Primo on the Parapet
Teo Orlando - 27-01-2003
Vorrei proporre in occasione di tale evento una mia traduzione di una poesia/canzone del grande cantautore britannico Peter Hammill, intitolata "Primo on the Parapet" e dedicata a Primo Levi. Fu composta nel 1992 e inserita nel disco The Noise, ma la migliore versione si trova in There Goes the Daylight del 1993.
La faccio precedere dal testo originale.


Prof. Teodosio Orlando - dottore di ricerca in filosofia


Primo on the Parapet


To crawl on hallowed ground without a map;
to walk on hollow legs, leaving no footprint;
to drift like a ghost through the quarters of lost desire;
breathing underwater,
still running through the fire.

Four horsemen drive the coach of Holocaust home;
and with what sense of history do we view our bright new world,
with the video nasty blasting through the set
of our next door neighbour?
Do we learn to forget? Do we learn just to forget?

And raw barbarity seeps, spore in soil?
And no-one's an innocent, no-one's entirely immune....
Oh, still we wait for a saviour, there are no saints as yet.
Just that gilt badge of survival,
we learn to forget.

The blindest eye is turned on the beast we clothe,
drab in the uniform of silent acquiescence.
I'll raise this toast to Primo, climbing up upon the parapet
with one final word of caution:
we must learn not to forget.

There's pain in remembrance,
but we must learn not to forget.

Here's a toast to Primo,
let's learn not to forget.
Here's a toast to Primo,
forgive but don't forget.
Here's a toast to Primo,
let's learn not to forget.

One last word of caution
from the very rim of the parapet.
One last word in remembrance...
we must learn not to forget.

Peter Hammill







Primo sulla ringhiera


Andare carponi su un terreno consacrato senza una mappa;
Camminare su gambe vuote senza lasciare impronte;
Andare alla deriva come un fantasma attraverso i quartieri del desiderio perduto;
Respirando sott¹acqua,
Ancora correndo attraverso il fuoco.
Quattro cavalieri guidano il carro dell¹Olocausto verso casa;
E con quale senso della storia contempliamo il nostro luminoso mondo nuovo,
con il video sgradevole a tutta forza dalle stanze
del nostro vicino della porta accanto?
Impariamo a dimenticare? Impariamo soltanto a dimenticare?

E la cruda barbarie filtra, spora nel suolo?
E nessuno è innocente, nessuno interamente immune...
Oh, ancora aspettiamo un redentore, non ci sono santi fino ad ora.
Soltanto quel distintivo dorato di essere sopravvissuto,
impariamo a dimenticare.

L¹occhio più cieco è rivolto verso la bestia che noi rivestiamo,
grigia nell¹uniforme di silente acquiescenza.

Farò questo brindisi per Primo, che si è arrampicato e ha scavalcato la ringhiera,
Con una parola ultima di monito:
dobbiamo imparare a non dimenticare.

C¹è dolore nel ricordo,
ma dobbiamo imparare a non dimenticare.

Ecco un brindisi per Primo,
Impariamo a non dimenticare.
Ecco un brindisi per Primo,
perdona ma non dimentica.
Ecco un brindisi per Primo,
Impariamo a non dimenticare.

Con un¹ultima parola di monito
Proprio dall¹orlo della ringhiera.
Un¹ultima parola in ricordo...
Dobbiamo imparare a non dimenticare.

Peter Hammill



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