Stai serena, scuola!
Francesco di Lorenzo - 13-06-2015

Un ministro dell'Istruzione letteralmente scomparso, incidenti di percorso per il Ddl in commissione al Senato, sciopero degli scrutini, richiesta di avviare subito le immissioni in ruolo dei precari, di rimandare l'altra parte della riforma a settembre e il rischio che tutto possa slittare di un anno, sono solo alcuni dei temi sul tappeto. Come dire, niente di nuovo sotto il sole. La confusione c'è, è innegabile, e non si capisce come andrà a finire. Oppure si sa, ma si fa finta di non saperlo.
E non ci conforta sapere, dal rapporto annuale di Eurydice, che lo stato di salute della nostra scuola non regge il confronto con Spagna, Francia e Germania. Cose dette e stradette? Vero. Ma neanche prese mai in seria considerazione, questo è il punto.
Tralasciando le altre questioni, tra cui quella importantissima dell'età media degli insegnanti italiani che è altissima, esaminiamo il confronto con altri paesi per quanto riguarda la valutazione degli insegnanti. Partendo dal fatto che gli stipendi dei docenti stranieri sono di gran lunga superiori, e questo è già un buon motivo per dire che se vieni pagato bene devi anche accettare che si valuti il tuo lavoro, rimane che in nessuno degli altri paesi sono i genitori e gli alunni (la Buonascuola) che hanno voce in capitolo nel valutare i docenti. All'estero, c'è sempre un sistema misto costituito da dirigenti interni ed esterni che effettua la valutazione. E questo sembra indubbiamente più giusto, più equo e di buon senso.

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Sullo sfruttamento del lavoro minorile i dati sono forniti dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) e da Save the Children, e sono questi: in Italia ci sono almeno 340mila ragazzi al di sotto dei sedici anni che lavorano (e non potrebbero) e di questi 28mila sono coinvolti in lavori pericolosi per la loro salute e la loro sicurezza.
I dati, che sono stati diramati alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno, dicono che nel mondo almeno 168 milioni di minori sono sfruttati attraverso il lavoro. Oppressi da lavori che possono essere: cucire scarpe da ginnastica, fare palloni e sgusciare i gamberetti che arrivano sulle nostre tavole. Naturalmente quelli che vivono in Italia fanno altri tipi di lavori, e la spia, il segnale, per portare allo scoperto tale fenomeno, è il controllo dell'abbandono scolastico e della mancata frequenza a scuola. E se è vero che, come denuncia il Telefono Azzurro, la maggior parte dei bambini e ragazzi coinvolti sono per l'assoluta maggioranza di nazionalità straniera, è anche vero che non ci sono zone di elezione: proprio in questi giorni, nel Cuneese sono stati denunciati 144 genitori per non aver mandato i figli a scuola. Insomma, c'è mancanza di controllo sia nel mercato del lavoro che nella scuola, mentre basterebbe che si lavorasse in sinergia per portare allo scoperto il fenomeno e cercare delle soluzioni.
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Ed ora una nota sentimentale che, forse, non guasta. Sul Piccolo di Trieste, il giornalista Carlo Spric, che è anche insegnante, riflette sul fatto che nella 'riforma' si parli di scuola solo in termini di 'funzionamento di tipo aziendale'. E si lamenta che alla fine si discuta di qualche capetto in più che verrebbe immesso nel sistema, come se veramente fosse questo il problema. Non si parla, invece, delle 'relazioni interpersonali' che sarebbero le sole efficaci per costruire un clima favorevole all'apprendimento. Parla poi di un esempio personale, e in sostanza rileva come se tu docente accogli, alla fine vieni anche accolto, specialmente da quelli che sembrano i più restii a farlo. Di tutto questo nella Buonascuola non c'è traccia. Vero. La mancanza totale nella 'riforma' di riferimenti alle metodologie e alla didattica dell'insegnamento è preoccupante. Forse ci siamo persi qualcosa e ci sarà un seguito, forse queste son cose che non interessano i proponenti? Non si sa. Fatto sta che tra i proponenti c'è il presidente Renzi che sulle questioni inerenti ai rapporti interpersonali è un'autorità. Il suo 'stai sereno, Enrico!', ce lo ricordiamo tutti. E ne dovremmo trarre le dovute conseguenze.


Tags: Renzi, docenti, scuola, dispersione, abbandono scolastico, lavoro minorile


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