Una visione poco chiara
Francesco di Lorenzo - 25-06-2016
Man mano che si vanno ad applicare parti ed elementi della legge sulla 'Buonascuola', si scoprono sempre di più le magagne. Adesso è il momento dell'applicazione del comma 70, il quale prevede la costituzione di reti di scuole. A detta di molti tale comma limiterebbe di fatto l'autonomia scolastica. Intanto, le reti si costituiranno per legge e ne faranno parte tutte le scuole 'presenti nell'ambito territoriale di pertinenza'. In pratica non c'è possibilità di scelta. Non solo. Il problema vero è che alle reti verranno assegnate anche funzioni di gestione dei servizi, vale a dire un subdolo decentramento amministrativo che però funzionerà alla dirette dipendenze dei direttori degli uffici scolastici regionali. In parole povere, l'autonomia vera delle scuole verrà 'ulteriormente snaturata e ridotta'.
La differenza con il Regolamento sull'autonomia del 1999 è evidente. Là si parlava di scuole che erano libere di realizzare reti di scopo. Tali reti, attraverso accordi, convenzioni e intese, davano più forza a collaborazioni basate intanto sulla propria autonomia perché nessuno le costringeva, ponendosi poi l'obiettivo di raggiungere scopi didattici, formativi, culturali e di ricerca. Si capisce che si trattava di tutt'altra cosa.
Così come adesso prevede il comma 70, l'autonomia invece di essere rafforzata viene depotenziata. Un becero tentativo di tornare al centralismo burocratico, fatto passare per libertà. Le solite manfrine che non ci portano da nessuna parte.

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La ministra Giannini, ancora lei, in prima fila nelle notizie relative a questa parte finale dell'anno scolastico 2015-16.
In questi giorni ha inviato al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione il regolamento nuovo di zecca che servirà a reclutare altrettanto nuovi (anzi nuovissimi) dirigenti scolastici. Il parere tecnico-scientifico dovrà essere espresso sulle caratteristiche che dovrà avere non più il Preside, tutto circolari e carte, ma un dirigente all'altezza dei tempi, e in primo luogo poliglotta. Tra le altre caratteristiche il nuovissimo dirigente dovrà essere un grande organizzatore, un motivatore provetto e dovrà possedere grande dimestichezza con l'informatica.
Tutte cose che si dicono nella scuola, sui nuovi dirigenti scolastici, da almeno una ventina di anni, e che la teoria dell'organizzazione predica da molto di più, naturalmente, in forme e modi più complessi e diversificati. Solo che da noi la teoria resta teoria, quanto all'applicarla, quella ce la perdiamo per strada.
Ma poi, tra l'altro, sembra proprio che non basti saper parlare una lingua straniera per essere degli innovatori. Un buon dirigente, si diceva una volta, da solo non fa una buona scuola, come una 'Buona scuola' (quella della riforma attuale) non farà di certo un buon dirigente. I nodi sono altri, ma quelli non vengono neanche sfiorati.

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