A proposito di oggettività e di rigore scientifico: confronti
Fuoriregistro - 14-12-2002
Dalla risoluzione 7-00163 sull'insegnamento della storia, approvata dalla VII commissione:

... il Consiglio d'Europa ha di recente adottato la prima raccomandazione sull' insegnamento della storia in Europa nel XXI secolo: il documento, nell' ottica della promozione della dimensione europea dell'insegnamento, stigmatizza l'incompatibilità con i principi fondamentali del Consiglio d'Europa delle falsificazioni e delle manipolazioni ideologiche della storia. E' indubbio che negli ultimi anni nella scuola italiana è prevalsa una visione ideologica che ha sovente alterato fatti storici incontrovertibili per fini di parte, in una pura ottica politica



Il testo della raccomandazione

CONOSCERE E INSEGNARE LA STORIA

Dovremmo tornare tutti a scuola per approfondire la nostra conoscenza della storia: non a quella scuola in cui la storia e le altre materie ci venivano insegnate in modo alquanto poco interessante e inadeguato, alla scuola della vita.
Dovremmo studiare la storia riflettendo sugli eventi del passato e su quelli attuali, sulle loro cause ed effetti. Per esempio, dovremmo tentare di penetrare la storia dell'Afghanistan per comprendere quanto sta accadendo in quel Paese, le ragioni per cui, là, le persone sono diverse da noi e provano sentimenti fortemente negativi verso il nostro modo di vivere. Non abbiamo alcuna possibilità di comprendere gli altri e di vivere in pace con loro se non abbiamo un interesse sufficiente per la storia mondiale. A scuola abbiamo studiato le Crociate senza considerare il punto di vista dell'"altra parte". La storia, se insegnata ed appresa nel modo giusto, è uno strumento per promuovere la collaborazione fra le nazioni.
Il Consiglio d'Europa sta lanciando una linea
di guida per l'insegnamento della storia. I suoi 43 Stati membri (48 nella sezione culturale) dovrebbero attenersi ai principi contenuti nel documento approvato. Gli insegnanti di storia devono aprirsi a nuovi metodi, inclusa la moderna tecnologia dell'informazione, fare riferimento a fonti alternative in appoggio ai documenti scritti ed accertarsi che i manuali di storia non presentino tagli nazionalistici. Il Consiglio ha ispirato e supportato l'aggiornamento dei manuali di storia in Russia e nel sud-est
Europa. L'oggetto di studio nei manuali di storia europea è ora il continente nella sua interezza, continente che, a sua volta, partecipa e fa parte della storia mondiale.
Dovremmo ristudiare la storia, quale strumento per comprendere gli altri, consapevoli che nell'ignoranza si radica e cresce ogni male.


Dalla risoluzione 7-00163 sull'insegnamento della storia, approvata dalla VII commissione:

...si pensi, ad esempio ad un momento particolarmente significativo dell'attività della scuola come quello dell'adozione dei libri di testo: il libro di testo è lo strumento didattico ancora oggi più utilizzato mediante il quale gli studenti realizzano il loro percorso di conoscenza e di apprendimento. Esso
rappresenta ... lo strumento attraverso il quale i ragazzi formano la propria conoscenza critica: possiamo, dunque, lasciare che un manuale di
storia venga scelto ignorando quei criteri di trasparenza e di "laicità" che lo rendono un viatico prezioso per lo studente che voglia acquisire una
cultura davvero completa...



Il Miur sull'adozione dei libri di testo per l'a.s. 2002/2003

Fase di consultazione

L’adozione dei libri di testo costituisce un momento particolarmente significativo dell’attività della scuola. Il criterio di fondo che presiede a questa delicata operazione è definito dall’art. 4 del Regolamento sull’Autonomia il quale stabilisce che la scelta, l’adozione e l’utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, debbono essere coerenti con il Piano dell’offerta formativa e attuate con criteri di trasparenza e tempestività.

L’adozione dei libri di testo, come stabilisce l’art. 7 del Decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, rientra nei compiti attribuiti al collegio dei docenti, dopo aver sentito il parere dei consigli di interclasse o di classe. La prima fase di valutazione dei testi rappresenta quindi un’occasione importantissima per la partecipazione dei genitori alle attività scolastiche e per la loro collaborazione con il corpo insegnante. Nella normativa di riferimento viene infatti auspicata la costituzione di comitati misti, formati da docenti, genitori e studenti, per operare un’analisi preliminare sia dei testi già in uso che delle nuove proposte editoriali.

Adozione

Le indicazioni che emergono dai momenti collegiali di valutazione agevolano così la parte finale dell’intero procedimento, quella in cui i collegi dei docenti assumono le deliberazioni di adozioni, scelgono cioè definitivamente i testi su cui gli studenti intraprenderanno il loro percorso verso l’apprendimento e la crescita.

Tra i requisiti di cui il collegio dovrà tenere conto in questa delicata operazione vi è quello relativo allo sviluppo di contenuti fondamentali delle singole discipline, per cui il libro dovrà presentare contenuti propri di ogni insegnamento, evidenziando al contempo i nessi e i collegamenti con altre discipline; quello che concerne l’impiego di un linguaggio coerente con l’età dei destinatari, studiato quindi per garantire la massima comprensibilità; il libro di testo deve inoltre recare ben chiara l’indicazione bibliografica, per permettere eventuali approfondimenti; esso, infine, deve essere presentato con indicazioni che ne rivelino impostazione e metodologia, e deve dichiarare i prerequisiti necessari agli studenti per una completa fruizione dello strumento didattico, nonché gli obiettivi di apprendimento che il libro stesso si prefigge e i criteri per eventuali verifiche. Costituisce nota di merito la presenza all’interno del libro di un glossario che aiuti a comprendere il significato dei termini di uso meno frequente utilizzati nel testo. Tutto questo, senza tralasciare le indicazioni di carattere generale, relative ad esempio al numero delle pagine e al formato del volume, contenute nei relativi decreti sulle norme e le avvertenze per la compilazione dei libri di testo da utilizzare nella scuola dell’obbligo ( tra gli altri il D.M. 547 del 7/12/1999).



Dalla risoluzione 7-00163 sull'insegnamento della storia, approvata dalla VII commissione:

...lo studio della storia svolge una funzione centrale nel processo formativo fin dagli anni dell'infanzia: le categorie sono delle chiavi di lettura
fondamentali di tutta la realtà e lo studio della storia ha un ruolo fondamentale nella strutturazione della memoria e della coscienza nazionale e di gruppo;



Dal PROGETTO BROCCA triennio - STORIA - FINALITA'

1. Ricostruire la complessità del fatto storico attraverso l'individuazione di interconnessioni, di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti.
2. Acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia, seleziona, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici.
3. Consolidare l'attitudine a problematizzare, a formulare domande, a riferirsi a tempi e spazi diversi, a dilatare il campo delle prospettive, a inserire in scala diacronica le conoscenze acquisite in altre aree disciplinari.
4. Riconoscere e valutare gli usi sociali e politici della storia e della memoria collettiva.
5. Scoprire la dimensione storica del presente.
6. Affinare la "sensibilità" alle differenze.
7. Acquisire consapevolezze che la fiducia di intervento nel presente è connessa alla capacità di problemizzare il passato.
Le finalità del triennio riprendono e sviluppano le finalità del biennio. Esse descrivono due campi di intervento. Il primo riguarda la specificità del lavoro storico e lo statuto epistemologico della storia, e ad esso fanno riferimento le finalità 1 - 4 sulla complessità del fatto storico, sul laboratorio delle fonti e dei concetti, sull'uso della memoria storica. Il secondo riguarda i bisogni formativi degli studenti, che vengono individuati nella esigenza della realizzazione di sé e dell'apertura al mondo e agli altri: la storia aiuta ad apprezzare differenze, a orientarsi nel mondo. In ciò consiste la scoperta del presente come storia (finalità 5, 6 e 7). Le finalità nel loro insieme individuano, inoltre, uno specifico aspetto del triennio, che consiste nell'attitudine a porre domande, a costruire problemi, analizzarli, interpretarli e valutarli.

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