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«IL CANTO DELLA ROSA BIANCA»
Rosabianca - 20-01-2003

Studenti contro Hitler, Monaco 1942/43

Documentario Teatrale scritto e narrato da Maurizio Donadoni

Le date e i luoghi delle Spettacolo (2003)



Associazione Teatrale Pistoiese/Teatro del Tempo Presente
in collaborazione con Samizdat & Company
Regione Toscana

MUSICHE ORIGINALI Nicola Alesini
collaborazione artistica: Miae Kim - Luci: Roberto Chiti - Effetti video: Franco Grisa

DATE TOURNEE

18 gennaio - ITC TEATRO San Lazzero di Savena (BO)

23/25 Gennaio - Teatro COMUNALE DEI FILODRAMMATICI PIACENZA

26 gennaio - Teatro comunale di conselice (PD)

27 Gennaio - Teatro ilva Novi Ligure

28 gennaio - teatro novelli Rimini

30 gennaio - teatro mascagni popiglio (PT)

1 febbraio - teatro Pasolini cervignano (UD)

2 febbraio - teatro sociale mori (TN)

6/9 febbraio - teatro manzoni Pistoia

17 febbraio - teatro odeon ponsacco (PI)

18 febbraio - teatro dei rozzi siena

24/26 febbraio - nuovo teatro comunale di bolzano


Per ulteriori informazioni e accrediti:

Saverio Barsanti
Responsabile Programmazione e Ufficio Stampa
Associazione Teatrale Pistoiese
Tel. 0573 99161
Fax 0573 34789
e-mail: press@pistoiateatri.it



Maurizio Donadoni


Premio speciale IDI 1986 per l’interpretazione della tragedia “Bestia da stile” di P.P. Pasolini, consegue nello stesso anno il premio UBU come miglior giovane attore. Gli viene assegnato il premio di drammaturgia “Riccione-Ater 1991” per il primo testo che scrive (Fosse piaciuto al cielo) e, nel 1994, il premio “Iside-Festival di Benevento” per il secondo, Memoria di classe, opera che riceve nel 1995 il premio “Enrico Maria Salerno” per la drammaturgia di impegno civile. In teatro – tra gli altri – ha recitato diretto da Lavia (I masnadieri), Vasilicò (Il ritratto di Dorian Gray), Ronconi (Dialoghi delle Carmelitane), Castri (La vita è sogno), Cecchi (Amleto, La serra), Pezzoli (L’annaspo); in cinema da Ferreri (Storia di Piera e Il futuro è donna), Lizzani, Rossi, Battiato, Bevilacqua, Pozzessere, Ponzi, Sanchez. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui Un bambino di nome Gesù, Scoop, L’ispettore anticrimine, La Piovra.Tra gli altri testi finora scritti ha inoltre rappresentato con successo Fegatelli, Checkpoint K e Weisse Rose-Lied. Dal 1999 è direttore artistico di Samizdat, associazione per la produzione artistica non allineata.



Monaco 1942: studenti contro Hitler
Canto della Rosa Bianca è una narrazione


Racconta la storia vera della “Weisse Rose”, un gruppo di studenti dell’università di Monaco di Baviera che con l’aiuto di un loro insegnante durante il secondo conflitto mondiale decisero di ribellarsi alla dittatura di Adolf Hitler in nome della libertà.
A partire dal giugno del 1942, i fratelli Hans e Sophie Scholl con gli amici Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf e altri, insieme al loro docente di filosofia, il professor Kurt Huber, armati di un semplice malandato ciclostile, stampano e diffondono nei territori del Terzo Reich, in circa quindicimila copie, sei diversi volantini che incitano il po-polo tedesco alla rivolta contro lo stato nazionalsocialista.
La Gestapo, la polizia segreta di stato, si mette subito al lavoro, con tutto l’apparato del terrore di cui dispone, per individuare e colpire i cospiratori. Ciò nonostante la resistenza della Rosa Bianca non si ferma e nelle notti del 3, dell’8 e del 15 febbraio 1943 i muri della città di Monaco si riempiono di slogan antinazisti scritti con vernice indelebile al catrame. Ma infine il cerchio inesorabile si chiude e tutti i membri dell’associazione vengono arrestati e giudicati dal tribunale speciale del popolo che il 19 aprile condanna a morte gli studenti e il professor Huber.
Canto della Rosa Bianca narra la storia semplice e straordinaria di questo gruppo di ragazzi come fosse un viaggio in metropolitana lungo le quattordici stazioni di una via crucis contemporanea, cercando di non dividere di netto narratore e ascoltatori ma, attraverso documenti sonori, filmati originali e musica dal vivo, di far partecipare diret-tamente il pubblico al racconto, perché diventi insieme al narratore io collettivo narrante, cioè testimone di come gli esseri umani, in tempi disumani, possano rimanere umani in eroica assoluta semplicità.
Canto della Rosa Bianca non è solo uno spettacolo, ma anche un’esperienza di vita e soprattutto un’esperienza di libertà: proprio la parola scritta sulla sigaretta che Sophie Scholl fumò in silenzio prima di essere ghigliottinata nel braccio della morte della prigione di Monaco Stadelheim alle 17 di pomeriggio del 22 febbraio 1943.

(Teatro Bolzano)


«Noi non taceremo, noi siamo la voce della vostra cattiva coscienza; la Rosa Bianca non vi darà pace!» (Dal 4° volantino)



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