Gli infortuni scolastici
Francesco Paolo Catanzaro - 26-05-2018

Secondo il rilevamento statistico effettuato dall'Anmil Associazione nazionale dei lavoratori mutilati ed invalidi del lavoro nell'anno scolastico 2016/2017 sono stati oltre 75.000 gli infortuni più o meno gravi occorsi a studenti in ambito scolastico: il 56% (42.000 casi) maschi e il 44% femmine (33.000 casi). Anche se il fenomeno registra un continuo calo le cifre sono preoccupanti: erano infatti circa 90.000 nell'anno scolastico 2012/2013. Si tratta in genere di infortuni lievi, ma quasi 200 hanno comportato gravi invalidità permanenti; il 62% ha riguardato i maschi mentre il 38% femmine.
La frattura, causa di oltre la metà delle invalidità permanenti è quella più comune e frequente: il resto sono lussazioni, distorsioni, ferite e contusioni. La parte del corpo più colpita da infortuni è stata il ginocchio (28% del totale), seguita dalla caviglia (20%), dal polso (12%), dalla colonna vertebrale (10%) e infine il braccio (7%).
Gli infortuni più frequenti sono nelle scuole primarie e medie inferiori, che rappresentano il 68% (circa 50.000) degli studenti infortunati; quelli delle Superiori sono circa 23.000 (pari al 31%), mentre gli Universitari sono meno del 2% (circa 2.000).
I mesi in cui si registra il maggior numero di infortuni sono marzo, aprile e maggio. Il giorno più a rischio - come per gli infortuni sul lavoro - è il lunedì con il 25% di infortuni rispetto al resto della settimana. Quasi un terzo degli infortuni (32%) si concentra tra le ore 10 e le ore 11: è questa, in genere, la fascia oraria in cui gli studenti fanno la sospirata "ricreazione" e possono dare libero sfogo alla loro vivacità repressa dopo le prime ore passate nei banchi.
Tra gli studenti infortunati ce ne sono anche 4.300 di origine straniera (pari a quasi il 6% del totale). Una collettività che, in linea con l'andamento e il consolidamento della presenza straniera in Italia, è cresciuta notevolmente negli ultimi decenni. Le comunità straniere prevalenti tra gli studenti infortunati sono: rumena (circa 900 casi), albanese (circa 400), marocchina (circa 350), moldava (circa 250), ucraina (circa 170) e indiana (circa 120).
Le regioni dove si registrano più infortuni sono Lombardia, Emilia e Veneto.
Le riflessioni che si possono fare sono le seguenti:  a volte gli infortuni si potrebbero evitare in quanto la vivacità in classe trova copertura e giustificazione da parte dei genitori che sono sempre pronti ad accusare i compagni di classe e non accettano l'esuberanza del loro figlio anche comportamenti non consoni alla vita in classe. Spesso gli alunni si rincorrono durante la ricreazione ed assumono codici di comportamento che sono comuni in famiglia e che vorrebbero ri-attuare in classe. Il rispetto delle regole è uno degli elementi cardine per tentare un calo vertiginoso degli infortuni occasionale. Poi ci sono quelli durante le attività sportive, che inevitabilmente accrescono la casistica delle situazioni pericolose a scuola. Un'attenta vigilanza degli insegnanti, a volte non è sufficiente. Bisognerebbe educare anche alle modalità per vivere una ricreazione che non sia sfogo di vivacità repressa durante le ore di lezione ma momento di socializzazione di interscambio e di confronto anche gustando la merenda diversa, la merenda multiculturale,  tutti assieme.


Tags: infortuni, scuola


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