San Cirietta
Lucio Garofalo - 16-08-2016
Com'è noto, il calendario cristiano rievoca oggi la festività di san Rocco, patrono di Lioni, il mio borgo natio. Ma, a quanto pare, san Rocco è un santo venerato ed onorato in numerosi luoghi d'Italia e all'estero. È una ricorrenza religiosa solenne. Non a caso, le celebrazioni in onore del santo di Montpellier sono in corso dalle 8 del mattino in quel di Villamaina, il cui patrono è san Paolino, che si festeggia il 22 giugno. Spari già di primo mattino ed il tributo musicale della banda del paese hanno già fatto un gran frastuono. I botti esplodono all'improvviso e, per reazione, partono le mie imprecazioni. Il santo in questione si festeggia qui con maggior fragore che altrove. Evidentemente, la devozione per il celebre santo di Montpellier è assai avvertita in questi borghi. Ma temo che molti compaesani e conterranei irpini, in particolare alcuni notabili politici e primi cittadini, siano ben più grati e devoti al vero "santo protettore" delle nostre contrade, il "grande benefattore" dell'Irpinia. Si pensi ai favori ed alle prebende elargite a profusione, a "grazie e benedizioni" concesse ai sudditi dei suoi feudi locali. Mi riferisco al "santo patrono" di Nusco, meglio noto come "Uomo del monte" o "grande G.", che ha "beneficiato" per decenni le popolazioni di tali luoghi. Quest'anno, san Ciriaco ha istituito una "santa alleanza" con santa Rosetta (perdonate la ripetizione). In virtù di questo "sacro accordo" hanno ricevuto la benedizione e l'investitura a sindaco i pupilli dei due "santi in terra". Ebbene, recarsi al seguito delle varie processioni in onore del santo patrono è dovere di ogni "buon fedele". La devozione verso i santi è un sentimento "pio" che ripaga chi sa dimostrarlo. Così come, a maggior ragione, la devozione verso un potere assai più profano.

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