breve di cronaca
Tuttoscuolanews e la finanziaria che non c'é!
Osvaldo Roman - 31-12-2002
TuttoscuolaNews è un' agenzia di informazioni seria e solitamente ben documentata, anche perché è espressione dell’omonimo settimanale, dalla nascita molto sensibile a quanto accade nell’Amministrazione scolastica. Quando esprime o riporta opinioni si caratterizza per un notevole equilibrio delle rispettive rappresentazioni.
Quando riporta, come in questa occasione, dati, e soprattutto delle cifre, molto importanti perché destinati ad avere effetti profondi sul nostro ordinamento, se commette omissioni o errori, come mi sembra sia avvenuto nel numero 83, mi sembra legittimo segnalarli. Ciò anche perché, se è vero che tutte le notizie fanno opinione, quelle sulla legge finanziaria hanno un carattere strategico. Allora non si può correre loro dietro con una lettera alla redazione,occorre tentare di arrivare allo stesso pubblico possibilmente con un mezzo di diffusione simile o analogo.Per questo motivo, del numero citato, riporto di seguito le due note sulla finanziaria 2003 e quella sulla busta paga di gennaio facendole precedere da alcune mie brevi considerazioni.Se anche la mia lettura dei dati della legge finanziaria non fosse convincente,ovviamente il confronto può continuare!

Nota 1
.
Dire che nella finanziaria non c’è più lo stanziamento dei 35 milioni di euro destinati nel 2002 all’autoaggiornamento è troppo poco perché occorre almeno aggiungere che:
1) non c’è uno specifico stanziamento per lo sviluppo delle nuove tecnologie didattiche, del resto assente anche nel 2002;
2) non si ritorna ai 30 milioni di euro all’anno garantiti dalla finanziaria 2001 per i mutui degli enti locali per l’edilizia scolastica prevedendo a tale scopo solo 10 milioni di euro e un piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, in particolare per quelli collocati in zone sismiche, di cui non si indica l’entità minima e per il quale si prevede una procedura centralistico ministeriale che scavalca qualsiasi ruolo delle Regioni e degli enti locali;
3) non si ritorna al livello dei 500 miliardi delle vecchie lire per il fondo per l’offerta formativa;
4)non si segnala che, dalla mancanza di uno specifico stanziamento per la legge delega Moratti, la legge finanziaria e le relazioni interministeriali che l’hanno preceduta fanno prefigurare che, dalla legge che sostituirà l’ordinamento dei cicli, ci si dovranno attendere non investimenti ma solo risparmi dovuti alla riduzione del personale e degli orari obbligatori di insegnamento.
5) dire infine che i trentacinque milioni di euro per l’autoaggiornamento, cassati da Tremonti, potranno forse uscire fuori dal cilindro del comma 5 dell'art.35 della Finanziaria 2003 (sul personale docente collocato fuori ruolo o utilizzato in altri compiti), significa dire una cosa assolutamente inesatta o sottilmente provocatoria. Infatti il comma 8 dell’articolo 35 prevede un parziale reinvestimento dei tagli operati per i 1800 ATA destinato alla categoria degli ATA e un reinvestimento per l’eliminazione dei circa 5000 fuori ruolo docenti destinato unicamente alla valorizzazione professionale (sic!) del personale docente. Poiché il passaggio ad altra amministrazione o l’alternativa del licenziamento(si!…. non si tratta solo di eventuale pensionamento!) avverrà solo tra cinque anni , questa sarebbe stata una notizia veritiera e significativamente dimostrativa del carattere truffaldino delle scelte governative. Perché omettere la denuncia del semplice, evidente fatto che nei prossimi cinque anni non ci sono soldi per la professionalità docente che derivino da questa draconiana misura?
La sottile provocazione potrebbe consistere nel fatto che il risparmio che si prevede per il 2003 ( 37,4 milioni di euro) per i tagli agli ATA non viene esplicitamente destinato, sempre dall’articolo 35 comma 8, a questa medesima categoria, ma neppure ai docenti! Il fondo c’è e ci vorrebbe una nuova legge per utilizzarlo: la caccia è aperta nello stile della destra che ruba ai poveri per dare loro la metà del maltolto. Al riguardo esistono numerosi altri esempi come quello della riforma dell’IRPEF, o del finanziamento per la costruzione di asili-nido e micro-nidi sui luoghi di lavoro ove il relativo finanziamento è sottratto al fondo nazionale per le politiche sociali istituito nel 1997, o dello stanziamento per i lavoratori socialmente utili sottratto al Fondo per glii ammortizzatori sociali!
6) Si può soccorrere la significativa assenza di numeri nei tagli negli organici imposti dall’articolo 35 ricordando che:
a) i posti da ridurre per i docenti con le cattedre a 18 ore restano nel biennio 2003 –2004 circa 24.000 e che la misura può produrre ulteriori analoghi effetti negli anni successivi;
b) i posti di collaboratore scolastico tagliati nel triennio sono 9.600; sono 700 gli Ata che dal prossimo anno scolastico tornano nelle segreterie determinando il licenziamento di un certo numero di supplenti; che infine sono 1800 i collocamenti fuori ruolo che cessano dal prossimo 31 agosto.Detta cosi si tratta di licenziamenti in tronco che meritavano qualche riga di commento.

I conti della scuola: cosa non c'e' in Finanziaria

Facciamo i conti in tasca alla manovra di bilancio approvata dalla
Camera in tempo utile per evitare l'esercizio provvisorio: scopriremo
che la scuola ha ancora una volta pagato una mancanza di attenzione da
parte dell'esecutivo e della sua maggioranza.
Quando a settembre cominciarono a circolare le prime indiscrezioni
sulla nuova Finanziaria, fece colpo la notizia (poi dimostratasi
infondata) dell'introduzione del maestro prevalente dal prossimo
settembre.
Il prevalente e' stato dato tuttavia ancora per vivo pochi giorni fa
nelle anticipazioni giornalistiche sulla Finanziaria approvata dal
Senato, e, addirittura, riportato da piu' parti come novita'
scolastica a legge definitivamente approvata dalla Camera. Si e'
trattato di un errore. Del maestro prevalente nella legge Finanziaria,
infatti, non si parla.
Purtroppo non c'e' nemmeno questo invece atteso da tanti il
rifinanziamento dell'autoaggiornamento per gli insegnanti, introdotto
per la prima volta dalla Finanziaria 2002 e prossimo al pagamento
(forse) nelle scuole.
Si puo' senza dubbio parlare di presa in giro della classe insegnante
italiana. Di piu': il "benefit" riconosciuto a questo titolo l'anno
scorso (pari a circa 40 euro), che fu salutato positivamente come
punto di partenza simbolico in vista di un piu' concreto
riconoscimento della professionalita' docente, assume oggi il sapore
di una beffa. Pensiamo di interpretare il sentimento di tutti gli
insegnanti italiani nel dire che, viste come sono andate le cose,
questo Governo e questo Parlamento si potevano tranquillamente
risparmiare quell'elemosina.
Ma forse, volendo, c'e' ancora una possibilita': la prosecuzione di
quest'iniziativa di sostegno alla valorizzazione professionale dei
docenti potrebbe avvenire utilizzando il negoziato contrattuale in
corso, mentre i fondi potrebbero essere attinti dalle economie di
spesa derivanti dall'applicazione del comma 5 dell'art.35 della
Finanziaria 2003 (sul personale docente collocato fuori ruolo o
utilizzato in altri compiti).
Altro assente di rilievo e' infine il finanziamento necessario e
completamente mancante della riforma proposta dal ministro Moratti,
che dovra' accontentarsi di finanziare per quest'anno l'anticipo di
iscrizione degli alunni e attendere possibili finanziamenti in corso
d'opera.

I conti della scuola: cosa c'e' in Finanziaria

Meno grave di quanto temuta o denunciata, ma comunque con qualche
taglio qua e la', la Finanziaria 2003 porta, direttamente e indirettamente, diverse modifiche alla scuola e al suo personale. Vediamo come.
- Le cattedre della secondaria che virtualmente sono costituite in 18
ore settimanali dovranno essere portate a 18 effettive. Come, e' piu'
facile da dire che da fare (art. 35, comma 1).
- Gli organici dei collaboratori scolastici dovranno essere ridotti in
un triennio del 6%, cioe' di circa (9600)unita' (art. 35, comma 2). (VEDI NOTA)
- Ampliamento delle funzioni dei collaboratori scolastici: accoglienza
e sorveglianza degli alunni; vigilanza e assistenza alla mensa (art.
35, comma 3).
- Rientro nelle sedi di titolarita' del personale Ata distaccato
presso i distretti scolastici ( 700 unità) (art. 35, comma 4).
- Passaggio ad altra amministrazione o collocamento in pensione dopo
cinque anni dei docenti dichiarati non idonei all'insegnamento per
ragioni di salute (art. 35, comma 5). (VEDI NOTA)
- Abolizione delle norme che prevedevano il collocamento fuori ruolo
del personale Ata per ragioni di salute (1800 unità) (art. 35, comma 6).
- Revisione dei criteri per il riconoscimento delle condizioni di
portatore di handicap e dei requisiti per la deroga per l'assegnazione
dei posti di sostegno (art. 35, comma 7). (VEDI NOTA)
- Reinvestimento dei risparmi di sistema e di altre risorse
finanziarie per la valorizzazione professionale dei docenti e del
personale Ata (art. 35, comma 8). (VEDI NOTA)
- Possibilita' di passare i servizi di pulizia ad aziende esterne
mediante gare di appalto e di ridurre contemporaneamente gli organici
del personale ausiliario (art. 35, comma 9).
- Contributo a nuclei familiari che hanno figli presso scuole
paritarie, nel limite complessivo massimo di 30 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 (art. 2, comma 7).
- Riduzione delle tasse (irpef) per tutti i lavoratori dipendenti con
particolare vantaggio per i redditi piu' bassi (art. 2, commi 1, 2 e
3).
- Incentivi finanziari per i giovani che compiono 16 anni nel corso
del 2003 per l'acquisto di strumenti informatici e digitali (art. 27,
comma 1).
- Conferma per un anno dei lavoratori socialmente utili impegnati
presso strutture scolastiche (art. 50, commi 5, 6 e 7).
- Finanziamento degli interventi per la messa in sicurezza degli
edifici scolastici, con definizione di apposito piano di intervento
finanziario entro marzo 2003 (art. 80, comma 21).
- Finanziamento per la costruzione di asili-nido e micro-nidi sui
luoghi di lavoro, a favore delle lavoratrici e dei lavoratori con
prole (art. 91, comm1). (VEDI NOTA)
- Riconoscimento permanente di condizione di gravita' senza necessita'
di ulteriori accertamenti sanitari nei confronti di persone affette
dalla sindrome di Down e dal morbo di Alzhemeir (art. 94, comma 3).



Nota 2

E’ inesatto sostenere che il personale scolastico potra' beneficiare di questo
alleggerimento delle tasse, previsto in attuazione anche del Patto perl'Italia.
Infatti quella preannunciata dal governo come “la più forte riduzione di tasse mai realizzata”, la rimodulazione di aliquote, detrazioni e deduzioni contenuta nella Finanziaria è, in realtà, un intervento di ampiezza ben più modesta di come è stato presentato.
Per valutarne correttamente la portata, infatti, occorre mettere a confronto gli effetti degli interventi
attuali con quelli che erano stati ottenuti dalla legislazione dei precedenti governi nonché con quelli
che si sarebbero avuti “a legislazione invariata”, cioè se il governo Berlusconi non avesse fatto
niente, lasciando invariati i provvedimenti che già erano stati varati e finanziati dal governo Amato
per il 2001 e per gli anni successivi.
- Nel 1999, primo anno in cui la situazione finanziaria si è stabilizzata e la riforma Visco è
entrata pienamente a regime, i contribuenti ebbero un risparmio Irpef pari a circa 3 miliardi di
euro (circa metà per effetto di sgravi Irpef sulla casa e sui redditi da pensione, l’altra metà per
effetto dell restituzione del 60 % dell’eurotassa pagata due anni prima;
- Nel 2000 gli sgravi ammontarono a quasi 10 miliardi, per effetto della riduzione delle aliquote
Irpef, e degli incrementi di detrazioni per i familiari a carico, per i redditi da lavoro, per la casa
di abitazione, ma anche per il “bonus” fiscale varato con la finanziaria di fine anno ma con
effetto retroattivo;
- Nel 2001, il taglio dell’Irpef varato con la Finanziaria 2000, produce una riduzione di imposta
pari ad altri 6,3 miliardi di euro;
- Se le norme varate (e finanziate con i necessari stanziamenti di bilancio) con la Finanziaria
2000 non fossero state cancellate dal governo Berlusconi costituito nel giugno 2001, i
contribuenti avrebbero avuto, nel 2002, un altro alleggerimento pari a circa 1,6 miliardi di euro
e nel 2003 un alleggerimento ulteriore consistente in circa 2,7 miliardi di euro di riduzioni Irpef
e circa 1,1 miliardi di euro per la restituzione del fiscal drag.
Per quanto riguarda il 2003, come si è detto, la riduzione Irpef prevista nella nuova Legge
Finanziaria in realtà consiste in un beneficio che, rispetto alla legislazione varata nel 2001,
risulta molto ridotto.
La legislazione varata con la Finanziaria 2001 avrebbe comportato, per il 2003, riduzioni Irpef (comprensive della restituzione del fiscal drag) per ulteriori 3,824 miliardi che erano stati già coperti con i necessari stanziamenti di bilancio. Ne consegue che la somma che il nuovo governo ha messo in campo (ed è ancora molto incerta la copertura) per gli sgravi fiscali, non è di quei 5,5 miliardi di euro indicati nel “Patto per l’Italia”, bensì di un po’ meno di 2 miliardi (1,825): circa un terzo di quanto è stato annunciato.
D’accordo questi dati non si potevano riportare in una breve news! Ma ricordare, senza pretendere una anticipazione degli effetti perversi a favore dei ceti più abbienti che si avranno successivamente con la riduzione delle aliquote superiori, che la misura della riduzione dell’aliquota Irpef riassorbiva preesistenti benefici era un dovere per una seria informazione!

Busta paga piu' pesante in attesa degli aumenti contrattuali

Le modifiche e le integrazioni alla Finanziaria 2003 che hanno
stravolto l'iniziale testo predisposto dal Governo a settembre non
hanno tuttavia cambiato la previsione della nuova Irpef sugli
stipendi.
Viene confermata quindi una Irpef piu' leggera, le cui modalita' di
calcolo sono peraltro piuttosto complesse.
Da gennaio, quindi, anche il personale scolastico, come tutti gli
altri lavoratori dipendenti, potra' beneficiare di questo
alleggerimento delle tasse, previsto in attuazione anche del Patto per
l'Italia.
Mediamente l'incremento netto mensile in busta paga per il personale
scolastico sara' di circa 20-30 euro, pari a circa 250-350 euro
all'anno (mezzo milione-700 mila delle vecchie lire). In allegato una
stima di tale incremento per categoria e anzianita'
A breve, se le trattative per il contratto si concluderanno, vi
saranno anche gli aumenti contrattuali stimati in 150 euro mensili
lordi (dichiarazione del presidente dell'Aran), pari a circa 100
netti, oppure in 105 lordi (stima prudenziale sindacale) pari a circa
70 euro netti al mese.
Tra Irpef leggera e aumenti contrattuali lo stipendio netto mensile
del personale scolastico potrebbe registrare un aumento effettivo
compreso tra i 90 e i 130 euro al mese (in vecchie lire un aumento
annuo effettivo compreso tra i 2 e i 3 milioni).
Aumenti di valore molto nominale, perche' serviranno anche a coprire
l'inflazione che nell'ultimo biennio, anche per effetto del passaggio
all'euro, ha eroso fortemente il potere d'acquisto reale dei salari.




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 A.Cupellini    - 06-01-2003
Dalla lettura, a dire il vero un po' affrettata, ho rilevato molte contraddizioni. Non ho capito se con la nuova finanziaria abbiamo una situazione in peggioramento o in miglioramento, sia per le risorse, che per gli stipendi.
Mi sbaglio?

 Osvaldo Roman    - 06-01-2003
Mi sembra difficile per il momento che gli stipendi nominali possano diminuire può capitare per quelli reali ma per ora, anche se esiste, non é questo il problema principale per fortuna! Per il resto si può dire che:



1) il 20 dicembre i sindacati hanno accertato con il governo la disponibilità degli stanziamenti previsti per il 2003 nella finanziaria 2001(del centro sinistra).La cosa non era pacifica perchè nel passato il governo aveva detto che questi stanziamenti non c'erano più perché non erano stati effettuati i tagli di organico che avrebbero dovuti garantirli.Evidentemente ci hanno ripensato.(Come mai delle retribuzioni europee se ne parla sempre di meno?)

2)La finanziaria non prevede una completa copertura per l'inflazione reale e per quella arretrata non corrisposta.
3)I tagli alle spese di funzionamento della scuola sono evidenti e già segnalati ( oltre al contenimento del 10% della spesa corrente non obbligatoria tagli a: autoaggiornamento, offerta formativa, edilizia, informatica, sostegno, tempo pieno,servizi degli enti locali, ecc.). Con tali bilanci le scuole non potranno spendere molto quest'anno e così le supplenze brevi non le farà più nessuno perchè con gli accorpamenti a 18 ore, a parte la contrazione dei posti, (almeno 12000 all'anno) si elimina anche la possibilità di coprire le supplenze con i docenti interni.Meno scuola per tutti! Forse non era era uno slogan della campagna elettorale di Berlusconi ma sta diventato la realtà della sua contoriforma e allora, in attesa dei benefici effetti della legge delega anticipati dalle sperimentazioni che le scuole con masochistica determinazione dovrebbero adottare, possiamo aiutarlo con un nostro cartello (vedi allegato)che possiamo esporre in tutte le scuole d'Italia.Senza schieramenti, come chiede il buon Picone, uno per uno con un cartello, anche manufatto, in mano può andar bene lo stesso!