No all'elmetto in redazione
Articolo21liberidi - 04-02-2003



Sono già decine e decine le adesioni all'appello di Articolo21 contro la guerra in cui si chiede che l'informazione "non indossi l'elmetto" e che in questa fase così critica e delicata, dove il "pensiero unico" e le "cassette a reti unificate” prendono il sopravvento, tutte le voci abbiano cittadinanza. Invitiamo i cittadini a sottoscrivere l'appello (che trovate di seguito) e che daremo ai giornali con tutte le firme nei prossimi giorni.

Inviate una e mail di adesione a nowar@articolo21liberidi.org


No alla guerra, no all'elmetto in redazione

“La guerra e la pace sono grandi questioni che interrogano e sollecitano risposte individuali e collettive. Occorre impegnare tutte le energie per impedire che questa guerra divenga realtà. Ciascuno di noi lo farà con il suo linguaggio, la sua storia, la sua identità culturale, politica e religiosa. Rivolgiamo un appello al mondo dell’informazione, della comunicazione, del cinema, della musica, dello spettacolo affinché ciascuno si batta contro l’idea di mettere l’elmetto alle redazioni ed alla cultura.
La guerra (che speriamo di non vedere) non ha bisogno di “pensiero unico” e di “cassette a reti unificate” ma, al contrario, è necessario garantire le più ampie circolazioni delle idee, dei punti di vista, anche i più distanti. Il rischio di una rappresentazione a voce unica è ancora più forte in Italia dove il presidente del Consiglio è anche il proprietario di un vasto impero mediatico e, più volte, ha dimostrato una profonda intolleranza verso le voci critiche e diverse dalla sua. Per questa ragione saremo presenti con convinzione e con queste nostre motivazioni alla manifestazione nazionale di Roma del prossimo 15 febbraio. Ci auguriamo che, subito dopo, sia possibile convocare una grande iniziativa di tutte le associazioni del settore informativo e culturale per concordare azioni di merito volte a garantire la più ampia libertà d’espressione e di racconto anche in caso di guerra. Le culture dell’emergenza e delle censure non ci appartengono. Le contrasteremo sempre, ovunque e comunque”.






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