La scuola, questa sconosciuta
Enrico Maranzana - 04-11-2016

"Liceo classico: no, il problema non Ŕ il latino" Ŕ il titolo dello scritto di Luca Ricolfi, apparso il 16 ottobre su il sole24ore.
Un'esplicita denuncia dell'inadeguatezza (formazione) e dell'inefficacia (educazione) della scuola secondaria superiore: pochi sono gli studenti che accedono agli studi universitari in grado di organizzarsi mentalmente, di astrarre, di concentrarsi, di discernere, di sintetizzare e di dominare le problematiche linguistiche. Una carenza ascritta "alla scuola di oggi che, con la sua corsa ad abbassare l'asticella, fornisce queste capacitÓ sempre pi¨ raramente".
Nello scritto si osserva la scuola come si osserva una scatola nera. Si considerano gli ingressi e le uscite: le dinamiche interne non sono scandagliate. Tutto Ŕ rimasto nell'indeterminatezza, non Ŕ stata identificata l'origine dello stallo in cui versa l'istituzione.
Uno scenario sconcertante sarebbe apparso se la storia degli ultimi quarant'anni fosse stata ripercorsa.
Nel 1974 la scuola Ŕ stata rimodellata in conformitÓ alla dottrina scientifica: la complessitÓ del suo mandato Ŕ stata abbattuta seguendo un percorso "per successive approssimazioni".
Nel rapporto scuola societÓ, nell'identificazione delle competenze generali necessarie all'interazione con la societÓ contemporanea prende avvio la definizione del problema formativo; segue il riconoscimento delle capacitÓ sottese alle competenze generali, cui mireranno tutti gli insegnamenti. Uno specifico organismo collegiale Ŕ stato preposto a ogni responsabilitÓ.
Una ristrutturazione, una strategia che non ha prodotto effetti: stupefacente il fatto che la classe politica degli ultimi dieci anni, con sbalorditiva leggerezza, abbia attribuito l'insuccesso alla sua genesi legislativa. Se avesse fatto tesoro del postulato "un gruppo Ŕ produttivo e coeso se i membri ne condividono i traguardi" avrebbe individuato i colpevoli del malfunzionamento: i presidi non hanno mai convocato gli organismi collegiali per vincolarli alle loro responsabilitÓ. L'origine e il senso del loro lavoro sono stati occultati e la partecipazione Ŕ stata scoraggiata.
A conferma della divergenza tra norma e prassi si trascrive, dalla legge delega n.53 del 2003, la finalitÓ del sistema educativo: "╚ promosso l'apprendimento in tutto l'arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunitÓ di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacitÓ e le competenze, attraverso conoscenze e abilitÓ, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea". Il problema dell'insegnamento del greco e del latino, in tale ambito, ha una nuova definizione: quali strumenti ("attraverso conoscenze e abilitÓ") sono da privilegiare per lo sviluppo di capacitÓ e di competenze?
L'assenza di un'adeguata cultura sistemica Ŕ la causa del disservizio.

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