I veterani non vogliono la guerra
Fuoriregistro - 04-02-2003
Anche i reduci del Vietnam si uniscono al crescente movimento pacifista. Tom Baxter, portavoce dell’associazione, ammonisce: soffriranno soprattutto i civili







L’associazione dei Veterani del Vietnam nasce nel 1967 a New York, quando sei giovani militari di ritorno dalla zona di guerra del Vietnam, marciano insieme per la pace. Da quel giorno in poi, l’associazione è divenuta un punto di approdo per tutti i militari di ritorno dalla zona di operazioni nel sud est asiatico. Dando sopporto in qualsiasi campo fosse richiesto da migliaia e migliaia di commilitoni che tornavano senza trovare più niente a casa. L’associazione Veterani del Vietnam contro la Guerra ( Vvaw ) non ha fornito solo supporto negli anni, ma è divenuta una voce fortemente critica della politica estera statunitense, voce che non è mai stata messa a tacere, per l’altissimo tributo pagato da tutti i suoi partecipanti. Combattenti che hanno visto in prima persona le devastazioni e l’orrore della guerra. Mai seduti comodamente in poltrona.
Tom Baxter, veterano egli stesso, oggi è uno dei responsabili nazionali dell’associazione. In questa intervista ci spiega i motivi della sua opposizione a questa nuova disastrosa avventura militare degli Usa contro l’Iraq.

Perché e come nasce un sito come quello del VVAW? Quale è la sua principale ragione di essere?

“ Sono stato un membro dell’Associazione dei Veterani del Vietnam dal 1970, anno in cui sono tornato dal fronte. Mi sono unito appena ne ho sentito parlare. Non sono stato coinvolto nella creazione del sito vero e proprio, ma credo che sia un risorsa enorme. Tutto questo permette alle persone con le stesse intenzioni di pace di incontrarsi nel mondo”.

Dal tuo punto di vista, la guerra del Golfo del 1991 che tipo di effetti ha portato?

“ Non abbiamo visto il risultato finale di quella guerra. Il Kuwait ha avuto di nuovo ristabilito un regime appoggiato dagli americani. Gli Stati Uniti sono stati di nuovo in condizione di poter stabilire truppe permanentemente sul suolo dell’Arabia e del Kuwait in supporto della dittatura reale con maggiore lealtà verso gli Stati Uniti stessi, che alla propria gente. Tutto questo ha dato la spinta alla guerra di Al-Qaeda per la liberazione dell’Arabia contro gli occupanti infedeli. Ulteriormente questo ha portato l’occupazione americana nell’Afghanistan dove, come in Vietnam, i nostri selezionati governatori sono al potere a Kabul con l’appoggio delle nostre forze militari, dovunque c’è l’impronta delle truppe americane”.

Perché i Veterani del Vietnam hanno preso posizione contro la guerra all’Iraq?

“ Non posso parlare per tutti i veterani. Ci sono molti che ancora appoggiano qualsiasi forma di avventurismo e sciovinismo statunitense oltreoceano. La ragione per cui io mi oppongo a questa particolare guerra americana, è perché come nel Vietnam sono solo bugie! Ci sono state dette un mucchio di fesserie per far si che si scatenasse una guerra contro l’Iraq, stessa cosa che è successa con il Vietnam. Non si va a fare una guerra per difendere diritti umani. Il governo americano non ha mai mostrato nessun interesse per la democrazia o per gli stessi diritti umani, eccezione fatta quando viene usato tutto ciò come un bastone per colpire i propri nemici. La gente che morirà saranno sicuramente in maggioranza civili, come in Vietnam e Afghanistan. Il regime che sarà imposto avrà le stesse qualità morali che si hanno avute quando abbiamo portato al potere gente come Saddam Hussein e Batista”.

Trovo molto interessante che un gran numero di altre organizzazioni di veterani di altre guerre hanno un punto di vista completamente diverso da quello del Governo americano. Perché queste differenti punti di vista?

“ La maggior parte delle organizzazioni dei veterani americani è contro la guerra, dovunque e sempre. I dissidenti non credono più alla solita propaganda che viene inculcata nelle scuole o dai media. La principale differenza è che i dissidenti credono che la guerra o l’uso della forza internazionale da parte degli Usa è quasi sempre immorale e corrotta. Io credo che tutte le guerre americane sono state un sostegno a piccoli gruppi di potenti che sono stati capaci di usare il potere del nostro governo per i loro scopi personali”.

Quali sono le reali reazioni del popolo americano ad una nuova guerra. Sono pro o contro essa?

“ Credo che la maggior parte degli americani non gli importi nulla. Io so di quanto poco mi sono curato del “valore di un giallo (asiatico ndr.) morto” quando sono andato in Vietnam. La maggior parte del sostegno deriva dal lavaggio del cervello che l’Iraq rappresenti una minaccia per noi”.

Come consideri il ruolo delle Nazioni Unite, detengono ancora un potere reale?

“ Penso che possa fare delle buone cose in futuro, ma è costretta da un controllo e dominio totalmente americano. Non credo che le Nazioni Unite abbiano un reale potere, solo quello di imbarazzare gli Stati Uniti”.

Sei un pacifista?

“ Non sono un pacifista. Come dico sempre, mortalmente serio, agli sciovinisti e non solo ai miei amici Quaccheri e Mennoniti : quando un nemico stabilisce una testa di ponte, non mi importa se esso sia nicaraguese, cubano, coreano, iraniano, iracheno o afgano. Caricherò la mia vecchia pistola, prenderò le munizioni e striscerò al fronte. Ma sono troppo vecchio per essere un qualsiasi soldato, se non sparo, dovranno rallentare quando colpiranno il veloce colpo che sarà il mio corpo. Comunque, sono cresciuto con i film della seconda guerra mondiale. Sono cresciuto a Jacksonville, in Florida, una città militare. Quasi tutti i maschi adulti che ho conosciuto crescendo erano veterani. Mio padre, i miei parenti maschi, i miei vicini, i miei insegnanti, i miei colleghi di lavoro, i colleghi di mio padre e i suoi amici, tutti veterani. I credo che lo sciovinismo sia una menzogna. Sono cresciuto in una società in cui le razze erano segregate. Pensavo che fosse il volere di Dio che i negri fossero schiavi e gli indiani cedessero le loro terre. Gli Stati Uniti hanno sempre combattuto con onore e nobiltà per il bene di tutti. Ho scoperto in Vietnam che il governo mentiva. Eravamo odiati dai vietnamiti . Non avevamo nessun riguardo per i danni collaterali e le vite umane. Abbiamo fatto solo chiacchiere sui diritti umani. Abbiamo appoggiato quelli che hanno maltrattato il proprio popolo. Ho avuto gente di colore e cicani che mi hanno fatto interrogare sulla storia. Sapevo che dovevo”.

Quali saranno le prossime iniziative?

" Sto provando e fallendo nel mantenere vivo il sito di cui sono responsabile www.tnjp.org. Sto lavorando con gli studenti delle scuole locali e dei college, perché sono il futuro. Lavoro anche con altri gruppi e associazioni che sostengono la pace costruendo un’opposizione alla guerra.. Presenterò una conferenza di una settimana sul tema alla Florida State University. Organizzerò anche manifestazioni contro la guerra, sia a livello locale che nazionale, il 18 gennaio, giorno del compleanno di Martin Luther King. Sosterremo con iniziative benefiche un veterano locale, Bud Combs, che deve sostenere un processo per pacifica disobbedienza civile contro la guerra. Dimostro anche due volte a settimana davanti a Florida’s Capitol”.

Sergio Nazzaro su Clorofilla.it

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Questo testo, pubblicato su "La Jornada" di martedì 4 febbraio, è un appello. Più di 400 veterani dell'esercito degli Stati uniti, reduci dalla seconda guerra mondiale, da quella di Corea e Vietnam e da quella del Golfo, chiedono ai soldati in servizio di prendere una decisione in coscienza, quando saranno chiamati dai loro superiori a combattere e uccidere. E' un testo che colpisce, per la passione che esprime, e rende l'idea del clima nel quale, negli Usa, si sta andando verso la guerra all'Iraq.




Siamo veterani delle forze armate degli Stati uniti. Stiamo con la maggioranza dell'umanità - inclusi milioni nel nostro stesso paese - che si oppongono a che gli Stati uniti scatenino una guerra implacabile in Iraq. Abbiamo visto molte guerre, abbiamo molte e diverse idee politiche e tutti siamo concordi sul fatto che questa guerra è un male. Molti di noi credono che servire nell'esercito era il nostro dovere, e che era un affare nostro difendere questo paese. Ora crediamo che il nostro autentico dovere sia incoraggiare voi, come membri delle forze armate, a comprendere perché vi stanno mandando a lottare e morire, e quali conseguenze avranno per l'umanità le vostre azioni.
Vi chiamiamo, militari attivi o della riserva, ad ascoltare la vostra coscienza e a fare quel che è giusto. Durante la passata Guerra del Golfo fu ordinato alle truppe di assassinare da una distanza sicura. Abbiamo distrutto molto dell'Iraq dal cielo, uccidendo migliaia di persone, compresi civili. Ricordiamo la strada verso Bassora - la Via della Morte - dove ci fu ordinato di uccidere gli iracheni che fuggivano. Distruggemmo con i bulldozer le loro trincee, seppellendo persone vive. L'uso di uranio impoverito rese radioattivi i campi di battaglia. L'uso massiccio di pesticidi, droghe sperimentali, l'incendio di depositi di armi chimiche e gli incendi nei pozzi petroliferi si fusero in un coktail tossico che oggi colpisce tanto il popolo iracheno quando i veterani della Guerra del Golfo. Uno ogni quattro veterani è disabile.
Durante la guerra nel Vietnam ci fu ordinato di distruggere tutto dal cielo e da terra. A My Lai uccidemmo più di cinquecento donne, bambini e anziani. Usammo l'Agente Orange contro il nemico e sperimentammo i suoi effetti nella nostra stessa carne. Sappiamo come si individua, si sente e che sapore ha la sindrome da stress post-traumatico, perché i fantasmi di più di due milioni di uomini, donne e bambini ancora ci perseguita nei sogni. Tra noi sono più quelli morti per loro propria mano dopo essere tornati a casa di quelli che sono morti in battaglia.
Se voi sceglierete di partecipare all'invasione dell'Iraq sarete parte di un esercito di occupazione. Sapete che significa vedere gli occhi di un popolo che vi detesta fino al midollo? Dovete pensare a quale sia la vostra vera "missione". Se vi si sta mandando a invadere e occupare un popolo che, come ciascuno di noi, sta solo cercando di vivere la sua vita e di fare i suoi figli. Questa gente non è una minaccia per gli Stati uniti, anche se hanno un brutale dittatore come leader. Chi, negli Stati Uniti, può dire al popolo iracheno come deve essere governato il suo paese, quando molti negli Usa non credono neppure che il loro presidente sia stato eletto legalmente?
Di Saddam si dice che ha usato gas velenosi contro il suo stesso popolo e che cerca di sviluppare armi di distruzione di massa. Eppure, quando Saddam ha commesso i suoi peggiori crimini godeva dell'appoggio degli Stati Uniti, che gli diedero anche i mezzi per produrre armi chimiche e biologiche. Mettete a confronto questo con gli orrendi risultati delle sanzioni economiche promosse dagli Stati Uniti. Più di un milione di iracheni, principalmente neonati e bambini, sono morti a causa di queste sanzioni. Dopo aver distrutto totalmente le infrastrutture del paese, inclusi gli ospedali, le centrali elettriche, gli acquedotti, gli Stati Uniti - con le sanzioni - hanno reso impossibile l'importazione di beni, medicine, alimenti e sostanze chimiche necessarie alla ricostruzione.
Non esiste onore nell'assassinio, e questa guerra è un assassinio con un altro nome. Quando in una guerra ingiusta una bomba vagante uccide una madre con il suo bambino, questo non è un "danno collaterale": è un assassinio. Quando in una guerra ingiusta un bambino muore di dissenteria perché una bomba ha danneggiato l'impianto di trattamento delle acque reflue, non si sta "distruggendo l'infrastruttura nemica": è un assassinio. Quando in una guerra ingiusta un padre di famiglia muore per un attacco cardiaco perché una bomba ha distrutto le linee telefoniche e non si è potuta chiamare un'ambulanza, questo non è "neutralizzare le installazioni di comando e controllo": è un assassinio. Quando in una guerra ingiusta muoiono in una trincea mille contadini poveri che servivano come coscritti per difendere il paese nel quale avevano passato tutta la loro vita, non è una vittoria: è un assassinio.
Ci saranno veterani, a promuovere proteste contro questa guerra in Iraq e contro la vostra partecipazione. Durante la guerra del Vietnam migliaia, tanto in Vietnam che negli Stati Uniti, si rifiutarono di obbedire agli ordini. Molti si sono trasformati in obiettori di coscienza e altri hanno preferito andare in prigione piuttosto che prendere le armi contro il presunto nemico. Durante la passata Guerra del Golfo, molti soldati hanno resistito in diverse forme e per molte ragioni differenti. Molti di noi sono tornati da queste guerre e si sono uniti al movimento contro la guerra.
Se mai la popolazione terrestre sarà libera, questo avverrà quando essere cittadino del mondo avrà la precedenza sull'essere soldato di una nazione. Ora è questo momento. Quando arrivasse l'ordine di partire, la vostra risposta avrà un profondo effetto sulla vita di milioni di persone in Medio Oriente e qui a casa nostra. La vostra risposta determinerà il corso del nostro futuro. Voi dovrete fare delle scelte, lungo il cammino. I vostri comandanti vogliono che obbediate. Noi vi invitiamo a pensare, a prendere decisioni sulla base della vostra coscienza. Se sceglierete di resistere, vi appoggeremo e saremo al vostro fianco, perché siamo riusciti a capire che il nostro autentico dovere è verso la gente del mondo e il nostro comune futuro.

Da www.oz.net
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