnati quotidianamente nella selva di impegni che aumentano a dismisura senza che nessuno sembra rendersene conto ve ne sono altri che di questo lavoro si disinteressano per mille motivi, danneggiando non solo gli studenti ma anche quanti come la prof.sa Bassi sudano e faticano perchè credono in quello che fanno. Credetemi, non intendo aprire una polemica ulteriore sul mondo dell'insegnamento, sulla sua qualità, sulla sua efficacia, sui meccanismi di reclutamento del corpo docente e quant'altro, io personalmente sono stato chiamato a ricoprire la cattedra di insegnante tecnico di elettronica circa sei anni fa senza essere valutato da nessuno...
Per spiegarvi meglio il mio punto di vista devo parlarmi della mia esperienza, che reputo abbastanza singolare, con il mondo della scuola :
- assistente tecnico di elettrotecnica per un anno
- ITP di elettronica per l'anno successivo
- assistente tecnico di informatica negli ultimi 5 anni
nel frattempo sono stato studente di statistica all'università di Bologna, laureandomi lo scorso anno con un punteggio certamente non eccelso, ma rispettabile.
Sono stato quindi studente, tecnico e insegnante nel giro di poco tempo ed ho capito che un pò tutti hanno qualcosa da ridire: gli studenti possono contare spesso su strutture inadeguate e a volte anche su insegnanti (ahimè) impreparati, i docenti sono pagati con un tozzo di pane e il resto del personale (perchè nessuno ne parla mai, ma esiste) tira avanti con quel poco che ha.
Personalmente ho conosciuto insegnanti molto bravi, alcuni provengono da altre città (quindi sommano alla fatica del lavoro anche quella degli spostamenti) e impegnano tutte le loro energie con i ragazzi; altri se ne infischiano in modo indegno, gente che scappa ad ogni occasione e che di fronte a gesti di pesante maleducazione mi dicono "perchè dovrei dirgli qualcosa? non sono mica un assistente sociale..."
Ho visto anche tecnici, amministrativi e ausiliari lavorare e studiare per cercare di fare andare al meglio lo cose, ed altri appoggiarsi al muro aspettando che arrivino le 13:30
Qual'è il risultato di questo sistema? Che i più impegnati si ritrovano sul groppone anche il lavoro degli altri, perchè purtroppo si è tutti uguali e chi non fa nulla gode di quella "statale" impunità che gli consente di ridere alle spalle dei colleghi assediati dal loro amor proprio e dalla loro passione.
Io non mi lamento del fatto che, come laureato, non possa accedere ad altri profili professionali se non licenziandomi preventivamente, prendo solo atto di questa mostruosità e getto la spugna con le lacrime nel cuore: ho chiesto il part-time per cercare al di fuori quella soddisfazione, quella crescita professionale che a scuola non potrò mai avere. E' un grande sacrificio, perchè come molti insegnanti amo l'istituzione scolastica intesa come fucina di coscienze, come strumento di crescita intellettuale; amo gli studenti che credono di sapere tutto della vita ma hanno molto da imparare, amo la ricerca, la passione di capire e di insegnare senza sentirsi degli dei.
Sono costretto ad andarmene perchè non ce la faccio più, ma spero sempre che nell'arco di due anni le cose possano cambiare, altrimenti non mi rimarrà altro che constatare la mia inadeguatezza e darò le dimissioni.

 Vilma Capocchiani    - 28-10-2001
Alla collega
e per conoscenza al Ministro della Pubblica Istruzione
Finalmente qualcuno inizia a informare il ministro che la scuola si regge sul lavoro GRATUITO e NON RICONOSCIUTO degli insegnanti.
Nella scorsa settimana per rispondere ai moduli del censimento ho dovuto contare le ore trascorse a scuola per attività didattica: sono state 37.
Ad esse si aggiungono 24 ore di preparazione lezioni per 12 ore di lezioni e laboratorio e 6 ore di opreparazione compiti scritti e test , fatte a casa.
Dal conto sono assenti ore di lavoro a casa dedicate alla preparazione di materiali per gli studenti dei progetti didattici: del resto chi è tanto ingenuo da credere nell'importanza del ruolo educativo e formativo del nostro lavoro, come la collega Bassi, è causa del suo male.
Io proporrei uno sciopero bianco a livello nazionale. Sono stanca di dedicare il sabato e la domenica al lavoro, sentirmi dire (vox populi) che gli insegnanti lavorano poco, vedere il dirigente scolastico fare i salti mortali per far funzionare la scuola al meglio senza poter pagare le ore di lavoro che servono per farla funzionare, sapere che lunghe ore della contrattazione sono dedicate alla discussione della limitazione a 35 ore settimanali del monte orario del personale ATA e sapere che a nessuno interessa il monte ore di lavoro dei docenti, discutere con i miei familiari perchè non ho tempo da dedicare a loro, vedere gli amici solo nel mese di agosto e sentirmi dire che gli insegnanti hanno 3 mesi di vacanze, eccetera. L'elenco delle mie frustrazioni è troppo lungo per poter essere completato. Completo invece la descrizione del mio lavoro: insegno in un corso sperimentale di un Liceo Scientifico, e non costituisco una eccezione perchè il 90% dei miei colleghi hanno gli stessi ritmi di lavoro.
Vilma Capocchiani

 loredana    - 28-10-2001
hai perfettamente ragione!!!
vorrei proporre alla saccente ministra di mettersi nei miei panni per un giorno soltanto .... scapperebbe come una freccia per tornarsene a predicare dalla sua bella poltroncina

 Ins. Paolo Aghemo    - 28-10-2001
Anche se non sono un insegnante donna e insegno alle elementari condivido pienamente le sue riflessioni. Prima di insegnare ho fatto altri lavori ed il mio tempo libero era notevolmente più ampio. Ci salvano da una totale sindrome di Barnout (non so se è giusto) solo i quattro mesi di vacanza che ancora abbiamo! Come non è così (insinua ancora qualcuno e forse prima o poi uscirà una frase simile anche dal governo).
Mia moglie è precaria ed io non ho un marito da 4/5 milioni al mese! Non voglio aprire ulteriori polemiche ma spero che nessun collega accetti di fare, alla medie ed alle superiori, ulteriori sei ore pensando alle circa 450.000 (mediamente) lire mensili in più ma rovinando la vita ai precari e soprattutto agli studenti del proprio istituto e rischiando di far degradare ulteriormente la scuola pubblica.
Mi pare che Don Milani cicra quarant'anni fa, con i suoi scritti, deprecasse la scuola dei Pierini (cioè dei ricchi) ora la mia paura è che si stia paventando di nuovo tale ipotesi dopo faticosi balbettii di democrazia culturale!!

 valerio    - 28-10-2001
mescolare ciò che è dovuto perchè docente, con quello che è aggiuntivo, e quindi volontario, è sbagliato. rendere obbligatorio a scuola la quota di lavoro che compete al docente non farebbe migliorare di una virgola la qualità. la questione stipendiale apre alle cosiddette gabbie salariali dietro le quali si nascondono insidie pericolose (a fiuto)

 Fara Caso    - 28-10-2001
E' una guerra tra poveri quella che conduciamo noi insegnanti, divisi, umiliati, ma anche pronti ad umiliarci reciprocamente! Sono d'accordo con molte delle considerazioni fatte, ma basta con le differenze tra nord, sud, spese di riscaldamento o altro... e' solo una vergogna, che non accade tra altre categorie di lavoratori. Non si può distogliere l'attenzione sulla sostanza della protesta che è appunto l'esiguità scandalosa del salario. che forse metterà a disagio la casalinga insegnante del nord per le spese di riscaldamento, ma anche quella del sud per le più esose assicurazioni auto, il consumo maggiore di acqua per la sete provocata dal caldo e forse anche il maggior uso di anti traspiranti perche sudiamo per le perenni estati... Forse si sta cadendo troppo nel
ridicolo, ma la morale è che realmente gli stipendi sono miseri e non ci permettono neanche una vacanza dignitosa, visto che le nostre ferie sono obbligate nei periodi più cari dell'anno.

 giorgio dellepiane garabello    - 29-10-2001
Cara Bruna,
sono uno di quelli che ...a costo di rimetterci sempre e di più del proprio preferisce fare scuola in una ambiente ricco di proposte e materiali, piuttosto che lesinare energie e mezzi.
Mi riconosco pienamente in quello che dici: perchè non scrivere direttamente a donna Letizia?
Oltretutto non vedo perchè la medesima debba fare peggio dei suoi illustri predecessori, i quali avevano sicuramente, in partenza, le migliori intenzioni (regolarmente evaporate per ragioni non dipendenti dalla loro volontà, vogliamo credere).
Dimmi (ditemi) però: come facciamo con quei docenti che campano tranquilli senza fare un'unghia in più del minimo?
Chi dirà loro «Caro mio, da questo mese guadagni in proporzione a quel che fai, perchè da adesso valutiamo quantità e qualità del tuo lavoro...»??!!!
A quale specie appartengono i docenti italiani?
Siamo certi che la maggioranza desideri abbandonare un grigio quieto vivere?
Cordiali saluti da g.d.g.

 Giuseppe Tartarini    - 29-10-2001
Sono pienamente d'accordo. Il punto , per me, è che del buon funzionamento della Scuola non interessa veramente a nessuno, e tanto meno alla Moratti.
D'altra parte la nostra categoria è divisa e con troppi professionisti che hanno il doppio lavoro e non intendono impegnarsi nella trasformazione della Scuola.

 Insegnante scuola elementare    - 30-10-2001
Se sei un insegnante, come non essere d'accordo? La realtà è che abbiamo stipendi da terzo mondo e impegni da Società Industriale, ci vengono richieste competenze super specializate(in un'azienda privata sarebbero super valutate) e ci pagano da addetti alle pulizie. Che avvilimento!!!!!!!!!!!!!!!!1

 Antonella Mariotti    - 30-10-2001
Sono d'accordo: quella descritta da Bruna Bassi è la realtà del "corpo docente" nelle scuole italiane. Non parliamo di quello che accade quando un dirigente scolastico proprio non sa dirigere ed il collegio docenti è affollato..... Mi chiedo se il Ministro sia davvero consapevole della realtà scolastica, dell'effettivo carico di lavoro cui siamo sottoposti. Ma non voleva, il Ministro, una Scuola efficiente, come un'azienda? Se non si motivano i docenti con una giusta retribuzione, facendo emergere tutto il sommerso (proprio il SOMMERSO) che c'è nella Scuola, che facciamo? Ci affidiamo ancora alla "missione", al volontariato? Ci vorrebbe una bella svolta: tutti a Scuola sino alle 17.00 dal lunedi al venerdi (come nelle aziende, no?), ma con una busta paga mensile ben più pesante..... Già, ma poi che si fa? Non si taglia più la spesa pubblica, ma qualcosa d'altro? Orrore!!!!

 Prof. FAVA GIORGIO    - 30-10-2001
Sottoscrivo anche le virgole.

 Francesco Contalbi    - 30-10-2001
Ti capisco benissimo. Gli insegnanti sono però una categoria di piagnoni, o meglio di somari, che battuti sul posteriore da governi di centro, (pseudo)sinistra e ora di destra riescono solo a ragliare dal dolore... e poi continuare a tirare il carro fino alla prossima battuta.
Non hanno alcun senso di appartenenza ad una categoria, e sono anche così imbecilli da continuare a pagare la tessera di sindacati che hanno lasciato arrivare la categoria a questi livelli.
Forse non lo sai ma ai Capostazione in esubero hanno regalato 7 anni di lavoro e L.30 000 000 purchè andassero in pensione, con il placet degli stessi sindacati che dovrebbero tutelare i nostri interessi .
Tu pensi davvero che inviando e-mail a un sito o piangendo sulla malasorte si otterrà qualcosa ?
Del resto mettiti nei panni dei governi o dei sindacati confederali: a dei somari inoffensivi che cosa vuoi dare se non la pietà ?
Morale: FACCIAMOCI FURBI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ciao

 valentino vitali    - 30-10-2001
Brava , dal tuo punto di vista lavori troppo e non è giusto.
Allora cambiamo lo stato giuridico del personale docente ufficialmente:36 ore tutte a scuola, così saremo più trasparenti tutti .
Solo dopo potremo incominciamo a parlare di stipendi europei .
Tutti gli altri discorsi rischiano di suonare come "autoreferenzialità mascherata" .
Per certi aspetti ha quindi ragione la Moratti, in questo la scuola non va riformata , ma solo rifondata.
Valentino Vitali
indirizzi e-mail: valentino.vitali2@tin.it

 NISI BALDONI    - 31-10-2001
Ho scelto l'insegnamento come professione nel 1980 dopo tre anni di lavoro come analista di laboratorio: lì lavoravo fino alle 17,30 forse troppo per pensare di seguire i miei fututri figli. Pazienza se lasciavo un lavoro per sceglierne un altro che rendeva economicamente la metà esatta: avevo la prospettiva di seguire la mia famiglia, di stare a contatto con i giovani e perchè no... di andare in pensione con 14 anni, sei mesi ed un giorno!! Avrei ripreso più avanti la mia vera pofessione. E così sia: studio pazzo e disperatissimo, vincita del concorso,immissione in ruolo LA FELICITA' di una cattedra anche se a 90 Km. di distanza da casa. E poi un lavoro entusiasmante, sempre nuovo...educavo i giovani, parlavo con loro, contribuivo alla loro formazione. Pazienza se poi le nuove leggi mi hanno privato di un privilegio insito nel mio contratto di assunzione e che tanto mi aveva spinto verso quel lavoro ( il pensionamento anticipato) , pazienza se di chilometri a mie spese ne ho percorsi a migliaia e migliaia, pazienza se il contatto con i giovani per la loro formazione spesso mi ha delusa per la loro minima voglia di essere formati. Ma non ho più pazienza per la mole di lavoro che mi si richiede, per il tempo che non riesco a dedicare ai miei figli ( riesco ad aiutarli nei compiti solo un pomeriggio ogni tanto); non ho più pazienza per i sorrisini ironici quando dico quanto guadagno.
Non ho più pazienza per la miriade di ore che dedico gratis alla scuola e per i tanti soldi che spendo per far meglio il mio lavoro. Non ho più pazienza. Forse non ho più neanche l' entusiasmo che mi ha fatto accettare sino ad oggi di lavorare così tanto per così poco. Forse deciderò di equilibrare da sola ciò che mi danno con ciò che do: lavorerò, come già qualcuno fa, solo il minimo indispensabile e controvoglia. Chissà se qualcuno se ne accorgerà?

 Carla Santini    - 31-10-2001
Peccato che ti ascoltiamo solo noi, poveri e ormai disillusi colleghi........Naturalmente concordo su tutto; la tua lettera è così chiara che meriterebbe realmente di essere letta dal Ministro. I nostri sindacati, saranno mai stati così chiari durante le trattative? Ho i miei dubbi, visto che molti sono più interessati a questioni politiche che sindacali, questioni politiche che hanno sempre portato la nostra categoria ad accettare (ed anche con entusiasmo)riforme grazie alle quali cresceva la qualità della scuola pubblica ma proporzionalmente anche i nostri carichi di lavoro e sempre a costo 0. Questo fin dai decreti delegati del 1974 via via fino alla scuola dell'autonomia.
A nessuno è venuto in mente di incrociare le braccia allora, bloccando l'innovazione a meno che non venisse ricompensata? I famosi fondi di Istituto sono realmente una miseria che hanno portato a lotte tra poveri e basta. Le quote delle Funzioni Obiettivo, i famosi 3.000.000.lordi, (esattamente 1.800.000 lire nette), rispetto al lavoro eseguito, se ben realizzato ,paga neanche un terzo del costo di alcune "funzioni" se queste venissero effettuate da esperti privati.
Forse qualcuno può aggiungere altro..........
Cordiali saluti. Carla Santini

 Paolo Bernardi    - 01-11-2001
E' una discussione veramente interessante, ora mi dovrete scusare ma vi chiedo uno sforzo per non accusarmi di essere saccente, dato che non è nelle mie intenzioni esserlo, è che la conoscenza sta alla base della comprensione così nel tentativo di conoscere e di capire vorrei aggiungere alcune riflessioni ai commenti:

NISI BALDONI - 31-10-2001
ok, si guadagna poco e adessola situazione è veramente deplorevole... ma qui c'è un "reo confesso"

valentino vitali - 30-10-2001
sottoscrivo pienamente

Giuseppe Tartarini - 29-10-2001
sottoscrivo pienamente

bruno brambilla - 28-10-2001
ok, nelle gite di istruzione da bloccare comprendiamo anche qualle primaverili ?

Maria Pia Melis - 28-10-2001
la cruda spiegazione (purtroppo) si può trovare su qualsiasi manuale di economia: l'istruzione, come la sanità ed altri servizi analoghi erogati dallo stato per i cittadini non produce reddito, ma lo assorbe.
E' compito dei governi dare una valutazione economica lungimirante a quello che SEMBRA uno spreco di denaro.

Lorenzo CAPUZZI - 28-10-2001
concordo

dott. Bernardi Paolo - personale ATA - 28-10-2001
poverino... lavora solo lui... se questo lavoro ti va stretto cambialo e falla finita!

Fara Caso - 28-10-2001
anche questo è vero

Vilma Capocchiani - 28-10-2001
tsch, tsch! i numeri sono una brutta bestia, e non è vero come molti sostengono che due più due fa quattro, (potrebbe anche fare 11 in corpo tre); 37+24+12+6=79 e in più ci aggiungiamo anche la valanga di tempo definito come "ore di lavoro a casa dedicate alla preparazione di materiali per gli studenti dei progetti didattici"... manca un dato importante: in che corpo numerico ci stiamo muovendo?

 Maestra Antonia    - 03-11-2001
C'è poco da commentare! La collega ha ragione. E questo è quanto.
Anch'io sono casalinga e madre di famiglia. Abito in una città del Nord e insegno in una scuola elementare. Da anni ormai, dedico alla scuola molto più tempo che non alla vita privata. Poteva starmi bene qualche anno fa, quando ero ricca di entusiasmo e povera di...problemi di vita pratica.
Alle superiori, ricordo di aver scritto in un tema che avrei voluto fare la scrittice o la missionaria.
Sono riuscita a realizzare entrambi i desideri, ma mi porto addosso una rabbia che non so se mi consentirà di acquisire meriti per il paradiso...

 Mario Magi    - 03-11-2001
TELEGRAFICAMENTE.
Ho letto alcuni dei "soliti" contributi alla Newsletter.
Voglio essere provocatorio.
Basta piangersi addosso!
E facciamole queste ventiquattr'ore che fanno in Svizzera e da varie altre parti in Europa. Ma ci diano uno stipendio veramente europeo! Smettiamola di pensare ai... livelli occupazionali, allo sfuttamento ecc.. . Guardate i Presidi, i Medici (col governo di sinistra!), i Magistrati (idem) e varie altre categorie. Nella Confederazione Helvetica (stipendio 9000 Fr mensili per le Superiori nel canton Ticino, in quelli "tedeschi di più, ..e scusate se è poco) un Prof. di Educazione Fisica ha un orario settimanale di 30 ore(con ciò si riconosce un ovvio minor impegno nella preparazione delle lezioni).
Non aggiungo altro (potrei farlo).

Mario Magi - Insegnante di Mat. + Fis. - Liceo scientifico "Torelli" di Pergola (PU).

P. S. Suggerisco di assumere come sindacalisti alcuni medici.. di base.


 max    - 03-11-2001
Concordo.C'è una tendenza in atto all'aumento del lavoro!!!

 eleonora    - 16-11-2001
Come hai ragione!