Deportazione dintorni: le parole sono potenti
Vincenzo Pascuzzi - 07-10-2015
"Deportato è chiunque venga prelevato, non necessariamente con la forza fisica ma anche agendo su un bisogno primario, da un luogo e forzatamente costretto a risiedere in un altro!"

Deportazione. E' una parola terribile, che ha attraversato il lato più oscuro del Novecento, eppure è stata utilizzata con astiosa leggerezza per lamentare che molti precari di antica data diventeranno di ruolo lontano da casa, come se l'eterna migrazione da Sud a Nord non accadesse -purtroppo- fin dalla nascita dello stato unitario italiano. Adesso la scuola è iniziata, quasi 700.000 precari sono stati stabilizzati, i presidi (dirigenti scolastici) non hanno ancora iniziato a sparare sui professori, non tutti i problemi sono stati risolti e forse non lo saranno mai, i docenti riceveranno 500 euro per curare e documentare la propria formazione individuale, ma c'è chi annuncia già scioperi e parla di "marchetta".

http://www.articolo21.org/2015/10/deportazione-gender-minoranza-le-parole-sono-potenti

La gabbia scolastica è tale perché bambine e bambini e ragazze e ragazzi devono essere sottratti al fuori, alla libera circolazione e alla libera esperienza. Bambine e bambini e ragazze e ragazzi devono essere deportati in massa, ogni giorno, molto presto, allo scoccare dell'ora del lavoro totale, e fino a che l'ora del lavoro totale non termina. Lì sono messi ai ceppi dell'immobilità e della passività, per anni e anni, fino a che non siano pronti per essere a loro volta caricati nel ciclo del lavoro totale.

http://comune-info.net/2015/01/scuola-gabbia

"La Buona scuola assume i tratti della deportazione di massa paventata da docenti e sindacati". Eccola la nuova parola totem: i deportati. Che segue l'altra che ci allieta da mesi: gli esodati, cioè le vittime di stragi sempre di massa della riforma previdenziale firmata Elsa Fornero.

http://www.ilfoglio.it/politica/2015/09/06/esodati-e-deportati___1-v-132434-rubriche_c297.htm

Gentile redazione, desidero porre la vostra attenzione sul termine "deportazione" usato e abusato in questi giorni, in merito al trasferimento dal Sud al Nord dei neoimmessi in ruolo. La parola è stata adoperata alquanto impropriamente, in quanto, al di là dei tristi fatti storici che richiama alla mente, ben più tragici di questi che stiamo vivendo, "deportazione" presuppone l'essere con la forza portati via da un luogo contro la propria volontà. Pertanto, non mi sembra che questo sia il caso: è opportuno ricordare che la domanda di assunzione presentata da questi docenti è stata di tipo volontario; quindi, essendo facoltativa, si poteva anche non inoltrarla.

http://www.orizzontescuola.it/news/sul-termine-deportazione-sulle-lamentazioni-dei-neoimmessi-ruolo-e-sul-dramma-dei-non-nominati

Deportazione: pazzesco. Se coloro che devono insegnare ai ragazzi italiani il corretto uso della loro lingua si esprimono in questo modo, c'è da dubitare che conoscano adeguatamente l'italiano, e soprattutto la storia

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10153180930997545&id=92106667544

"Questa è una pagina triste della storia del precariato, il governo ha ignorato le nostre esigenze. Loro non hanno badato a nulla, avevano solo l'obiettivo di coprire dei posti. Non gliene frega nulla di noi. La mia vita potrebbe essere stravolta nel giro di quindici giorni. In famiglia ne parliamo continuamente: abbiamo deciso che se dovessi partire lascerò Palermo con il bambino; mio marito resterà qui".

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/12/riforma-il-piano-assunzioni-rischia-di-causare-un-grande-esodo-ansia-dei-prof-dobbiamo-scegliere-lavoro-o-famiglia/1952450

"È stata calpestata la dignità del mondo della scuola. Siamo stati deportati in regioni lontane quando avevamo fatto i concorsi territoriali. Ma non solo: ci sono tanti ragazzi disabili senza assistenza": queste alcune delle motivazioni dei contestatori, che hanno interrotto i relatori, a cominciare da Faraone, con slogan e fischi. "È stato soltanto un piccolo gruppo, la platea era con me. Le riforme non si fermeranno, anche perché abbiamo dato 160 mila nuovi posti di lavoro", ha commentato Faraone al termine della manifestazione.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/09/27/news/palermo_faraone_contestato_dai_precari_della_scuola_alla_festa_dell_unita_-123809309

Il termine "deportazione", appare già in alcuni articoli di luglio scorso, ma si afferma e buca i media a partire dal 14 agosto, allo scadere delle domande per l'immissione in ruolo ovunque, comunque e purchessia. "Deportazione" travolge e distrugge l'effimero castello di carte (false) indicato come "Buona Scuola". "Ho scelto di lasciare Palermo per Torino ma mi sento deportata". Così Maria Sparacino intervistata da Repubblica il 15 agosto, e in procinto di lasciare marito e due figli di 10 e 14 anni, per prendere il ruolo a 52 anni.

http://www.tecnicadellascuola.it/item/13551-deportazione-dei-precari-ovvero-039-troll-contro-trolley-039.html

Del significato delle parole: "Eccola qui la lingua dei padroni, il politicamente corretto, la lingua che non comunica e che serve a prevaricare....non si può più usare il termine deportazione? Ah sì? E perché? A chi fa male? A una pletora di giornalisti venduti? Ai cultori del buonsenso all' italiana del tipo ringrazia dio, c' è chi sta peggio? Agli imbonitori feroci della filosofia della "flessibilità del lavoratore"? Ai geometri del diritto = privilegio, difesa della dignità umana = sovversione? Alla casalinga di Voghera rimbecillita di reality show e uscite ai centri commerciali? Al MagniFigo Matteo e alla sua corte di giovanotti non giovani? Deportato è chiunque venga prelevato, non necessariamente con la forza fisica ma anche agendo su un bisogno primario, da un luogo e forzatamente costretto a risiedere in un altro!" (Alessandra Fantauzzi)

http://www.aetnascuola.it/deportazione-deportazione

Tags: deportazione, precari, buona scuola


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