Confusi ma esperti
Francesco Di Lorenzo - 05-09-2017




Sembra proprio che l'unico problema di questo governo e della scuola italiana siano i vaccini, mentre invece la confusione continua a regnare incontrastata. Tra la richiesta di proroga per mettersi in regola, le indecisioni di altri e l'incompetenza di molti, sul tema si è creata una specie di cordata dell'ignoranza che non tiene conto degli schieramenti. Ormai siamo talmente abituati che nemmeno ci facciamo più caso. La novità sarebbe il contrario, ma purtroppo la chiarezza non è all'ordine del giorno. E allora porte aperte al caos, che qualcuno si ostina a chiamare ancora complessità? Naturalmente la confusione è alimentata anche da chi, leader o meno che sia, sente il vento di destra e lo cavalca.
Intanto la Rete degli Studenti Medi, per bocca del suo coordinatore nazionale Giammarco Manfreda, prende posizione sulla sperimentazione dei Licei Brevi che quest'anno scolastico partirà in un centinaio di scuole. Manfreda non è d'accordo né sul metodo, né sul merito. Egli dice che la scuola deve, 'attraverso una seria riforma dei cicli, tenere in considerazione le capacità dello studente di comprendere e scegliere il percorso di studi più adatto a lui'. Non come si sta facendo, in pratica, risparmiando sulla scuola pubblica attraverso il taglio di un anno di studi che porta solo vantaggi economici ma anche conseguenti svantaggi formativi. Si parla di un risparmio di miliardo e 300milioni a scapito degli studenti.
Per operare seriamente, sempre secondo Manfreda, bisogna partire ripensando la scuola secondaria di primo grado, la scuola media, che per ora è una specie di anticipatore di contenuti che saranno ripetuti poi nella secondaria superiore. E inglobare, invece, quest'ultima in 'una riforma complessiva che sappia mettere in discussione un sistema vecchio che non risponde più alle esigenze della società attuale'.
Il sunto è che non si può riformare niente a compartimenti stagni. Bisogna avere un'idea di scuola adeguata ai tempi, con un'unica direzione che coinvolga tutto il sistema.

...

Naturalmente per l'inizio del nuovo anno scolastico sui giornali fioccano le ricette per salvare la scuola italiana dalla rovina. Ognuno, banalmente, propone la sua soluzione e come tanti italiani che si trasformano in commissari tecnici per partite della nazionale, le proposte messe in campo sono molteplici, variegate e anche alquanto fantasiose. Addirittura qualcuno ha proposto come idea originale, cioè sua, l'introduzione e la centralità della relazione educativa come ultima spiaggia che sanerebbe la scuola italiana. E questo, senza nemmeno fare un passaggio o citare coloro i quali alla fine degli anni settanta del secolo scorso, questi concetti li hanno già con competenza elaborati, introdotti, presentati e masticati.(M. Postic, La relazione educativa, 1979).
Ma andiamo oltre e incontriamo invece la scuola reale, la scuola cioè che non si perde in chiacchiere. Così scopriamo che la regione Puglia ha, in percentuale, il più alto numero di scuole impegnate in progetti didattici a distanza 'eTwinning'. Di cosa si tratta? In pratica, eTwinning offre una piattaforma per lo staff (insegnanti, dirigenti scolastici, bibliotecari, ecc...) delle scuole dei paesi partecipanti per comunicare, collaborare, sviluppare progetti e condividere idee; in breve, partecipare alla più entusiasmante community europea di insegnanti. La piattaforma nata su iniziativa della Commissione Europea nel 2005, ad oggi conta 480mila iscritti di 36 paesi partecipanti, ben oltre i membri dell'Unione Europea, quindi. In totale gli iscritti italiani sono 53mila e appartengono a 14mila nostre scuole, dunque a quasi il 29% delle scuole presenti sul territorio italiano. Le lingue straniere sono la materia più scelta per i progetti di gemellaggio, ma non mancano altre discipline che comprendono l'ambiente, l'arte, la musica, il teatro, la salute, lo sport. In fondo, partecipare a eTwinning vuol dire coinvolgere tutta la scuola, principalmente i ragazzi per uno scambio di idee e di metodi, tutto in un contesto internazionale e multiculturale. Che è un po' quello che manca e che serve.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf