Allievi italiani in Germania
Pino Tizza - 30-01-2003
Secondo La Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, alla quale avevo presentato petizione per denunziare la carente situazione scolastica italiana in Germania, la situazione è a posto.

Voi che cosa ne pensate?

PARLAMENTO EUROPEO
Commissione per le petizioni


Petizione n. 690/2000, presentata sal sig. Giuseppe Tizza, cittadino italiano, sulla situazione scolastica degli allievi italiani in Germania

I. Sintesi della petizione

Il firmatario, membro della "Consulta comunale stranieri" di Düsseldorf, fa notare che gli allievi italiani delle scuole tedesche del distretto hanno un
rendimento scolastico molto basso, ed auspica misure per migliorarlo.

II. Ricevibilità

Dichiarata ricevibile nella riunione del 19 febbraio 2001. La Commissione e stata invitata a fornire informazioni (articolo 175, paragrafo 3, del regolamento).

III. Risposta interlocutoria della Commissione, ricevuta il 26 giugno 2001

Il firmatario afferma che, in generale, il rendimento scolastico degli alunni italiani in Germania, così come valutato in base alla percentuale degli allievi
iscritti nei vari ordini e gradi della scuola secondaria, non raggiunge livelli soddisfacenti, e chiede provvedimenti comunitari per migliorare la situazione
come, ad esempio, l'istituzione di un organismo e di un programma di interventi.
Egli auspica altresì l'adozione di misure volte a facilitare l'eventuale reinserimento dei lavoratori migranti nei paesi di origine. Il firmatario
sottolinea la differenza esistente tra gli stessi italiani, a seconda della loro regione di provenienza, circa il rendimento scolastico e il livello di integrazione in Germania, nonché le differenze esistenti in rapporto ad altri gruppi di lavoratori migranti, comunitari ed extracomunitari.

È innanzitutto opportuno sottolineare che attualmente, ai sensi dell' articolo 149 del trattato CE, ogni Stato membro è responsabile dei contenuti
dell'insegnamento e dell'organizzazione del proprio sistema di istruzione. La Comunità non può dunque
adottare provvedimenti in questo settore.

Inoltre - e nella misura in cui l'oggetto della petizione avesse un rapporto indiretto con la scolarizzazione dei figli dei lavoratori migranti nel paese di accoglienza - potrebbero essere applicate le disposizioni della direttiva 77/486/CEE. Il campo di applicazione di tale direttiva si estende ai bambini
soggetti all' obbligo scolastico quale definito dalla legislazione dello Stato di accoglienza in cui risiedono, e che è a carico dei cittadini di Stati membri che lavorano o che hanno lavorato nello "Stato di accoglienza" in questione.

È opportuno precisare che la direttiva prende in considerazione esclusivamente l'istruzione di accoglienza, e non gia la qualità dell'insegnamento dispensato agli alunni a medio e lungo termine.

D'altra parte, non è certo che i fatti riferiti dal firmatario ricadano nel campo di applicazione della direttiva. In ogni caso, i vari documenti prodotti non consentono di arrivare ad una tale conclusione.

I servizi della Commissione chiederanno tuttavia alle autorità tedesche informazioni complementari. È in fase di preparazione una lettera.

IV. Comunicazione complementare della Commissione, ricevuta il 22 aprile 2002

Facendo seguito alla sua precedente comunicazione, la Commissione desidera portare a conoscenza della commissione per le petizioni deI Parlamento europeo quanto segue:

"Come ricordato dal funzionario che rappresenta i servizi della Direzione generale "Istruzione e cultura" alla commissione per le petizioni nella riunione
del 26 e 27 novembre 2001, le autorità tedesche hanno reagito alla lettera inviata il 3 agosto 2001 dai servizi de1la Commissione con una lettera del
Rappresentante permanente della Germania presso l'Unione Europea in data 4 ottobre 2001, in allegato alla quale figurano le prese di posizione del ministero
federale degli Interni (Bundesministerium des Innern) e del ministero per le Scuole, la Scienza e la Ricerca (Ministerium für Schule, Wissenschaft und
Forschung) del Land Renania settentrionale-Vestfalia.

Dall'analisi della risposta effettuata dai servizi della Commissione emergono i seguenti elementi:

- in Germania il funzionamento
dellescuoledell'insegnamento generale e di competenza dei Länder;

- nel1'ottobre 1996 la Conferenza dei ministri dell'Istruzione e della Cultura ha adottato una decisione relativa all'"istruzione interculturale", utilizzata quale base per trattare questa materia;

- fra l'altro, nella formazione continua degli insegnanti è incluso un metodo di insegnamento interculturale;

- le regole per il trasferimento degli alunni in scuole speciali (Sonderschulen) sono state modificate, e attualmente il fatto di non possedere una conoscenza
perfetta del tedesco non rappresenta più il criterio che obbliga ad iscrivere un alunno in questo tipo di scuola. Era infatti l' applicazione di questo criterio a
far si che queste scuole fossero generalmente frequentate da figli di lavoratori migranti;

- i Länder e i servizi scolastici locali hanno recentemente avviato corsi di formazione mirati per la preparazione degli alunni "esterni", ovvero degli alunni che si aggregano ad anno scolastico gia avviato. Tali formazioni consentono a questi alunni di proseguire gli studi secondari senza perdere l'anno;

- i Länder garantiscono inoltre l'insegnamento della lingua materna e della cultura del paese d' origine agli alunni la cui lingua materna non e il tedesco (
cfr .direttiva 77/486/CEE relativa alla formazione scolastica dei figli dei lavoratori migranti). Alcuni Länder hanno creato, attraverso una regolamentazione interna, strutture pedagogiche adatte ( come, ad es., la Renania settentrionale - Vestfalia), mentre altri hanno avviato accordi bilaterali con le autorità consolari dei paesi interessati (come nel caso del Baden-Württemberg);

- alcune statistiche e altre precisazioni fornite dalle autorità tedesche nella loro risposta chiariscono ulteriormente la situazione:

- durante l'anno scolastico 2000 -2001, la percentuale di alunni italiani era pari
al 6,1 % (18.673);

- negli ultimi anni si osserva un costante miglioramento degli alunni della Renania settentrionale - Vestfalia;

- con una percentuale pari al 4,5%, gli alunni di origine italiana sono leggermente sottorappresentanti nell'insegnamento secondario "standard" ( Gymnasium ) e
leggermente sovrarappresentati, invece, nelle scuole speciali.
Stando alle autorità tedesche, ciò si spiega con l'accresciuta mobilita delle famiglie italiane e con l'insufficiente interesse nei confronti della scuola;
- il bilancio della Renania settentrionale-Vestfalia ha previsto lo scorso anno 3.500 posti di insegnanti per migliorare la conoscenza del tedesco, nonché 1.350
posti di insegnanti per l'insegnamento della lingua materna e della cultura d'origine. Il tasso di frequenza per l'insegnamento dell'italiano è stato inferiore rispetto a quello di altre lingue, come ad esempio il portoghese o il greco;

- il Länd della Renania settentrionale-Vestfalia sostiene inoltre progetti culturali specifici per i bambini di origine italiana, in collaborazione con le
associazioni culturali e formative italiane.

La Commissione reputa tali misure adeguate a soddisfare l'interesse espresso dal firmatario per il miglioramento del rendimento scolastico dei bambini di origine italiana in Germania, e più precisamente nel Länd della Renania settentrionale-Vestfalia, che gli ha fornito la base per formulare detta petizione.

CM\474467IT.doc PE 306.330/rev.


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