breve di cronaca
Sperimentazione: non solo aziendalismo
Famiglia Cristiana - 08-01-2003


Reno Centese, frazione di Renazzo, Comune di Cento (Ferrara). La scuola di Reno, materna ed elementari, appartiene al secondo circolo di Cento, che ha aderito in blocco alla sperimentazione del ministro Moratti con le sue 18 scuole, 11 materne e sette elementari. Quella di Reno è una scuola a misura di paese, un’unica sezione di elementari con una decina di alunni per classe, ma con tutto quello che serve e qualcosa di più: palestra, mensa interna, laboratorio attrezzato con maxi televisore e computer. Una sfida alla politica degli accorpamenti e della razionalizzazione forzata.

«È stata una scelta condivisa dal Comune per non sradicare i bambini», spiega il dirigente del circolo, Paolo Valentini, «abbiamo puntato sulla qualità e sulle risorse del territorio». Anche la sperimentazione affonda le radici nella ricerca didattica. Lo studio dell’inglese e l’utilizzo delle nuove tecnologie sono una realtà consolidata. Si è scelto di non sperimentare il "tutor" e di rafforzare invece la didattica della continuità. «La sperimentazione lascia molto spazio all’autonomia, per questo abbiamo aderito con entusiasmo, potendo consolidare cose che in parte facevamo già».

Il "progetto continuità" facilita il passaggio dalla materna alla prima elementare. In pratica non si spostano i bambini, forzando i tempi con l’anticipo, ma si rendono mobili gli insegnanti, con un gruppo integrato di docenti che operano nella materna e nelle elementari. Qui a Reno, per esempio, l’insegnante di matematica della materna continua a insegnare ai bambini di prima elementare, mentre le maestre di lettere e di inglese della scuola elementare insegnano anche ai bambini dell’ultimo anno della materna. Risultato: i bimbi di prima possono contare su tre insegnanti che già conoscono e su un importante lavoro propedeutico svolto alla materna, grazie al quale hanno preso confidenza col leggere, scrivere e contare. Anche gli strumenti e i giochi didattici sono in parte gli stessi, come la grande sabbiera con i numeri e le parole.




Una scuola di Reno

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«I vantaggi per i bambini e le famiglie sono enormi», spiega il dirigente. «Naturalmente questa organizzazione comporta un grande lavoro aggiuntivo degli insegnanti, ma i risultati si vedono e io li pago molto volentieri».

È un altro dei vantaggi dell’autonomia e di un territorio ricco di risorse e di energie, dove le aziende della zona sono riuscite a sponsorizzare persino un biennio di ingegneria a Cento, distaccato dalla facoltà di Ferrara.

«Ormai il dirigente scolastico non può più fare a meno di queste risorse, deve coordinarle e convogliarle», ammette Valentini. «Bisogna proprio dire che questa è vera imprenditorialità e voglia di fare, non ha niente a che fare con l’aziendalismo».



Simonetta Pagnotti

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 Marina    - 12-01-2003
Mi sembra un ottimo lavoro, che andrebbe avanti anche senza la sperimentazione Moratti, anzi, forse la contraddice? sarebbe molto importante rendere noti a tutti i risultati di lavori come questi... e compiere una seria valutazione di qualità sull'andamento di questa "sperimentazione", che di metodo sperimentale che cos'ha?
Dopo il guizzo iniziale di "sperimentazione" non se ne parla più... non si hanno notizie. Come sta procedendo? quali supporti hanno i docenti coinvolti?

L'impegno e la professionalità delle Scuole di Reno sono nate e si sono sviluppate prima, indipendentemente da... e mettono in atto quanto più di positivo potesse concedere l'autonomia.
Buon lavoro, Marina.