Chi vuol fare un film sulla pace?
Altrocinema - 28-01-2003

Il 15 febbraio tutta europa si mobilita per la Pace con iniziative e manifestazioni, proprio nel momento in cui ancora una volta le bombe sono pronte a colpire. E non faranno solo vittime militari (ma i soldati sono uomini anche loro!), sotto le bombe ci sarà la popolazione civile.
Ancora una volta ci vogliono convincere che per avere la pace dobbiamo fare la guerra. A favore della pace è sempre la maggioranza delle persone. Però le guerre si fanno lo stesso. Siamo così deboli, sono così deboli gli argomenti di chi crede nella Pace? Noi che ci occupiamo, di cinema, di arte, di comunicazione possiamo fare qualcosa per la Pace? Possiamo trovare un modo per far capire a quella minoranza armata (armata da noi, dai soldi delle nostre tasse) che siamo stanchi di vedere uomini e donne morti, bambini bruciati, corpi distrutti da bombe, mine, fucili, gas, e quant'altro l'ingegno umano abbia inventato per mettere fine a una vita?
Per puntualizzare, noi siamo contro tutti i dittatori. Che abbiano, o meno, i baffi.

Questa è la proposta:

"Lanciamo un appello ai cineasti di tutto il mondo, a coloro che lo sono di professione e a coloro che, da cineamatori, posseggono una cinepresa o una videocamera, di qualsiasi tipo. Aspettiamo da loro le ultimissime notizie dell'animo degli uomini e soprattutto dei giovani a proposito della pace.
Intendiamo, con il materiale che via via riceveremo, creare un “film sulla pace”, che sarà mostrato alla gente nelle piazze se non si riuscirà a farlo entrare nei circuiti normali.
Non vi domandiamo dei film, ma dei brani, di pochi minuti o anche di un solo secondo. Sarà nostro compito comporre il film montando il materiale nel modo più efficace.
Nessuno oserebbe dichiarare che non ama la pace, ma spesso è venuto meno il crescere di questo impegno da parte degli artisti proprio quando più si sentiva il bisogno di affrontare il tema dei temi in modo tenace, sistematico, o addirittura quando tale crescita sarebbe stata di per se stessa il fatto culturale più nuovo del nostro tempo.
Lo stesso cinema che ora è il più votato alle grandi tesi, ai grandi disegni, a portare avanti agli occhi di tutti i problemi di vita o di morte, le prove, le testimonianze di una reale volontà di progresso e di libertà, non ci ha posto che scarse e discontinue alternative.
Noi vogliamo rovesciare questa situazione. Infatti questo non vuole essere uno dei soliti atti d'amore per la pace. Bisogna prima di tutto capire e far capire che cosa significa la pace, oggi. E non aver paura di andare fino in fondo.
Per questo a coloro che parteciperanno a “un film sulla pace” domandiamo di essere liberi e crudeli, se occorre, ma prima di tutto liberi. Sul piano dei contenuti e sul piano delle forme.
Se volessimo esemplificare in termini lettereario-giornalistici, diremmo che a “un film sulla pace” si può partecipare sia con una poesia che con un racconto, con un saggio, con una confessione o una testimonianza, con un grido o con una cronaca, con una favola come con un pezzo di vita reale.
Non si tratta, come vedete, di un concorso tra “artisti”. Noi crediamo che l'arte segua sempre come un'ombra i propositi che sono storicamente validi.
Ma è agli artisti e ai cineamatori, in quanto uomini e cittadini, che ci rivolgiamo: proviamo tutti insieme a puntare gli obiettivi sul mondo dall'angoscioso e culminante angolo visuale della pace e della guerra".


Qualcuno lo avrà capito, queste parole non sono nostre, ma di Cesare Zavattini. Questo è il testo dell'appello scritto nel 1962 in favore della realizzazione dei “cinegiornali della pace”. Sono passati quarant'anni, e non è invecchiato di un giorno. Lo riproponiano con lo stesso entusiasmo e lo stesso forte impegno morale e civile, ben sapendo che di iniziative così, purtroppo ce ne sarà ancora bisogno a lungo.

Vi chiediamo di partecipare a questo progetto, il nostro obiettivo è PERDERE LA GUERRA.

Inviate i vostri contributi per “un film sulla pace” a:
altrocinema.it
Casella Postale 72
20045 Besana Brianza (Mi).

I lavori saranno pubblicati e fatti circolare su internet, proposti ai cinema e ai giornali che vorranno sostenere questo progetto, regalati nei mercati, proiettati sulle case, messi di nascosto nelle borse dei passanti, diffusi in tutti i modi che la nostra immaginazione saprà inventare.


PS. sappiamo che il 15 febbraio è vicino, e ci sono pochi giorni. ma proviamoci ugualmente. E anche se i vostri contributi saranno pronti dopo questa data, state certi che ce ne sarà ugualmente bisogno.





Queste immagini sono state trovate in rete semplicemente digitando in un motore di ricerca
la frase "immagini di guerra".
Non ci sono alibi, nessuno può dire "io non lo sapevo"






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