Animatori digitali, proponete anche l'abc
Gianfranco Scialpi - 30-08-2016
Sono un frequentatore di pagine per AD sui Social. Non faccio parte della numerosa schiera dei 8.303 AD e neanche dei circa 24.000 componenti del Team d'innovazione. La motivazione è economica. La complessità del lavoro dell'AD formalizzata con i tre compiti contenuti nella nota ministeriale del 19.11.2015, non è sostenuta da un compenso (quando è presente) adeguato.
Detto questo, nelle pagine dei Social leggo iniziative e di proposte interessanti, tuttavia quasi tutte di una certa complessità (coding e dintorni). Queste iniziative però sono "fuori portata" per chi non sa usare le nuove tecnologie. E tra i docenti sono tanti. Più di un terzo (il 43%). Nel Piano Nazionale Scuola Digitale si legge:
"I dati dell'indagine OCSE TALIS 2013 vedono l'Italia al primo posto per necessità di formazione ICT dei propri docenti: almeno il 36% ha infatti dichiarato di non essere sufficientemente preparato per la didattica digitale, a fronte di una media del 17%".
Tra gli studenti, definiti troppo frettolosamente "nativi digitali", la situazione è ancora più disastrosa. Si legge sempre nel PNSD: "Quanto alle competenze degli studenti, l'Italia è 25ma in Europa per numero di utenti Internet (59%) e 23ma per competenze digitali di base (47%). Questo divario è visibile anche nel caso delle competenze specialistiche sull'ICT (Italia 17ma) e nel numero di laureati in discipline Scientifiche o Tecnologiche (STEM), per cui l'Italia è 22ma, con 13 cittadini ogni 1.000".
Questa analisi in entrata definisce in modo stringente l'impegno degli AD e del team d'innovazione a "raggiungere tutti i docenti di ogni ordine, grado e disciplina, e non solo i singoli innovatori naturali che emergono spesso anche senza il bisogno del MIUR". (PNSD)
Detto questo mi permetto di dare un consiglio agli AD, in qualità della mia esperienza più che decennale, come Figura Strumentale per le Tic: proponete e pubblicizzate, contemporaneamente a quelle più complesse, iniziative di alfabetizzazione informatica che rilascino poi una certificazione (aspetto non secondario nel contesto attuale) come ECDl, Eipass. Probabilmente dall'indagine che avete svolto sul profilo informatico dei vostri colleghi, ci sarà una percentuale di insegnanti a digiuno o quasi sull'uso delle Tic. Certamente le conoscenze e le abilità informatiche, una volta acquisite, dovranno poi essere alimentate dalla passione, unico argine all'oblio. Nessuno può frequentare i gradi superiori dell'istruzione, se prima non passa per la scuola primaria. In un colloquio un mio collega mi diceva che per fare le acrobazie in volo, bisogna prima di tutto possedere i fondamentali.

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