Diario 18 Novembre

(Marina) Prof, oggi è troppo nervoso. Le dà fastidio tutto, non capisce che stavo scherzando...
Ma come, lei puo scherzare e noi no?
(Matteo). Prof, oggi lei sembra arrogante, avevo solo fatto una battuta ma lei se l'è presa come chissà che...

È vero. Oggi era meglio se me ne stavo a casa...mi fa male la testa, mi brucia un occhio, forse ho la congiuntivite, ma volevo essere presente...chissa' poi perche'? Chi me o fa fare? È forse/si tratta dell'ultimo anelito di buonsenso oppure di stupidità, proprio non saprei. Tanto, alla fine, nessuno se ne accorge di questi minimi gesti di buon senso. Poi, però, mi dico, va bene così, non deve accorgersi nessuno di quello che faccio. Lo faccio perché lo voglio fare...
E così passano anche questi brevi e trascurabili momenti in cui ti senti incompreso...


(Michele) Facciamo un po' di casino, ragazzi. Andiamo in auditorium per il corso sulla sicurezza mentre il prof ci aspetta in classe. Giochiamo sul fatto che sono arrivate due circolari, una diceva che il corso iniziava alla prima ora e una alle 8.30... possiamo far finta di non aver capito.


La collega Rita, sempre gentile, mi chiede come va con le mie classi. Sai, mi dice, io che ci sto da anni qui, ci sto bene, e mi interessa sapere come si trovano quelli che ci stanno da poco. Lei e' impegnata da sempre nella crociata per far comprendere che nei professionali si può anche star bene , lavorare con profitto, non sentirsi inferiori. Ma viene smentita subito. Il collega Elio dice ad alta voce che a lui gli sale l'angoscia al solo pensiero di stare in classe con questi scalmanati fino alle soglie dei settant'anni...Almeno andare a insegnare in un liceo, dice, che lì sono tutti lì a sentirti belli e fermi nei banchi.
La collega Rita e mi guarda per dire, ma dove l'ha sentito che al liceo si comportano cosi?
 

(Marina) Prof, può leggere meno velocemente? Non riesco a seguire, non capisco metà delle parole che dice...

Toccato, vero. Quando leggo tendo a correre, penso di annoiare, voglio finire subito. Leggere in classe piccoli brani insieme, commentarli, mi sembra un modo più dinamico di fare lezione, anche se poi, penso, e vengo al dunque, che qualsiasi metodo vada bene, basta che raggiunga qualche risultato. Anche se a pensarci non è che sia proprio così. Forse è meglio dire che bisogna avere più metodi a disposizione, non privilegiarne nessuno, partendo sempre da metodi attivi, partecipati, democratici, diciamo...

(Marco) Io faccio Leonardo, chi fa Paolo e chi Vittoria? Prof, mi piace quando interpretiamo le parti in alcune scene di commedie famose, mi sento a mio agio, sto attento a quando intervenire, mi sembra quasi di entrare nel personaggio, di capirne il carattere...anche se poi in classe dura troppo poco, un paio di pagine ed è finita...

Se posso, quando posso, di un autore teatrale sceneggiamo (giochiamo)  in classe qualche scena. Non è mai successo finora, nella mia esperienza, che i ragazzi non abbiano interpretato le parole teatrali all'altezza della situazione, si sono sempre comportati benissimo, e la partecipazione è stata sempre soddisfacente.
Poi, leggiamo un articolo sul bio-testamento, capiamo che la chiesa alla fine è un po' più avanti di alcuni fedeli che nell'articolo vengono chiamati granitici nelle loro posizioni superate e retrograde. La discussione, piena di buonsenso, si mantiene attiva sul fatto che tutti sono d'accordo con la scelta di poter interrompere la vita quando non è più vita, quando non c'è più niente da fare, quando si è solo in uno stato vegetativo. Rievochiamo il caso di Eluana Englaro...qualcuno dice che però ci deve essere una legge chiara, non è che qualcuno all'improvviso decide di farla finita e noi lo aiutiamo pure....



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