La bandiera della pace sventola sul municipio
"Provincia di Como" - 07-02-2003
Carugo

E’ stata approvata una mozione, proposta dalla maggioranza, contro la guerra in Iraq




Un arcobaleno di pace La bandiera sventola fuori dal Municipio, esposta dal sindaco Mario Tagliabue Foto Borrello

Il Consiglio comunale di Carugo è contro la guerra in Iraq: lo ha ufficialmente espresso nell’ambito della seduta dell’altra sera approvando, all’unanimità, il testo di una mozione presentata dalla maggioranza e condivisa dai gruppi di minoranza. Proprio dai banchi dell’opposizione, poi, è salito un accorato appello: «Invitiamo gli amministratori ad attivarsi concretamente perché i concetti espressi non rimangano solo su carta - ha detto Graziella Pozzi, del gruppo Lista civica per Carugo - sollecitiamo la maggioranza a sostenere la raccolta di firme necessaria alla promozione della legge di iniziativa popolare per l’introduzione dell’insegnamento della disciplina all’educazione ai diritti umani nelle scuole secondarie di primo e secondo grado». Il gruppo di minoranza, come segno tangibile di sostegno alla mozione presentata dalla giunta guidata dal sindaco Mario Tagliabue, ha regalato al Consiglio una bandiera della pace che da ieri sventola sopra all’ingresso del municipio. «Avremmo voluto donarne una a ogni assessore - ha concluso la capogruppo -, ma purtroppo le bandiere della pace sono praticamente esaurite». Ed ecco la mozione approvata da tutti i rappresentanti politici: «Il Consiglio comunale di Carugo, allarmato per il rischio che la comunità internazionale si trovi presto coinvolta in una nuova drammatica guerra annunciata dal governo degli Stati Uniti contro l’Iraq, fortemente preoccupato per la decisione degli Usa di abbandonare la dottrina della legittima difesa per adottare quella della guerra preventiva, in base alla quale la guerra all’Iraq non sarebbe che la prima di una serie di azioni militari unilaterali contro tutti i paesi sospettati di minacciare gli Usa; consapevole che una guerra del genere accrescerebbe i sentimenti di odio contro gli americani e i loro alleati, allargando il fossato che separa l’Occidente e il mondo islamico; ribadendo che tutte le azioni terroristiche, si devono combattere e sconfiggere promuovendo non la guerra, ma la globalizzazione della giustizia, della democrazia e dei diritti umani, condanna il regime iracheno per la sua politica autoritaria, per la violazione dei più elementari diritti umani e per la sua strategia di affiancamento alle centrali terroristiche; riafferma la convinta adesione ai principi e ai fini della Carta delle Nazioni Unite e della Costituzione italiana che impegnano il nostro Paese, e tutte le sue istituzioni, a operare per la pace e la giustizia nel mondo; auspica che il Governo e il parlamento, l’Unione Europea e l’Onu esercitino tutta la loro influenza per applicare la risoluzione 1284 dell’Onu, per verificare la presenza di arsenali di guerra in Iraq e l’eventuale collegamento fra questo Paese e le centrali del terrorismo internazionale e per accertare la reale disponibilità alle ispezioni senza condizioni; ritiene che chiunque si renda responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale vada contrastato con strumenti di diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale già oggi disponibili; reputa necessario convocare, nell’ambito dell’Onu, un negoziato per l’eliminazione di tutte le armi di distruzione di massa; conferire all’Onu, debitamente democratizzata, gli strumenti necessari per garantire il pieno rispetto di tutte le risoluzioni approvate; considera fondamentale un’incessante opera di mediazione, dialogo e persuasione tesa a scongiurare l’avvio di questa guerra».




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