La scuola di figli e figliastri
Francesco di Lorenzo - 21-11-2015
Delle due l'una, o ci accontentiamo di continuare ad essere un popolo di poeti fregandocene della matematica e delle materie scientifiche in generale, oppure corriamo ai ripari. La notizia è che in Italia mancano i prof di matematica, ma prima ancora mancano gli studenti che la studiano. (Naturalmente, il connubio tra matematica e poesia ha dato, e dà, risultati eccellenti, ma si tratta di casi sporadici).
Il risultato sotto gli occhi di tutti, invece, è che soltanto 430 prof di matematica su un totale di oltre 70mila, hanno fatto domanda di assunzione tramite l'organico potenziato della 'buonascuola' (per le scuole medie, in tutta Italia, le richieste di prof di matematica sono state una decina). Questo vuol dire che tra poco dovremo importare docenti da altre nazioni, il che non è affatto negativo, sia chiaro!
In pratica, secondo i dati del ministero dell'Istruzione, l'Italia per numero di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche è al 22esimo posto in Europa, con una media di 13 cittadini su 1000.
Se ci può consolare, secondo gli ultimi dati Ocse-Pisa, il livello di preparazione degli studenti italiani in matematica, pur essendo inferiore di nove punti rispetto alla media degli altri paesi europei, negli ultimi 12 anni è salito ed è in netto miglioramento. Ma evidentemente ancora non basta.

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Quando non è la scuola statale ad offrire possibilità di riscatto. Infatti, per arginare il fenomeno della dispersione, a Firenze hanno deciso in altro modo. Attraverso un progetto proposto dal Centro studi turistici e il Cescot, agenzia espressione di Confesercenti, sono stati formati quaranta giovani che sono diventati camerieri, aiuti cuoco e barman. La motivazione che hanno dato i rappresentanti del Centro studi turistici è questa: 'La dispersione scolastica può fare molti danni. Alcuni di questi ragazzi sono stati salvati in tempo dall'incombente minaccia di pericolose devianze, droga, alcol. E avviati su un percorso virtuoso che consentirà loro un inserimento sereno nel mondo del lavoro...'.
Lo scopo finale è proprio il lavoro: il corso di formazione per ottenere la qualifica prevede 2100 ore di cui 630 di stage sul campo. E così, si possono vedere i ragazzi impegnati a servire a tavola nelle pause pranzo in uno dei tanti convegni che si tengono in città, alla Fortezza da Basso, sede storica di convention e incontri. Qui il lavoro non manca, in tre giorni verranno serviti 8500 pasti, anche da chi aveva abbandonato la scuola ed ora ha trovato un'altra possibilità per sentirsi utile e lavorare.

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Numeri, invece, che fanno ben sperare sono quelli relativi al progetto 'quotidiano in classe'. Quest'anno saranno interessati oltre due milioni di studenti delle secondarie superiori, in pratica più del 79 per cento del totale e coinvolgerà 45 mila professori che hanno dato la loro disponibilità. L'iniziativa, promossa, dall'Opge (Osservatori permanenti giovani-editori) ha visto salire le adesioni, dai quasi 100mila del 2000, ai più di due milioni di quest'anno. Nelle intenzioni dei promotori le notizie dovranno essere messe a confronto sviluppando così negli studenti il senso critico, anche comparando le edizioni online di alcuni giornali. Insomma, se l'iniziativa viene intesa come momento di aggiornamento e sviluppo della didattica e se si integra all'educazione civica, va benissimo. Se diventa solo un modo per pubblicizzare prodotti, ancorché informativi, allora bisognerà correre ai ripari. L'antidoto è usare anche altri giornali, quelli di opposizione, quelli che non sono inseriti nella lista dei partecipanti. Adesso, con le edizioni online, è anche più facile farlo.

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Poiché il quotidiano l'Unità ha riportato in uno speciale di ben quattro pagine le storie di chi, da precario della scuola è diventato stabile (tutte storie esemplari e commoventi, per carità), sembra giusto che un pensiero vada rivolto anche a tutti gli altri che pur avendo avuto le stesse caratteristiche, non ce l'hanno fatta. Ad esempio, gli insegnanti della scuola dell'infanzia e gli educatori.

Tags: buonascuola, matematica, dispersione, scuola materna, educatori


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