Il diritto allo studio non si tocca
Collettivo Studenti di Giurisprudenza in Lotta di Napoli - 11-01-2003
Ecco a voi la Piattaforma rivendicativa sul Diritto allo Studio dei Collettivi
Universitari Napoletani, presentata alle assemblee pubbliche del 17 dicembre,
nella facoltà di Ingegneria, e del 18 dicembre, all'Orientale


INTRODUZIONE

Questo documento vuole rappresentare la naturale continuazione delle lotte,
avviate un anno fa, dai collettivi universitari sulla questione del diritto
allo studio.
Nel dicembre 2001 la mobilitazione fu incentrata specificamente sulla
problematica
situazione delle residenze universitarie napoletane (di cui si era paventata
la chiusura con conseguente espulsione dei residenti a causa di fantomatici
"lavori di adeguamento" alla normativa sulla sicurezza della legge 626)
e del servizio mensa (per gli stessi motivi sopra riportati, la mensa di
via Mezzocannone venne chiusa - si disse temporaneamente - e da allora non
ha più riaperto). Anche allora fu presentato un documento alle istituzioni
regionali competenti(con tanto di incontro con l'assessore Nicolais) che
è stato puntualmente disatteso. Le mense sono chiuse, le residenze si avviano
all'esaurimento delle utenze senza che vengano assegnati nuovi posti letto.
Questa seconda piattaforma d'analisi e, al tempo stesso, di rivendicazione
e di proposta riguarda perciò tutti i settori che segnerebbero una giusta
erogazione dei servizi indispensabili a garantire il diritto allo studio.
Il problema però si inserisce in un discorso più generale, che riguarda
i tagli al diritto allo studio, resi possibili dalle riforme perpetrate
non solo dal governo attuale di centro-destra (Moratti), ma già avviate
dai precedenti governi del centro-sinistra (Berlinguer e Zecchino). A nostro
avviso, questi tagli sono una delle conseguenze del nuovo modo di concepire
l'università, la quale è diventata, attraverso un processo di
aziendalizzazione,
un luogo di formazione precaria.
Le condizioni di accesso all'università sono diventate più restrittive per
gli studenti meno abbienti, non solo perché la riforma, attraverso il sistema
dei crediti formativi, attua una spietata selezione classista (che perciò
lascia più indietro proprio chi non ha i mezzi per pagarsi gli studi), ma
anche perché, parallelamente, sono stati tagliati tutti i servizi (residenze
universitarie, mense, prestito libri, borse di studio, trasporti gratuiti,
ecc....).
La privatizzazione dell'università, quindi, si innesta in un insieme di
riforme e di decurtamento dei servizi sociali; anche lo stato sociale è
colpito duramente dalle varie privatizzazioni e dagli enormi tagli alle
spese.
In particolare, per quanto riguarda il diritto allo studio, bisogna ricordare
che ogni regione italiana ha provveduto ad approvare una legge, in ottemperanza
ad un provvedimento nazionale, che contemplasse la trasformazione degli
enti pubblici per il diritto allo studio in aziende. Il processo è diverso
da regione a regione e, per quanto riguarda la Campania, alla nuova legge
si è arrivati nell'Agosto 2002, prevedendosi un processo di aziendalizzazione,
ossia la trasformazione dell'E.Di.S.U. in azienda pubblica (con la possibilità
quindi di convenzionare i vari servizi a privati). Ma così facendo, a noi
studenti, non viene data nessuna garanzia sul ripristino e sul potenziamento
dei servizi inerenti al diritto allo studio già elusi dall'ente. Oggi il
soggetto studentesco,che questi servizi paga attraverso tasse salatissime,vuole
che gli venga restituito ciò che gli è stato tolto.
Una ulteriore osservazione (dettata dagli ultimi accadimenti): le politiche
di aziendalizzazione riguardanti l'università (e la ricerca scientifica
in generale) e la riduzione della spesa sociale hanno prodotto crepe profonde
all'interno di quegli stessi ambiti che le avevano sostenute. Il modello
che prevedeva la sostituzione dei fondi pubblici con la sponsorizzazione
da parte delle aziende private, per il finanziamento dell'università e della
ricerca, ha fallito clamorosamente. A dimostrazione di ciò, ecco le recenti
dimissioni dei rettori italiani, che hanno voluto così dimostrare il loro
malcontento, proprio riguardo ai tagli previsti dall'ultima finanziaria
del governo Berlusconi. Rettori che però (ed è bene ricordarlo) non avevano
speso neanche una parola sulle riforme che ci hanno portato ad una così
disastrosa situazione.
Logicamente, per noi, da tutto ciò si deduce che sia la riforma universitaria
sia la nuova legge regionale sul diritto allo studio portano avanti due
obiettivi comuni: i processi di aziendalizzazione e privatizzazione, e il
processo di selezione classista.
Noi, come collettivi universitari, portiamo avanti una critica radicale
alla legge regionale che dà ai privati la possibilità di trarre profitti
dai servizi che vengono concessi agli studenti e auspichiamo un rilancio
dell'attività dell'ente.
Rivendichiamo
-mense, residenze, prestito libri, borse di studio, trasporti gratuiti,
e tutto quanto occorre alla nostra libera formazione;
-la riapertura dei servizi dell'ente con l'utilizzo di tutti i lavoratori
in pianta organica e a tempo indeterminato, nonché l'assunzione di nuovi
lavoratori alle stesse condizioni (nel rispetto, tra l'altro, dei criteri
di economicità che potrebbero salvare l'ente dalla grave crisi che sta
attraversando)

-RIVENDICHIAMO LO STUDIO COME UN DIRITTO PER TUTTI E NON COME UN PRIVILEGIO
PER POCHI!



PIATTAFORMA:

Gli studenti in lotta al fianco dei lavoratori dell'EDiSU rivendicano:


· MENSE
· RESIDENZE
· BORSE DI STUDIO
· SERVIZIO PRESTITO LIBRI E CENTRO STAMPA
· TRASPORTI GRATUITI
· AULE POLIFUNZIONALI E POSTAZIONI TELEMATICHE
· TRASPARENZA NELLA GESTIONE FONDI E NEGLI APPALTI


MENSE UNIVERSITARIE
:
Tutte le mense dell'EDISU NA1 sono attualmente chiuse per lavori di
ristrutturazione
che non sono mai cominciati. In realtà, la questione dei lavori ci sembra
un pretesto dal momento che neanche le gare d'appalto sono state avviate;
al contrario, l'EDISU è stato fin troppo sollecito ad attivare convenzioni
con ristoranti privati invece di destinare risorse al miglioramento del
servizio, come da anni ci sta promettendo. I ristoranti convenzionati non
sono in grado di garantire un pasto a tutti gli studenti: da anni ci ripetono
che il servizio privato risponde meglio ai criteri di economicità; in realtà,
i costi aumentano perché, oltre al costo del pasto, bisogna pagare anche
il profitto del ristorante convenzionato (che non lavora certo per
beneficenza).
L'Ente ha sia le strutture che la manodopera qualificata per fornire a tutti
un servizio pubblico ed efficiente. Invece, si smantellano le strutture
e, in conseguenza, si dichiarano i lavoratori in "soprannumero".
Nel frattempo, la situazione della mensa dell'Orientale (gestita dall'EDISU
NA2), l'unica rimasta aperta in tutta la città, è critica: da ottobre,
garantisce
solo il turno pomeridiano, rimane invece chiusa la sera e il sabato. La
motivazione è la cronica mancanza di personale che l'anno scorso fu coperta
con l'assunzione di lavoratori interinali; misura che ha solo spostato il
problema causando un grave esborso per l'ente e un maggiore sfruttamento
di questi lavoratori precari, che oggi sono di nuovo in mezzo alla strada.
Eppure la mensa dell'Orientale è una struttura ammodernata da poco, efficiente
e molto frequentata dagli studenti che potrebbe essere chiusa in breve tempo
proprio perché non sono assunti nuovi lavoratori a tempo indeterminato.
Noi rivendichiamo: mense pubbliche, gratuite ed efficienti; nello specifico,
la riapertura a breve e il potenziamento di tutte le mense dell'E.Di.S.U.
NA1 con pieno reintegro a tempo indeterminato di tutti i lavoratori in organico
e la costruzione di nuove là dove mancano.
Inoltre chiediamo, anche per l'E.Di.S.U. NA2, la riattivazione del servizio
la sera e nel fine settimana, tramite l'assunzione di personale in organico
a tempo indeterminato.


RESIDENZE:
L'E.Di.S.U. NA1 gestisce le uniche residenze universitarie esistenti in
Campania: 230 posti letto, di cui effettivamente occupati più o meno 50,
su un totale di circa 150.000 studenti solo a Napoli. Dopo tre anni è stato
riaperto il bando di concorso che teoricamente permetterebbe l'accesso alle
residenze anche ad altri studenti, ma nella realtà dei fatti questo non
è possibile ,in quanto per l'assegnazione del posto letto,ci si avvale di
una postilla (contenuta nel modulo ISEE) che rimanda tale assegnazione"
a dove e quando possibile". Riteniamo che ciò non sarà MAI POSSIBILE fin
quando non si effettueranno i lavori di adeguamento alle norme vigenti
(pretesto
tra l'altro col quale l'ingresso di nuovi studenti fu sospeso). Come per
le mense, i lavori non sono mai cominciati ed adesso paradossalmente si
rischia la chiusura per carenza di utenti. L'impressione è che si stia
aspettando
che tutti gli attuali ospiti delle strutture si laureino per chiuderle
definitivamente,
evitando così che si levino voci di protesta. Un servizio come quello del
posto letto diventa ancora più importante ed indispensabile se si pensa
che in una città come Napoli c'è già penuria di abitazioni per gli stessi
abitanti della città (basti pensare alle migliaia di famiglie sfrattate
solo nell'ultimo anno e mezzo!), nonché affitti elevatissimi e al nero.
Per quegli studenti a cui non viene assegnato il posto letto è previsto
il pagamento, per intero, della borsa di studio; per ottenerla è necessario
dimostrare di aver stipulato e registrato un regolare contratto d'affitto.
Davvero un'utopia se si pensa che in questa città il 99% degli affittuari
affitta in nero seguendo pratiche di strozzinaggio. Gli studenti si trovano
così ad essere solidali con gli sfrattati in quanto ad entrambi viene negato
un diritto: agli sfrattati il diritto ad avere una casa e agli studenti
il diritto allo studio.
C'è un dato interessante emerso da uno studio condotto sull'EDISU NA2, secondo
il quale gli studenti fuori sede, che nell'anno accademico '97/'98
rappresentavano
¼ degli "idonei", nel 2001 risultavano essere, invece, 1/6. La percentuale
degli idonei in sede è anch'essa diminuita (da 1/3 nel '97, a 1/4 nel 2001):
ciò significa che sono aumentati i pendolari. Questi studenti hanno forse
nostalgia della mamma? No, noi pensiamo che una fetta consistente di chi
risultava fuori sede, oggi risulti pendolare, pur rimanendo di fatto fuori
sede, da quando nel '99 si è iniziato a richiedere il regolare contratto
d'affitto. Specifichiamo che il pendolare percepisce una borsa di studio
dimezzata.
Si consideri che la Regione ha stanziato circa 1 miliardo di euro per la
costruzione di nuove residenze e, dopo l'approvazione dei progetti, come
costume i lavori non sono iniziati. Inoltre L'E.Di.S.U. NA1 dispone di
strutture,
come l'ex-residenza Miranda in via Foria, che giace da anni in stato di
totale abbandono.
Chiediamo, nell'immediato, che siano effettuati i lavori di messa a norma
nelle strutture già esistenti in modo da poter assegnare tutti i posti a
disposizione; chiediamo la ristrutturazione delle strutture esistenti ed
abbandonate nonché l'avvio dei lavori previsti per la costruzione di nuovi
studentati e lo stanziamento di nuovi fondi per la costruzione di residenze
anche per l'E.Di.S.U. NA2 e per gli altri atenei campani.
E' chiaro che le nuove e le vecchie strutture non dovranno essere
ghetti-dormitorio
bensì spazi pienamente vivibili e ben collegati con gli atenei ed il centro
della città.


BORSE DI STUDIO:
Da anni si aggira per le università la fantozziana figura dello "studente
idoneo non assegnatario". Chi è costui? E' il malcapitato studente che rientra
nei criteri di reddito e merito per l'assegnazione della B.S. ma non la
riceve comunque per mancanza di fondi. Ma come? Carenza di fondi?! Non solo
non vengono finanziati i servizi come le mense, le residenze, il prestito
libri,ecc...ma si tira la cinghia anche sulle borse di studio i cui fondi,
tra l'altro, sono vincolati. Inoltre, quando sono assegnate, le borse vengono
pagate minimo con un anno di ritardo, ritardo che quest'anno rischia di
essere ancora maggiore perché i fondi stanziati dalla Regione non sono stati
ancora trasferiti agli E.Di.S.U. E qui la vincolatività prevista dalla legge
del bilancio regionale spiega un altro dei suoi effetti: non permette di
attingere fondi da altri capitoli di spesa dell'E.Di.S.U per pagare le borse
di studio.
Nonostante la disinformazione sui bandi di concorso delle borse di studio
dell'E.Di.S.U. e la loro breve scadenza, la percentuale degli studenti che
ne ha fatto domanda è andata ad ogni modo crescendo: nello stesso studio,
condotto sull'E.Di.S.U. NA2, nel '97/'98 su 724 idonei, gli assegnatari
erano 331. Nel 2001, su 1762 idonei, gli assegnatari erano 443. In altre
parole, a fronte di un aumento di più di 1000 idonei, abbiamo avuto un aumento
di soli 100 beneficiari, passando da una percentuale del 50% circa a una
del 25%. Invece, segnalando una controtendenza, a partire dall'anno accademico
in corso i criteri di accesso sono diventati più restrittivi: sono state
abolite le agevolazioni per quelle famiglie che avevano all'interno del
nucleo più di un figlio all'università, c'è stata una restrizione dei parametri
rispetto alla condizione patrimoniale e sono state fatte delle distinzioni
tra chi è iscritto al vecchio ordinamento e chi è iscritto al nuovo
ordinamento,
per questi ultimi i criteri di merito sono diventati più selettivi, visto
che per entrare in graduatoria non conta più il numero degli esami e la
media ma anche il numero di crediti (al primo anno ne servono 25, che sono
la maggior parte di quelli richiesti per superare l'anno!) A tutto questo
bisogna aggiungere che la maggior parte degli studenti ha rinunciato a
presentare
la domanda per avere la B.S. visto che i tempi per avere il modello ISEE
non sono brevi. Di conseguenza gli idonei sono diminuiti; anche se, in termini
percentuali, gli assegnatari sembrano essere aumentati, il loro numero è
però rimasto invariato!
Pretendiamo, da subito, il pagamento puntuale delle borse a tutti gli idonei;
questo deve avvenire a prescindere dall'erogazione diretta dei servizi
essenziali:
con ciò intendiamo dire che siamo assolutamente contrari alla monetarizzazione
dei servizi stessi, anche perché si creerebbe una concorrenza spietata sui
prezzi dei fitti, tutta a scapito degli studenti.
Assolutamente ingiusto e classista risulta essere il criterio meritocratico
sulla base del quale si assegnano le B.S., che proponiamo, non come "premio
di produzione", ma come efficace e reale strumento per attutire le
disuguaglianze
economiche tra gli studenti universitari. Rivendichiamo perciò l'applicazione
del solo criterio del reddito con un monitoraggio costante ed efficiente
sulla veridicità delle dichiarazioni di reddito.


PRESTITO LIBRI E CENTRO STAMPA:
Questo servizio, di fatto, non esiste più: la gestione del patrimonio librario
da parte dell'ente è a dir poco disastrosa. E' previsto che la competenza
di questo servizio passi alle varie biblioteche di facoltà (anche se sembra
che molti testi non siano stati ancora trasferiti), provocando tutta una
serie di disagi: non è possibile prendere in prestito i testi d'esame o
comunque il prestito non può superare i quindici giorni. A causa dell'esiguità
dei mezzi messi a disposizione degli studenti, a volte diventa difficile
o addirittura impossibile la consultazione dei testi. Un esempio illuminante
a tal proposito è dato dalla chiusura di una delle biblioteche gestite
dall'EDiSU
all'interno della facoltà di lettere e filosofia, motivata con la carenza
di personale. Anche in questo caso ci chiediamo come mai i lavoratori vengano
dichiarati in "soprannumero" togliendo così un servizio indispensabile per
gli studenti.
Il centro stampa, che un tempo forniva dispense a prezzi popolari per tutti
i corsi di laurea, non esiste più.
Chiediamo il ripristino dei due servizi, potenziando nello specifico il
prestito libri attraverso l'aggiornamento del patrimonio librario stesso
con l'acquisto di tutti i testi d'esame in un numero di copie adeguato
all'utenza.


TRASPORTI GRATUITI:
Fino a tre anni fa, esisteva un bando di concorso dell'Ente che permetteva
agli studenti di usufruire di un abbonamento annuale a costo agevolato.
Il bando è stato inspiegabilmente sospeso dopo solo due anni. Non ci sembrano
poi agevolazioni i bandi usciti in questi anni: lo sconto sui trasporti
offerto dal comune di Napoli è possibile solo per quegli studenti che sono
residenti a Napoli.
Richiediamo l'immediato ripristino del servizio totalmente gratuito per
tutti gli studenti.


AULE POLIFUNZIONALI E CENTRI TELEMATICI:
L'Università non deve essere un esamificio, ma un luogo di aggregazione
e crescita culturale e politica: crediamo che in base a questi elementari
concetti gli atenei dovrebbero fornire aule studio, centri polifunzionali
dotati di postazioni telematiche, spazi per iniziative studentesche, emeroteche
e quant'altro.
E' inutile sottolineare come i nostri atenei siano assolutamente
insoddisfacenti
da questo punto di vista: pochissime aule studio (di cui alcune autogestite),
sale informatiche insufficienti, con poche postazioni funzionanti e aperte
solo durante le ore di lezione; la chiusura delle università la sera e nel
fine settimana impedisce inoltre l'utilizzo delle strutture per qualsivoglia
iniziativa studentesca.
Rivendichiamo quindi un'università modellata, per quanto riguarda
l'organizzazione
di tempi e spazi, sulle esigenze degli studenti.


TRASPARENZA NELLA GESTIONE DEI FONDI E NEGLI APPALTI:
La gestione dei fondi per il diritto allo studio non è mai stata un modello
di trasparenza ed efficienza: dall'acquisto delle derrate alimentari a prezzi
quantomeno non concorrenziali, al finanziamento delle iniziative di
associazioni
facenti capo a rappresentanti degli studenti in seno al Cd'A, finanziamento
spropositato rispetto al tenore delle iniziative e regolarmente eccedente
i fondi stanziati in bilancio. Tra l'altro nell'ultima Carta dei Servizi,
che viene pubblicata solo per l'EDiSU NA1, non sono più riportate le previsioni
di bilancio.
L'ultimo e più eclatante esempio è quello delle convenzioni con i ristoranti
privati: i termini degli accordi tra ente ed esercenti non sono stati resi
pubblici, fatto questo che potrebbe creare delle zone d'ombra su cui
speculare.
Esigiamo pertanto che i bilanci siano maggiormente pubblicizzati, che non
solo gli appalti, ma anche accordi e convenzioni stipulate dall'Ente siano
resi pubblici e pretendiamo trasparenza e pubblicità per tutto ciò che riguarda
il diritto allo studio nel suo complesso (costruzione di nuove mense e
residenze,
ristrutturazione di quelle esistenti etc.).

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf