Quello che ci aspetta
Francesco Di Lorenzo - 21-08-2017

Dunque, il nuovo anno scolastico che sta per iniziare, verrà gestito e coordinato da una ministra che conosciamo ormai da qualche mese. Ma chi è, veramente, la neo-ministra? Ecco una serie di brevi sue notizie biografiche.

La ministra Valeria Fedeli è nata nel 1949 in provincia di Bergamo. Inizia ad insegnare nella scuola materna con il regolare diploma triennale, e dopo essersi trasferita a Milano, prende anche il diploma di assistente sociale.

Ma è con i diversi incarichi in CGIL, prima minori poi sempre più importanti, che arriverà nel dicembre 2016 a diventare ministro dell'Istruzione. Nel curriculum vitae che ha inserito su sito del ministero, si può leggere l'escalation degli incarichi, via via sempre più importanti che l'hanno portata da semplice delegata dei lavoratori degli enti locali e della sanità milanese, passando per varie segreterie nazionali, prima ad essere eletta senatrice, poi vice presidente del Senato ed infine ministro. Naturalmente con piacere leggiamo, sempre dallo stesso curriculum, che in tutti questi anni le sue battaglie sono state sempre sostenute all'insegna del riformismo pragmatico, in favore del cambiamento, e tese al raggiungimento di obiettivi concreti per i lavoratori e in particolare per i diritti e le libertà delle donne.

Ora, oltre a qualche suo scivolone storico su chi tra Vittorio Emanuele e Vittorio Amedeo firmò l'armistizio del 1796 (cose di poca importanza), sembra proprio che fino ad oggi grandi idee sulla scuola, questa ministra, non le abbia ancora palesate. E forse, a pensarci, non deve neanche farlo, perché il suo compito è quello di difendere la Buona Scuola di Renzi. È o non è, questo governo, la continuazione di quello precedente? Quindi, non si può certo stravolgere il lavoro già fatto, il solco già segnato. Però, diciamo, qualche idea di contorno, qualche corollario, qualche abbellimento, qualche fantasia se la potrebbe pure permettere, che forse, alla fine, il presidente Gentiloni (che non è Renzi) gliela potrebbe anche far passare.

E lei, come se avesse percepito l'aria che tira, qualche iniziativa di cui si sentiva il bisogno l'ha presa. Infatti, all'inizio di luglio ha scritto di suo pugno una lettera al portiere del Milan, che di cognome fa Dommarumma ed ha solo 18 anni. Il ragazzo, frastornato da milioni di euro che gli sono all'improvviso piovuti addosso, aveva deciso di partire in vacanza per Ibiza, invece di presentarsi a sostenere gli esami finali di maturità. Nella missiva la ministra, molto comprensiva, lo esortava a dare il buon esempio, elencando tutta una serie di azioni positive che incontra chi si forma frequentando la scuola. Tutto bene, anche ribadire questi principi che Donnarumma sicuramente ha apprezzato e saprà fare propri. Alla fine, si è trattato solo di un momento di debolezza. Il ragazzo saprà porvi rimedio, grazie anche all'aiuto della ministra che, però, a fine lettera, lo esorta a 'non mollare'. Non si capisce bene cosa, ma va bene lo stesso.


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