Per il bene della storia
Gianni Mereghetti - 13-12-2002
E' vero che nella scuola italiana vi sono numerosi libri di testo faziosi, ma la commissione Cultura della Camera ha scelto il modo peggiore di affrontare la questione. Infatti non è con il controllo del governo che si eliminano le storture di un insegnamento che è tra i più delicati, ma promovendo una reale libertà di insegnamento e una altrettanto reale libertà di scelta della scuola.

Libertà di insegnamento non significa infatti dico e scrivo quel che voglio, ma la libertà di insegnare una disciplina secondo un’ipotesi interpretativa che deve essere esplicita e quindi verificabile dagli studenti, i quali a loro volta devono essere liberi di andare a imparare quella disciplina da un’altra parte.

Questo è ciò che manca nella scuola italiana, e manca perché ancora domina l’idea che le materie scolastiche siano neutrali, il che è la più grande menzogna!
Gianni Mereghetti Abbiategrasso

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 Caelli Dario    - 16-12-2002
Condivido le afformazioni e aggiungo che la presunta neutralità è sempre a danno dei soliti (Chiesa) e a vantaggio di tutti (quelli di sinistra). E' buono ciò che essendo neutro è però laicista e liberale, ma anche un po' relativista e se possibile amorale. Sempre per rifuggire lo stato etico!!!

Poi però ci si lamenta di una crisi etica nello stato e nel modo di intendere la funzione di servizio allo Stato con quanto ne consegue. Ci si lamenta che i giovani non hanno più rispetto della vita, altrui e loro, che spesso sono responsabili di gesti di gravità inaudita. Si riporta sempre il problema alla scuola, dove però deve essere bandito l'insegnamento di valori morali in nome di una visione laica e del rispetto delle coscienze. In realtà non si raggiunge alcuna soluzione ai problemi dei giovani se questi devono solo confrontarsi in un'arena di opinioni senza una guida e senza un criterio di discernimento, spinti dalle passioni e dalle emozioni, sciolti in un liberatorio grido di protesta e guidati in una autodiagnosi psicologica tanto fragile quanto superficiale.

La storia serve se senza menzogne ci aiuta a leggere il presente senza paure irrazionali o da ignoranza e se ci aiuta a cogliere quei valori che hanno guidato la costruzione della nostra società.