breve di cronaca
Precari, due donne contro
La Repubblica - 30-01-2003


Valentina Aprea, sottosegretario del ministero dell’Istruzione e Alba Sasso, parlamentare dei Ds, ieri erano a Bari. La prima, longa manus di Letizia Moratti, impegnata in un convegno organizzato a Molfetta dal titolo “L’istituto alberghiero tra istruzione e formazione. Il liceo tecnologico dell’hotellerie”. La seconda, invitata da Cgil, Cisl e Uil scuola, per una conferenza stampa finalizzata a riportare nel dibattito parlamentare la preoccupazione per le mancate immissioni in ruolo di docenti e personale Ata, che sommati, totalizzano per difetto, solo nella provincia di Bari, il numero di 5000.
Unico parlamentare, Alba Sasso, sensibile all’urlo di dolore dei precari baresi. Unico sottosegretario, Valentina Aprea, a partecipare al convegno organizzato da una scuola sulla scuola che cambia. La prima, che solo ieri era a Firenze, arriva trafelata nella sede della Cisl e annuncia: “Ieri c’è stata una riunione della maggioranza: il testo della riforma Moratti è blindato. Non saranno accettati emendamenti neanche se provengono dal Polo. Non ci sarà confronto perché evidentemente la stessa maggioranza non è compatta. In tal modo la riforma sarà approvata a febbraio e potranno essere riaperte le iscrizioni per i bambini anticipatari”.
La seconda, ripartendo nel tardo pomeriggio per Roma, conferma: “L’intento è farcela per metà del mese prossimo. Se così dovesse essere e il ministro decidesse di far partire la riforma dal prossimo anno, sicuramente riapriremo le iscrizioni”.
Le affermazioni coincidono. Si torna all’argomento principale: i precari che quest’anno, per la prima volta non sono stati immessi nei ruoli e che si fanno guerra tra loro. “Qui il problema non è di chi ha l’abilitazione doc e di chi non ce l’ha – dice Alba Sasso – il problema è a quale progetto di scuola si fa riferimento. Secondo me la tendenza del governo è portare avanti un sistema nel quale siano gli istituti scolastici ad assumere e a licenziare. Il che equivale a rinunciare alla libertà di insegnamento”.
Valentina Aprea, pungolata sullo stesso argomento: “Io non ho parlato di licenziamento. Ma mi batto da anni per la chiamata diretta da parte delle scuole, perché così si allargherebbe il mercato. Oggi gli insegnanti sono vincolati dalle graduatorie e frustrati dalle scelte burocratiche. La mia comunque è un’ipotesi remota. In ogni caso, prima dovrebbe essere chiusa la partita con i vecchi precari”.
Eccoli, di nuovo protagonisti della conversazione. Giovedì erano un migliaio nell’assemblea convocata dai confederati all’Elena di Savoia, e altrettante firme compaiono oggi in calce alla petizione con la quale aspiranti prof e Ata denunciano la situazione e chiedono le immissioni in ruolo. Alba Sasso dà a tutti un consiglio: “La lotta dei precari deve riuscire a smuovere anche i colleghi di ruolo. Scriviamo milioni di e-mail ai deputati, facciamo capire loro che una scuola così è un danno per i loro figli”.
Dall’aeroporto di Bari il sottosegretario ribatte: “L’anno scorso ci sono state 62mila assunzioni in tempi di record, con la tempistica tradizionale quest’anno staremmo ancora a parlare di quelle immissioni in ruolo. Il ministro ha chiesto l’autorizzazione per 21mila posti. Non ha ricevuto risposta. Il dato certo è che la Finanziaria non prevede blocchi di assunzioni nel 2003. Può anche succedere che in un qualsiasi momento dell’anno queste vengano sbloccate. In tal caso, il sevizio effettivo partirebbe a settembre, la decorrenza legale da quest’anno scolastico”.
Maurizio Lembo, Lena Gissi e Andrea Miscelo segretari provinciali rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil scuola, più uniti che mai, avevano invitato tutti i parlamentari, ieri, nella sede della Cisl scuola, in via Carulli. Di ogni schieramento politico, perché la scuola non deve avere colore.
Dietro il tavolo, eleganti e delusi (nonostante la solidarietà giunta per fax dai parlamentari Nicola Fusillo e Giannicola Sinfisi), non si danno per vinti: “Faremo un sit in a Roma davanti al ministero e tante altre iniziative unitarie per indurre il governo a prendere una posizione precisa” continuano a ribadire con forza.
“Che vivacità culturale in questa vostra Puglia” si complimenta Valentina Aprea. “Mi capita spesso di venire qui e noto nel mondo della scuola la volontà di emergere anche a livelli europei”. Si congeda così il sottosegretario, appena in tempo per recuperare il biglietto che la riporterà a Roma. Magari sullo stesso aereo di Alba Sasso.

Anna Grittani
Bari, 25 gennaio 2003


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