Piccole ipocrisie quotidiane a scuola
Francesco Paolo Catanzaro - 29-01-2003
Si parla quasi quotidianamente di scuola di qualità. Ci si arrovella la mente nel cercare possibilità alternative didattiche per raggiungere obiettivi che possano aiutare gli alunni nella scelta consapevole per il proseguo dei loro studi. Si progettano percorsi extrascolastici coinvolgendo reti di scuole con entusiasmo crescente, magari con l’orgoglio che quello che si realizzerà potrà servire a conoscere maggiormente l’alunno e ad indirizzarlo bene nello sviluppo di competenze ed abilità. Ma spesso ci si scontra con una realtà scoraggiante. E cadono le braccia a chi con entusiasmo vorrebbe ben operare nella scuola. Sì, perché mille sono gli ostacoli che vengono messi nel cammino didattico di un operatore scolastico. La burocrazia, prima di tutto. Ma in seguito giungono l’invidia dei colleghi, la gelosia del successo altrui ( ma il successo di un progetto non è il successo di tutta la scuola?),il boicottaggio delle attività, il tentativo della segreteria di portare al punto dello scoraggiamento totale il docente che, invece di vedersi arrivare il materiale previsto, è costretto ad inventarlo, a farlo comprare ai propri alunni, quegli alunni, che sono sempre i primi a respirare l’atmosfera ostile e si fanno un giudizio della scuola negativo come di un ambiente pieno di veleni e di ipocrisie .Bei valori si fanno conoscere. La segreteria onnipotente, che sorride ipocritamente davanti al Preside e poi non mantiene al docente le promesse fatte per ben operare ,la dirigenza che più che prendere decisioni ferme delega in un continuo ping pong di discussioni. Ed intanto il tempo passa…i Progetti languono, gli alunni si stancano e si demotivano assieme al docente che era partito con tanto entusiasmo ma è bastato assaporare l’ipocrita sorriso del dirigente amministrativo per giungere alla consapevolezza che non vale più la pena proporre ma si limita soltanto a svolgere l’attività per la quale è stato pagato.
Altro che scuola di qualità, altro che educazione alla pace! Guerra civile o diserzione sono le strategie che si attuano quotidianamente soltanto per cercare di far in maniera più incisiva il proprio lavoro. Ed alla fine che rimane: l’amaro in bocca e la riflessione che tutto poteva essere realizzato ma che nulla si è fatto. Sembrava che si potessero attivare le novità in programmazione. Ma tutto cambia per nulla cambiare. Forse lo scrittore lo aveva intuito nel suo romanzo gattopardesco in altri contesti storici , ma nella scuola purtroppo è una realtà quotidiana, che difficilmente potrà essere sradicata, se non cambiano le teste ed i comportamenti umani.


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 p.b.v    - 02-02-2003
Condivido e sottoscrivo tutto quanto.

 roberta lo presti    - 02-02-2003
Mi consola sapere che tutto il mondo e' paese!
Ma mi scoraggia allo stesso tempo.Insegno in provincia di Napoli e ogni giorno porto avanti con piccoli e grandi successi che mi aiutano a sentirmi utile.Sono una di quelle che pur di portare avanti la "mia" scuola fa tutti i lavori(segreteria,insegnamento e anche oltre).Stampero' il tuo articolo e lo mettero' nel registro delle firme sperando che oltre a leggerlo le mie colleghe riflettano.

 antonia    - 15-02-2003
Lavori anche tu nel mio Isitituto?!