breve di cronaca
La storia va cambiata, mettiamoci la melassa.
La Repubblica - 30-12-2002

Molti insegnanti, nelle loro associazioni e sindacati hanno fatto già sentire la loro protesta, e tuttavia il pericolo è che a livello massmediatico la questione si riduca a una bassa polemica sui libri di testo e si porti il dibattito su false questioni, su quanto di Stalin e di Hitler, di foibe o di gulag ci siano nei libri di storia, spostando l´attenzione dall´attacco fortissimo che questa risoluzione conduce alla scuola e alla ricerca. Non spetta al governo decidere quali siano le interpretazioni corrette di un periodo storico, né di imporre alla scuola la verità presunta. Si vuole trattare da ignoranti non solo coloro che fanno per mestiere gli storici ma anche tutti gli insegnanti, minus habentes che hanno bisogno di un Garagnani o di un Adornato per decidere quale libro di testo adottare. Nel dibattito culturale e scientifico ben vengano, come sempre del resto, dispute e opposte interpretazioni nella logica del confronto e dello scontro, non certo nel mito dell´oggettività che non è categoria della storia che per statuto è continua ricerca, che si rielabora e si ricostruisce con l´avanzare degli studi sui documenti, con lo spostamento dell´ottica di analisi, con il prevalere di tesi o interpretazioni.
Non ci si tira indietro rispetto alle grandi discussioni su storia e storiografia, su revisionismo e potere, ben vengano i dibattiti con tutte le posizioni ideologiche e culturali, ne sia tuttavia fuori l´esecutivo e il ministero. Si aggiunga che il prevalere di intromissioni improprie sulla scuola non e´ un fenomeno isolato ai libri di testo. Da un po´ di tempo una cappa ideologica e culturale spira dalle stanze del Ministero dell´Istruzione, ormai nemmeno più pubblica. Promana dai librettini sulla salute e sul sesso che planano in questi giorni sulle scuole, dalle varie raccomandazioni e indicazioni per le scuole che sperimentano la riforma Moratti, dai profili dello studente nelle varie fasi dell´itinerario scolastico che vengono presentati agli addetti ai lvori in questi giorni, ad opera di commissioni secretate, non pluraliste, che comunicano all´esterno tramite l´onnicomprensivo e onniscente– dal sesso all´ambiente – pedagogista Bertagna, inondando di una visione ideologica e unidirezionale la scuola, che, fortunatamente, ha questioni ben più importanti da gestire quotidianamente e non vi porta molta attenzione. È stato poi presentato agli addetti ai lavori il profilo dello studente della scuola superiore ed è già disponibile il profilo educativo, culturale e professionale dello studente fino ai 14 anni. Impressionante la melassa che ne cola. Tre paragrafi sul dover essere di questi ragazzini e ragazzine con cui ci relazioniamo tutti i giorni: dovrebbero essere fiduciosi , non irrequieti, attenti a dare aiuto ad anziani e disabili, capaci di adeguare le proprie scelte di vita alle proprie capacità, di porsi problemi morali e politici, di capire la differenza tra il bene e il male, di porsi le grandi domande sul mondo. Insomma, la logica del bambino più buono d´Italia, il falso buonismo di una educazione totalizzante, nella logica del controllo di tutta la personalità dello studente. Coloro che lavorano nella scuola e che hanno a che fare veramente con i giovani, al contrario di chi scrive e legifera di scuola e ne è fuori da tanto tempo o non vi è mai stato, sapranno fare ancora la loro parte, continuando a cercare di fare buona scuola tutti i giorni nonostante la scarsezza dei finanziamenti, ponendosi di fronte alle tante emergenze cognitive al di la´ di ogni ideologismo d´accatto. Tentando per altro di insegnare agli studenti la legalità e il rispetto ambientale nel dilagare dei condoni fiscali ed edilizi.

Beatrice Mezzina

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 tarvi    - 10-01-2003
E se nel testo ci fossero errori grossolani o peggio
imprecisioni ad arte ,atte ad un preciso scopo ideologico,come durante il fascismo????
Io conservo ancora il vocabolario di mia madre
del 1935(Zingarelli) e vi posso far leggere quello
che è scritto alla voce fascismo.