Contratto economico, il rischio degli annunci-camomilla
Gianfranco Scialpi - 11-11-2017

I siti professionali assolvono ad un compito molto importante: commentare, riflettere sulle novità. Non sempre gli interventi sono adeguatamente ponderati. Qualche volta si fanno "abbagliare" da particolari che possono rappresentare dei "cavalli di Troia", finalizzati a fiaccare le resistenza. In altri termini, rischiano di abbassare la tensione, la resistenza dall'interno.
E' il caso di interventi apparsi su alcune testate online, riguardanti l'accelerazione che il governo intende dare alla vertenza contrattuale. Mi spiego. Titoli che mettono in evidenza la somma di arretrati lordi, rischiano di sortire un effetto-camomilla sulla categoria.
L'insistere o il mettere in evidenza le cifre lorde possono abbassare la resistenza e la "rabbia democratica" dei docenti. Situazione creata per una vacanza contrattuale durata tanto. Troppo. Praticamente otto anni. Per due anni e mezzo, inoltre, è stata disattesa una sentenza della Corte Costituzionale ( 24.06.15) che ha sancito l'illegittimità del blocco, ma non per il passato.
Gli anni di "vacche magre" favoriscono una "struttura mentale" disposta ad accettare come "male minore" l'elemosina dell' una-tantum (ricordo che questa soluzione non copre economicamente il pregresso) e del "irrispettoso aumento" lordo. Per farmi capire, un terreno arido da diversi anni, assorbe rapidamente "la pioggerelina", senza alcuna resistenza.
Ritengo inopportuno da parte di chi lavora nella scuola e per la scuola, dare voce alla suddetta struttura mentale. Questa scelta fa il gioco del governo che punta a chiudere la vertenza contrattuale, massimizzando il risultato da esibire nella prossima campagna elettorale. A questo aggiungo l'effetto disarticolante la categoria, allargando la frattura tra gli operatori. Detto in altro modo, temo che molti docenti accetteranno "l'elemosina" degli arretrati", spinti da un pragmatismo che impregna la vita di ogni giorno. Dall'altra parte, pochi rifiuteranno verbalmente questa mancetta, in nome di una idealità d'altri tempi. In sintesi avremo una situazione dove la divisione depotenzia il potere contrattuale collettivo degli operatori della scuola, confermando il cinismo sotteso al detto "Divide et impera". Conviene giocare per la controparte? La risposta è semplice, ma la scelta operata dai siti può condurre da un'altra parte.



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