Solamente una questione di cellule?
Francesco di Lorenzo - 28-11-2015
Gli studenti hanno detto no alle proposte, secondo loro propagandistiche, di Renzi. Il bonus di 500 euro ai neodiciottenni è solo fumo negli occhi e la cifra stanziata per le borse di studio è insufficiente. Sono su questa linea gli aderenti alla Rete della Conoscenza, di Link-Coorinamento Universitario e l'Unione degli studenti. Insomma, dicono, se si vuole fare sul serio e non lanciare solamente degli spot, le strade sono altre. Per esempio, bisogna concentrarsi su misure strutturali e abbandonare definitivamente la propaganda. Come? Il portavoce nazionale della Rete della Conoscenza, Riccardo Laterza, dice: «L'accesso al patrimonio storico-artistico e ai consumi culturali dovrebbe essere una priorità da affrontare seriamente per restituirli davvero alla cittadinanza e alla fruizione pubblica, seguendo modelli di altri Paesi europei, come la Francia, che prevedono la totale gratuità dell'ingresso a musei e siti culturali, in quanto parte fondamentale della formazione garantita dallo Stato, per le nuove generazioni». Tutti insieme, poi, sono d'accordo nel dire che il problema del diritto allo studio deve essere affrontato in modo serio e diverso da come finora è stato fatto. Si devono garantire veramente le fasce più deboli della popolazione e non stilare lunghe liste di 'idonei non beneficiari' di borse di studio, che sono una contraddizione evidente: come dire, io ho accertato che tu non hai i soldi per studiare, ma neanche io, Stato, riesco a darteli. Non è così che funziona, dicono quelli di Link-Coordinamento Universitario, se non si riesce a trovare una cifra così irrisoria (rispetto alle manovre della finanziaria) capace di coprire tutti quelli che ne hanno bisogno, vuol dire che c'è disinteresse e negligenza verso il problema. Insomma è una questione di idee, di prospettive e di DNA (qualcuno direbbe di cellule): a questo governo non interessa la scuola di tutti e per tutti, e, specialmente, non interessa aiutare chi è economicamente svantaggiato.
Chi si accontenta, invece, e approva la manovrina annunciata da Renzi, è l'associazione StudiCentro, i cui aderenti evidentemente godono nel sentire slogan, spot e propaganda. Ma, a proposito, chi sono?

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Quando la provincia fa scuola, o perlomeno tenta di fare scuola. A Teramo, sul problema del telefonino in classe, i dirigenti scolastici, in maggioranza, hanno assunto una posizione conciliante, di dialogo anziché di repressione. Piuttosto che farsi consegnare il telefono preventivamente, oppure sequestrarlo se viene usato in classe, i dirigenti scolastici hanno proposto un uso consapevole del mezzo. Tanto più che oggi il concetto di semplice telefono è superato, e quando si parla di telefonino si tratta in realtà di un mezzo informatico a tutti gli effetti. Tablet e smartphone
sono strumenti che in fondo, se usati correttamente, servono in classe per ricerche di vario genere e possono diventare una risorsa tecnologica da non demonizzare, come a volte si è tentati di fare.
Tanto più che adesso, con la notizia fresca della piena attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il Miur ha chiesto alle scuole di nominare entro il 10 dicembre prossimo un esperto in materia informatica. In pratica si tratta di un animatore digitale, che sarà un docente di ruolo, e avrà il compito di organizzare e seguire il percorso di digitalizzazione della propria scuola di appartenenza. Ci saranno quindi 8500 insegnanti, uno per ogni istituto, che lavoreranno per la diffusione della cultura digitale e cercheranno di farlo stimolando la partecipazione e la creatività degli studenti. Questo dice il ministero.
Per la formazione di tali docenti animatori, il Miur ha stanziato 850mila euro, mentre alle singole scuole saranno assegnati 1000 euro (sic) per realizzare le attività e i progetti avviati da questa figura. Numeri e stanziamenti che lasciano parecchi dubbi sulla loro consistenza, ma che assumono tutto un altro significato se visti invece nell'ottica stringente della propaganda e dello spot.

Tags: bonus studenti, borse di studio, Rete della Conoscenza, Link-Coorinamento Universitario, Unione degli studenti


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