La Chiesa e la guerra
Gianni Mereghetti - 30-01-2003

Da Peacelink::

Per i vescovi italiani la guerra preventiva che va preparando l'America contro l'Iraq non rientra nei canoni della 'guerra giusta'. Nemmeno se venisse autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Una presa di posizione così netta contro l'ipotesi bellica caldeggiata dal presidente Bush non si era ancora sentita. Ad esplicitarla è stato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori che in una conferenza stampa al termine dei lavori del Consiglio Permanente episcopale ha chiarito il concetto di guerra giusta secondo il Magistero della Chiesa. "L'autorizzazione dell'Onu è uno degli elementi che compondongo uno scenario di plausibilità di una guerra, ma non è l'unico elemento. Se resta la dimensione preventiva della guerra, infatti, non può essere giustificata dal punto di vista morale -ha affermato monsignor Betori- La guerra è intesa come la risposta ad una concreta situazione di attacco nei confronti della pace stessa. Quindi è chiaro che non può essere una semplice autorizzazione del Palazzo di Vetro a rendere moralmente giustificabile un conflitto".




la Chiesa Italiana attraverso le dichiarazioni del suo segretario, mons. Betori, ha espresso con chiarezza l'inaccettabilità di quella che ormai da troppe parti è considerata l'inevitabile guerra all'Iraq. Mons. Betori ha affermato con determinazione che una guerra preventiva non è giusta in ogni caso e ha messo in guardia dal considerare la semplice autorizzazione dell'ONU la condizione che rende giusta la guerra. Ancora una volta in un mondo che si rassegna all'uso delle armi, perchè non ha altre risorse, la Chiesa indica che è Dio la speranza certa della pace. Perchè i potenti non si arrendono a questa semplice evidenza?

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 MACCHI LUIGI    - 09-02-2003
PER UN CREDENTE LA FORZA DISARMANTE DELLA PREGHIERA, DELLA CARITA' , DELLA SOLIDARIETA' E DELLA FEDE NEL DIO DELLA STORIA, NEL FIGLIO CHE HA BEATIFICATO GLI OPERATORI DI PACE... NON DA' ALCUN POSTO ALLA GUERRA... NENACHE DI FRONTE ALLA FOLLIA DI UN DITATTORE... CREDERE IN DIO E' FIDARSI DI LUI, SAPERE CHE SE COSTRUIREMO LA GIUSTIZIA E LA PACE LUI PENSERA' AL RESTO ANCHE ALLA FOLLIA DI UN DITTATORE: NESSUNO DI ESSI E' RIMASTO ETERNAMENTE SULLA TERRA... IN FONDO IL VANGELO E' SEMPLICE DA CAPIRE... E' FATTO PER I BAMBINI... I POTENTI NON LO POSSONO CAPIRE... SONO TROPPO PIENI DI SE' E DEI PROPRI INTERESSI...

 Grazia Martino    - 09-02-2003
Sarebbe necessario che gli alti prelati facessero un giro all'università Bicocca di Milano, dove da giorni gli studenti di Comunione e Liberazione stanno diffondendo un volantino dove si afferma che il Papa non ha dichiarato di essere contrario alla guerra, bensì al terrorismo!

 Antonio Santoro    - 11-02-2003
Pur apprezzando la dichiarazione del Papa, voglio ricordare che la Chiesa Cattolica gioca nel nostro Paese un ruolo politico importante e che i prelati hanno tutti gli strumenti per convincere alcuni parlamentari di maggioranza e di minoranza, che si vantano di essere l'espressione politica della Chiesa Cattolica, a votare un "no secco" alla guerra. Non ho ancora avuto il piacere di ascoltare un invito in tal senso. Arrivera?