L'ultima onda
Marino Bocchi - 11-01-2003
Da sabato scorso era soltanto uno spettacolo naturale di sconvolgente bellezza. Ora il vulcano Stromboli incomincia a far paura. Dopo due giorni di attività sotto controllo, una violenta esplosione, avvenuta intorno alle 13,15, ha fatto scattare un piano di evacuazione dell'isola siciliana, in particolare del piccolo centro di Ginostra. Almeno sei abitanti dell'isola sono rimasti feriti dopo l'esplosione e l'onda anomala che è seguita. Il mare, secondo un testimone, si è alzato di venti metri: la massa d'acqua si è fatta sentire in tutto l'arcipelago con allagamenti anche a Lipari dove si sarebbe aperto un nuovo geyger.
(Repubblica, 30 dicembre 2002)

Circa 2 mila persone sono disperse alle isole Salomone, nell'oceano Pacifico, dopo il passaggio devastante del tifone Zoe sull'isola di Tikopia. Il primo aereo che ha sorvolato l'isola di circa 16 kmq ha mostrato distruzioni estese. Lo rende noto la televisione neozelandese Tv3 precisando che dalle immagini non si scorge alcun segno di vita. Tikopia è abitata da 2 mila persone che vivono in 21 capanne tribali……. Geoff Mackley, giornalista della televisione neozelandese Tv3, è stato il primo a sorvolare Tikopia, investita sabato 28 dicembre dal tifone Zoe con raffiche di 324 chilometri all'ora e onde alte dodici metri.
(Corriere della sera online, 1 gennaio 2003)






“Volevo vedere dove sarebbe sbucato uno spillone conficcato in un mappamondo, partendo da Genova e passando per il centro: mi affascinava capire come fosse l’altro capo del mondo”. Su quell’angolo remoto dell’oceano Pacifico, Maurizio Maggiani ha scritto un bel romanzo pubblicato da Feltrinelli, La regina disadorna (Universale economica, Euro 7,23), epopea dell’innocenza dei popoli, in cui trionfano la giovinezza dei corpi e la bellezza della natura. Racconto mitico e utopico, contro il quale si spalanca una realta’ ben diversa: “Una volta era un paradiso ma laggiu’ ho trovato tanta sofferenza…..L’occidente su quel paradiso ci ha pisciato” (Corriere della sera).

Fu probabilmente uno tsunami, cioe’ un’onda anomala alta 90 metri, a distruggere l’esercito egiziano sul Mar Rosso consentendo cosi’ a Mose’ di portare in salvo gli ebrei. Lo sostiene uno scienziato russo in un libro appena uscito. Di origine giapponese, il vocabolo potrebbe essere tradotto letteralmente come “onda del porto”. Le popolazioni del Pacifico, disseminato di atolli ed arcipelaghi di origine vulcanica, ad ogni sussulto della terra, fenomeno frequentissimo da quelle parti, vivono nel terrore dell’Onda. La quale e’ descritta in un articolo del 1986 di Tiziano Terzani , allora corrispondente dal Giappone di Der Spiegel, poi confluito in uno dei libri piu’ belli degli ultimi anni, Asia (Tea, Euro 7,80), eccezionale testimonianza della passione civile e del rigore analitico di uno dei piu’ grandi giornalisti del ‘900. La superevoluta tecnocrazia giapponese viene scossa ” in media da 1000 tremori all’anno. Quando un terremoto avviene sotto il mare, sulle coste del paese si abbatte lo tsunami, un’onda unica e gigantesca, alta fino a 20 metri. L’ultima, sei anni fa, inghiotti’ in un baleno 104 persone fra cui una donna svizzera”.






L’Australia si affaccia sull’oceano Indiano e sul Pacifico dalle cui coste respinge a fucilate i barconi dei clandestini che cercano di attraccarvi, un po’ come, senza le fucilate ma con non minore spietatezza, fanno i militari italiani al largo della Sicilia. Secondo Amnesty International i centri di raccolta australiani sono dei veri e propri campi di concentramento. Nel 1977, il grande regista australiano Peter Weir realizzo’ L’ultima onda, la cui cornice apocalittica serve a raccontare il sistematico genocidio della cultura aborigena basata su di un equilibrato e armonico rapporto uomo-natura, del tutto estraneo alla tecnologica e feroce economia capitalistica di sfruttamento e rapina. La vicenda si impernia sulla figura del protagonista, l’avvocato David Burton che accetta di difendere a Sidney un gruppo di aborigeni accusati di omicidio. Durante la preparazione del processo, Burton resta affascinato dalla sapienza ancestrale dei suoi assistiti. La fase del dibattimento e’ accompagnata da una serie di mutamenti climatici che preludono al finale. Chris, uno degli imputati, gli spiega che quanto accade si ricollega ai ritorni ciclici del tempo. Perduta la causa, nella scena conclusiva del film Burton assistera’ all’arrivo di un’immensa onda che sommergera’ la citta’ intera.







VOLI
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