Qualcosa in cui credere
Francesco di Lorenzo - 20-06-2015
1. Con il prossimo anno scolastico, il caos è assicurato. È questo uno dei titoli più gettonati nell'ultima settimana. Lo si ritrova più o meno uguale, o con poche variazioni, in tutte le informazioni riguardanti la scuola.
E, sinceramente, a tal proposito, non si sa se assecondare il principio di natura 'nostalgico-passatista' per cui se c'è il caos la situazione è eccellente, o se, semplicemente, c'è da aver paura del nostro più immediato futuro.
Tutti sono sul piede di guerra con tutti. Minacce e sensazioni non ben definite si aggirano e si notano con sempre più evidenza. Qualche associazione di dirigenti scrive al ministro che continuando così si mette a rischio l'anno scolastico. E se fosse proprio questa la soluzione? Chiudere per un anno la scuola? Naturalmente è uno scherzo e un paradosso, ma stiamo attenti, ormai, tra annunci e smentite, il paradosso non solo è incombente, ma è diventato una costante.

2. Sugli esami di maturità: le tracce della prima prova erano varie e nel complesso semplici, ma ce n'erano anche di profonde e che presupponevano conoscenze non da poco. Insomma, c'era ampia libertà di scelta e infatti così è successo.
Naturalmente negli istituti tecnici e professionali la scelta è caduta in maggioranza sulla 'comunicazione social', sui cambiamenti avvenuti con l'avvento del web, ed era naturale che fosse così. Una tematica del genere qualsiasi docente l'ha dovuta affrontare per forza, rendendo più facili le cose ai maturandi.
Tra le notizie di contorno, abbiamo appreso che a Milano una studentessa si è presentata all'esame con il 'pancione', che si chiama Melissa, che è felice e che a settembre si sposerà. Auguri.
Si è appurato, poi, che nelle tracce, sempre della prima prova, c'è stato il solito strafalcione del ministero, qualche errore di grammatica e qualche attribuzione sbagliata, ma siamo nella media. Mentre, a causa di un incendio nella sede d'esame, 450 ragazzi della provincia di Bergamo, hanno dovuto interrompere la prova quando erano a quasi metà del tempo e la dovranno rifare.

3. La domanda è: se l'84% dei giovani del sud è disposto a trasferirsi ovunque per trovare lavoro, che ne sarà di questo territorio? Domanda retorica quanto si vuole, ma incombente e minacciosa. Lo rivela una ricerca condotta dall'istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l'Università Cattolica, insieme a vari altri enti.
Il focus tiene conto delle risposte dei giovani tra i 19 e 32 anni, i quali hanno affermato per il 50% dì essere disposti ad andare anche all'estero pur di lavorare. Mente il 34% per lavorare si sposterebbe lo stesso, ma restando nell'ambito italiano.
E queste, indubbiamente, non sono notizie esaltanti. Anche perché tra quelli che sono pronti a partire, la maggioranza è costituita da chi ha un titolo di studio più alto. Quindi si tratterebbe di impoverimento non solo generazionale ma anche di conoscenze e di competenze. In questo modo per il sud, se non si riesce ad invertire tale tendenza, il futuro è solo una scommessa.
Se poi si incrociano i dati delle risposte che gli stessi giovani hanno dato per quanto riguarda la sfiducia (molto alta) nella politica, si capiscono molte cose. Si capiscono e basta, perché per le possibili soluzioni, non c'è alba.

4. C'è una fondazione americana che attribuisce il premio 'Global Teacher Price' che corrisponderebbe al Nobel per l'insegnamento. Ebbene, la notizia è che nonostante la poca informazione, tra i 50 finalisti selezionati, si sono piazzati due docenti italiani. Uno dei due si chiama Daniele Manni, insegnante di informatica all'istituto di istruzione superiore "Galilei-Costa" di Lecce. Il prof ha scritto una lettera a Renzi e Giannini per informarli della sua partecipazione, ma anche per sollecitarli a dare più spazio e pubblicità a queste iniziative. Intanto, se su un totale di 5000 docenti di tutto il mondo, dall'Italia sono giunte solo 14 segnalazioni (di docenti straordinari). Ma se tra questi 14 segnalati due si sono classificati tra i primi 50 (del mondo), qualcosa vuole dire. Intanto che poniamo poca attenzione a queste cose che potrebbero essere da esempio.

Tags: Renzi, Giannini, docenti, scuola, buonascuola, esami di maturit, eccellenze


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