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Senza fissa dimora
23/01/2003
Roma

Venti anni fa moriva a Roma, senza soccorsi, Modesta Valenti.
Le iniziative per ricordarla e perché non sia più così.



Era il 31 gennaio 1983. Quella mattina, alla Stazione Termini di Roma, una donna senza dimora, visibilmente sofferente, non venne soccorsa, per 4
lunghe ore, perché troppo sporca. Morì prima di arrivare ad un ospedale.
Modesta Valenti aveva 71 anni. Una vita difficile l'aveva portata dal Friuli a Roma.

Da allora, ogni anno, la Comunità di Sant'Egidio ha fatto memoria di Modesta e con lei di tutti coloro che, sulla strada vivono e, troppo spesso, muoiono.

Al suo nome è stata intitolata una "via virtuale", che offre un indirizzo anagrafico a chi non ha dimora.

Quest'anno, in occasione dei venti anni dalla sua morte, sono previste alcune iniziative per ricordarla:

Dedicazione di una scultura alla Stazione Termini

31 gennaio, alle ore 11,30 presso il Bookshop del binario 24 verrà scoperta la scultura dell'artista Mario Jerone e sarà inaugurata una mostra di quadri di Ottavio Sgubin dedicati alle persone senza dimora.
La mostra resterà aperta fino al 12 febbraio.
L'evento è organizzato dal Comunità di Sant'Egidio in collaborazione con Comune di Roma, Ferrovie Italiane, Grandi Stazioni.


Liturgia a Santa Maria in Trastevere

2 febbraio, ore 12, in memoria di Modesta e di tutti coloro che in questi anni sono morti sulla strada.


"VIA MODESTA VALETNI, UNA STRADA PER VIVERE":
Convegno sulla residenza anagrafica
14 febbraio ore 9,30 - 17,30
presso la sala Eurostar Stazione Termini.





Roma ha una nuova strada:
Via Modesta Valenti
Un indirizzo anagrafico "convenzionale"
per le persone senza fissa Dimora



Dal 27 febbraio 2002 Roma ha una strada in più: La Giunta Comunale ha infatti deliberato l'istituzione di via Modesta Valenti quale "indirizzo anagrafico convenzionale" per le persone senza fissa dimora della città.
Ciò permetterà a tutte le persone che non hanno una residenza fissa di poter usufruire di tutti i servizi e di godere dei diritti civili.

La Giunta ha voluto così ricordare la figura di Modesta Valenti, un'anziana senza fissa dimora, morta a 70 anni il 31 gennaio 1983. Modesta viveva da barbona vicino alla Stazione Termini; quando si sentì male i soccorsi intervennero tardivamente: restò per strada ol-tre 4 ore perché l'ambulanza si rifiutava di prenderla a bordo a causa della sua sporcizia.

Modesta Valenti è in questi anni divenuta il simbolo dell'indifferenza che troppo spesso circonda il popolo dei senza fissa dimora, ed ogni anno la Comunità di S. Egidio dedica a lei la giornata in ricordo di coloro che sono morti per la strada.

L'indirizzo "Via Modesta Valenti" prevede la creazione di 19 "numeri civici" corri-spondenti ai 19 Municipi (i Municipi "dispari" avranno indicato il numero corrispondente, quelli "pari" avranno il proprio numero preceduto da "1". (esempio: via Modesta Valente, 17 - via Modesta Valente, 14…)

L'iscrizione anagrafica al nuovo indirizzo verrà effettuata dai diversi Municipi; è previsto anche un seminario di aggiornamento sulle procedure connesse all'iscrizione in Via Modesta Valenti rivolto agli operatori sociali in servizio presso gli uffici municipali che, occupandosi delle problematiche connesse alla situazione degli adulti indigenti, offriranno i servizi di front-line alle persone senza fissa dimora.

"Fino ad oggi la "residenza anagrafica" era possibile per le persone senza fissa dimora presso le sedi delle Associazioni di Volontariato - ha detto l'Assessore alle Politiche Sociali Raffaela Milano. Con questa decisione però, abbiamo voluto ribadire un diritto fondamentale: permettere alle persone che vivono per la strada di ottenere un indirizzo che rispetti la privacy (risultando sui documenti come una normale strada della città), e che permetta non solo di usufruire di tutti quei servizi socio-sanitari di norma di difficile ac-cesso per i senza fissa dimora, ma anche di riconquistare diritti civili ed individuali quali, ad esempio, quello di poter rinnovare i documenti o di poter ottenere gli arretrati delle pensio-ni.
Ma l'impegno del Comune continua con forza anche sul fronte dell'assistenza e dell'accoglienza: da oggi 4 nuove case famiglia per persone senza fissa dimora si van-no ad aggiungere alle 10 già esistenti a Roma ed agli oltre 1.300 posti attivati nei centri di accoglienza. Le nuove case famiglie ospiteranno ognuna 6 persone, permettendo un rein-serimento degli ospiti e l'avvio di un percorso integrativo accompagnato".

COMUNE DI ROMA 5° DIPARTIMENTO Politiche Sociali e della Salute


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