Ritorno a scuola
Francesco Paolo Catanzaro - 07-01-2003
Dopo aver raccolto le forze ed esserci caricati di nuove ipotesi progettuali, di speranze, di entusiasmi, dopo il periodo natalizio riapre l'attività didattica. I sorrisi ci saranno ancora ma ,così come ad ogni ripresa, camuffano desideri di riscatto, frustrazioni represse. E timidamente in sala- professori ci chiediamo: il nuovo anno inizierà sotto buoni auspici o sarà sempre la solita routine?
Certamente se c'è un sadico desiderio di creare ostacoli, confusioni, gelosie l'anno proseguirà sempre con la stessa logica della “guerra civile” e sotto il registro della diffidenza; ma se, a coscienza aperta, in questo periodo di riflessione si è arrivati a capire che tutti gli operatori scolastici sono lì per un unico obiettivo. la crescita dei propri alunni, allora l'istituzione scolastica finisce per essere il “ring di combattimento” e ridiventa la palestra della vita. Tutto sta nel grado di consapevolezza raggiunto dagli attori scolastici. Con il rientro si apre un periodo pesante: orientamento preiscrizioni, valutazioni quadrimestrali, collegi, consigli, attuazione di progetti approvati... E se il docente comincia a lottare per poter lavorare serenamente si demotiva e riscattano comportamenti che lasciano l'amaro in bocca a quei giovani docenti che vorrebbero vedere nei colleghi “anziani” per servizio modelli di comportamento ed esempi da seguire. A questi colleghi con lunga esperienza che nella prima fase si sentivano demotivati e hanno cominciato a dimettersi dalle diverse funzioni ricevute ad inizio anno o che avevano ricoperto in altri anni, maturando esperienze e tranquillità di azione, dico: “Attivatevi per quello che credete , dimenticate i dissapori con la Presidenza, con quei colleghi che vi risultano antipatici, dimenticate la gelosia per quegli altri, che si inebriano del Potere pur non sapendolo gestire ed umilmente apritevi a coloro che vi ammirano e sono sempre pronti a collaborare ed ad imparare qualcosa dalla vostra azione”.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 p.b.v    - 12-01-2003
Caro collega
meravigliosa la tua esortazione, ma sul piano pratico?
Sono molto pessimista sulla capacità del sistema di riscattarsi da questo momento di grande frustrazione e grande demotivazione. Neppure la presidenza ti aiuta in questo, anzi, peggiora spesso lo situazione.
Non parliamo poi della situazione "comatosa" della scuola a livello di indirizzo politico nazionale. Dove andremo? Dove sono le certezze sulle quali lavorare?
Guarda, spero tanto di arrivare ad andare in pensione quanto prima. Purtroppo è così!

 Pianini Patrizia    - 14-01-2003
Quello che hai descritto è proprio quello che sto provandoin questo periodo.
Cercherò di reagire, è veramente triste finire così dopo soltanto 7 anni di ruolo. Molto dipende anche dalla riforma in atto ed alle tristi prospettive.
Una collega che ha perso l'entusiasmo della principiante.