Filodiretto
Scaffali - 14-12-2002
La sezione Scaffali di Fuoriregistro attiva con oggi una nuova area:






Uno spazio di dibattito aperto insieme agli autori
che ci hanno messo a disposizione i loro libri e le loro storie:
pagine in cui è possibile intervenire liberamente, porre domande, leggere ed esprimere pareri, commentare e criticare,
per intrecciare fili di pensiero in una comune ricerca comunicativa



Ringraziamo i primi due scrittori che hanno "rotto il ghiaccio", con proposte e provocazioni più che attuali e coinvolgenti.


Vincenzo Andraous

Non mi reputo uno scrittore né un poeta, credo di avere qualcosa da comunicare, senza alcuna presunzione di insegnare nulla a nessuno, o salvare alcuno dal proprio destino. Raccontarci la nostra storia personale può significare la nascita di una amicizia, di un sentimento gratuito, allora anche la mia storia, la mia gran brutta storia può diventare motivo di riflessione per tentare di intravedere il pericolo dei rischi estremi, in quel mito della trasgressione che spesso diviene devianza…e poi risalire dal baratro diventa difficile. Poniamoci domande, anche difficili, e tentiamo insieme risopste percorribili sui grandi temi che condiscono poi le nostre scelte quotidiane

Maurizio Ferraris

Cinque "provocazioni" per dar inizio al "dibattito":

1) Quale scuola è la più refrattaria al cambiamento?
2) In quale disciplina/materia/programma/tipo di scuola si studiano in Italia le pubblicità?
3) Il concetto di dispersione scolastica non va applicato in modo più pertinente alla sola scuola dell¹obbligo? Oppure anche quando uno abbandona gli studi universitari si parla di dispersione scolastica?
4) Chi conosceva la valle del Panshir, prima che scoppiasse la guerra? E Kandahar? E chi conosceva come funzionava l¹economia afgana? E la sua storia, e le sue tradizioni? Con quale consapevolezza Parlamento e comandi militari italiani hanno deciso di andarli a bombardare e/o aiutare? Quando cacchio abbiamo mai studiato l¹Afghanistan?
5) È vero che in molte scuole italiane si sta ormai istituzionalizzando la "settimana dell¹occupazione"? Non è forse un bisogno degli studenti ­ di alcuni almeno ­ di sentirsi in qualche modo padroni del loro territorio? Di socializzare al di là delle gerarchie vigenti nelle aule, delle campanelle che scandiscono rigidamente gli orari, dei bidelli-secondini?

Partecipare a FILODIRETTO è semplicissimo: basta inserire il proprio intervento nel form predisposto ed in tempo reale lo si vedrà apparire sulla pagina.
Qualunque ulteriore disponibilità o proposta per l'iniziativa sarà graditissima.
Buona conversazione!
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