breve di cronaca
Il Diritto al Lavoro dei disabili
Ds online - 12-12-2002
Il Governo e la maggioranza confermano in Aula l'articolo 2 del decreto legge 236 e bloccano per un anno la piena attuazione della legge sul collocamento dei disabili.


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 OTTOBRE 2000, N. 333
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE PER L'ATTUAZIONE DELLA LEGGE 12 MARZO 1999,
n. 68 RECANTE NORME PER IL
DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI

ARTICOLO 11
(Disposizioni transitorie relative al computo della quota di riserva)

1. I datori di lavoro pubblici e privati, ai fini dell'assolvimento
dell'obbligo di cui all'articolo 3 della legge n.68 del 1999, possono
computare i lavoratori disabili giÓ occupati ai sensi della legge sul
collocamento obbligatorio nonche i lavoratori di cui all'articolo 18,
comma 2, della citata legge, nei limiti della percentuale ivi
prevista.

2. Fino all'entrata in vigore di una disciplina organica del diritto
al lavoro dei soggetti di cui all'articolo 18, comma 2, della legge
n.68 del 1999, e comunque in via transitoria per un periodo di 24
mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, i
datori di lavoro pubblici e privati computano nelle quote
obbligatorie di riserva di cui alla citata legge tutti i lavoratori
gia occupati in base alla previgente normativa in materia di
collocamento obbligatorio e mantenuti in servizio per effetto delle
disposizioni di cui alla medesima legge n.68.




Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 238 dell'11/12/2002
Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge
n. 236 del 2002: Termini legislativi in scadenza (approvato dal
Senato) - (A.C. 3450)

......
........
AUGUSTO BATTAGLIA. Questo provvedimento non Ŕ soltanto un
decreto-legge , bensi esso contiene alcune norme di
estrema gravita, che possono assumere un rilievo notevole per alcune
categorie di cittadini particolarmente svantaggiati. Mi riferisco in
particolare all'articolo 2 e all'articolo 5 (naturalmente quello
soppresso, signor relatore: quello che era previsto nel testo
iniziale ma che nell'esame al Senato e stato soppresso, con
l'approvazione di un emendamento del Governo).
L'articolo 2 proroga fino al 31 dicembre 2003 una norma contenuta nel
decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 2000, n. 333, che
consentiva alle aziende pubbliche e private di conteggiare
nell'aliquota del 7 per cento prevista dalla legge n. 68 del 1999
(quella sul collocamento al lavoro dei lavoratori disabili) anche le
categorie di orfani e vedove, assunti ai sensi della precedente legge
2 aprile 1968, n. 482.
Perche era stata emanata quella norma? Voglio ricordare ai colleghi
che la legge n. 68 del 1999 e stata approvata all'unanimita da questo
Parlamento, dopo circa una ventina d'anni di discussione parlamentare
e, quindi, con una lunga attesa da parte dei disabili italiani e
delle loro associazioni.
Si tratta di una legge estremamente innovativa, una legge che,
rispetto alla legge n. 482 del 1968 - che prevedeva un collocamento
molto burocratico, che non teneva conto dei problemi dell'azienda e
delle esigenze e delle particolare difficolta dei lavoratori disabili
-, ha introdotto una serie di procedure innovative (le convenzioni,
il collocamento mirato, varie forme di flessibilita) prevedendo,
addirittura, la riduzione dell'aliquota - che, con la legge n. 482
del 1968, era del 15 per cento - al 7 per cento. Tuttavia,
trattandosi di un meccanismo innovativo, che ha previsto sia per le
aziende sia per i servizi di collocamento una serie di nuove
incombenze, in sede di approvazione della legge, si e convenuto che
alcune norme sarebbero entrate in vigore in date scadenzate. Cio
proprio al fine di consentire alle aziende e ai servizi di
collocamento di attuare nel miglior modo questa legge. Infatti, era
previsto che, nel giro di un paio d'anni, la suddetta legge sarebbe
andata a regime.
Dunque, proprio al fine di non appesantire le aziende di incombenze,
di problemi, per consentire loro di conoscere a fondo i meccanismi
della legge, di raccordarsi con il collocamento e di svolgere
un'analisi dei propri bisogni aziendali, il decreto del Presidente
della Repubblica n. 333 del 2000 prevedeva 24 mesi di tempo, che
sarebbero dovuti servire a due cose: da una parte, a far conoscere
meglio alle aziende la legge, dunque a consentire loro di prepararsi
e, dall'altra, a consentire alle regioni di adottare tutti i
provvedimenti necessari per mettere in campo tutti quei nuovi servizi
di collocamento mirato, di collocamento al lavoro dei disabili, che
la legge avrebbe dovuto istituire. I 24 mesi, previsti dal decreto n.
333, sono scaduti nell'ottobre di quest'anno, quindi circa un mese e
mezzo fa.
Dopo tre anni dall'approvazione della legge, si presuppone che gli
uffici di collocamento siano a posto - e posso confermare che gli
uffici di collocamento nella gran parte dei casi sono a posto - e che
le aziende, che hanno studiato questa legge dal lontano 1999, siano
pronte, conoscendo ormai a memoria questo testo legislativo dal primo
all'ultimo articolo.
Allora, cari signori del Governo, mi dovete spiegare per quale motivo
siano necessari altri 14 mesi di proroga di una norma che, a questo
punto, ha un solo scopo, vale a dire quello di non applicare la legge
n. 68. Infatti, nella precedente legge n. 482 era prevista
un'aliquota del 15 per cento, suddiviso tra le varie categorie; per
effetto di un meccanismo che tecnicamente si chiamava scorrimento gli
orfani e le vedove furono assunti in misura molto superiore al 2 per
cento previsto dalla legge. Cio avvenne per vari motivi: perche gli
invalidi di guerra non c'erano piu, perche magari le aziende
trovavano piu conveniente assumere lavoratori normodotati piuttosto
che lavoratori disabili. Quindi, se conteggiamo quel 3, 4, 5 per
cento di orfani e vedove di lavoratori assunti ai sensi della legge
n. 482, l'aliquota del 7 per cento risulta coperta sia nelle aziende
pubbliche sia in quelle private. Inoltre, a distanza di tre anni
dall'approvazione della legge - e, con questa norma, addirittura a
distanza di quattro anni -, non ci saranno i posti per avviare i
lavoratori disabili.
Dunque, questa norma che sembra una proroga di termini, in realta
costituisce un attacco ingiustificabile, che il Governo promuove nei
confronti del diritto al lavoro dei disabili; quindi si tratta di una
norma odiosa ed inaccettabile.
Chiediamo che questa norma venga ritirata. Durante la discussione in
Commissione affari costituzionali, a fronte di queste argomentazioni,
il rappresentante del Governo si era riservato di dirci qualcosa in
aula. Oggi vediamo che il rappresentante del Governo e cambiato. Il
sottosegretario Cursi mi dice che il senatore Ventucci non ha
trasmesso nulla a chi, oggi, rappresenta qui il Governo.
Allora, ci volete dire se siete favorevoli o contrari all'inserimento
nel lavoro dei disabili? Dovete sapere che ci sono 200 mila disabili
ed oltre, iscritti alle liste di collocamento previste della legge n.
68 del 1999: questi disabili e le loro associazioni hanno atteso
vent'anni una riforma, che gli e stata data dal primo Governo di
centrosinistra, se mi consentite. Da quando siete al Governo, state
facendo di tutto per annullare quella legge. Vi ricordo che un mese
fa siete venuti qui con un altro provvedimento, in cui proponevate
che, per il collocamento dei disabili, si utilizzasse la forma del
lavoro interinale: in pratica, nessuna garanzia per questi
lavoratori, con la possibilita di essere cacciati via da un momento
all'altro dal datore di lavoro. Di fronte alle nostre proteste avete
dovuto ritirare il provvedimento. Oggi, non contenti di cio, vi
presentate con quest'altra norma che, per un anno e mezzo circa,
impedira di avviare al lavoro altri lavoratori disabili che aspettano
da anni.
Questo e inaccettabile. Questo provoca danni enormi sul piano
sociale, perche c'e gente che aspetta li, in lista, e che ha avuto
fiducia nel lavoro che abbiamo svolto e nella legge. C'e gente che
sperava che, con la nuova legge, i posti di lavoro sarebbero venuti
fuori. Invece, con questa norma, impedite che i posti vengano fuori,
perche non ci sara un ministero, non ci sara un comune, non ci sara
una regione, non ci sara un'azienda privata che avra la disponibilita
di posti da mettere in campo per l'assunzione dei disabili.
Allora, su questo ci dovete fornire delle risposte. Abbiamo
presentato una serie di emendamenti su cui, domani, vi terremo a
lungo, finche non ci darete risposte chiare. E non le dovete a noi.
Le dovete a quei 200 mila lavoratori disabili che aspettano un posto.
Le dovete alle associazioni alle quali avete fatto promesse e con le
quali vi siete impegnati per l'attuazione della legge, anche in
campagna elettorale. Quelle associazioni, oggi, vi stanno chiedendo
di ritirare l'articolo 2 perche si tratta di un articolo che avra
effetti sociali estremamente negativi. E vi dico anche che e inutile
che il sottosegretario Guidi istituisca e convochi, presso il
Ministero della salute, una commissione per affrontare i problemi dei
disabili. E inutile che il ministro Maroni e la sottosegretaria
Sestini dicano e proclamino che l'anno prossimo sara l'anno europeo
dei disabili. Per fare cosa? Per fare altre chiacchiere? Per fare dei
convegni? Intanto, vi dico che quei convegni diventeranno un calvario
per voi. Diventeranno un calvario per voi. Vi conviene non farli.
Pero, vi dico che se iniziamo l'anno europeo dei disabili con una
norma che nega il diritto al lavoro dei disabili, lo cominciamo
proprio male.
Quindi, vi chiediamo di riflettere su questo argomento e sui nostri
emendamenti. Avete tempo per ritirare l'articolo 2. Ci sono i tempi
tecnici per trasmettere nuovamente il provvedimento al Senato. Ma
questo e un articolo che non puo passare. Questo e l'articolo con il
quale tradite tutti gli impegni che avete assunto con le associazioni
dei disabili. E cio e estremamente grave, oltre alla gravita concreta
del fatto che ci saranno migliaia di persone che potrebbero andare a
lavorare e che restano fuori dal mondo del lavoro.




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