Renzi e la vittoria del cappero
Bianca Maria Cartella - 02-06-2015
Abbarbicato sulla roccia, nasce spontaneamente e non necessita neache di particolari cure. Come l'italico Matteo, abbarbicato alla sua poltrona, vi si è spontaneamente insediato, non necessitando neanche del voto del popolo sovrano. Proprio come chi lo aveva preceduto.
La spontaneità è il suo punto di forza: non ha bisogno di conferme ed il 5-2 delle elezioni regionali lo appaga quanto vincere una partita a PES.
Non ha compreso, il poverino abbarbicato, che la sua è una vittoria del cappero! Non ha compreso che se la metà degli italiani ha disertato le urne, una motivazione di umano disincanto dovrà pur esistere! Non ha compreso che la percentuale acquisita dal suo rottamato partito è passata dal 40% al 20%. Non ha compreso che quel 20% di gradimento significa che lui - il Renzi-Re - è gradito al 20% della metà degli italiani aventi diritto al voto. Non ha compreso che la Campania è nelle mani di un suo amico impresentabile che difficilmente potrà governare... a meno che anche i giudici del TAR non appartengano alla giustizia del cappero! Non ha capito che in Puglia, il suo amico - ora Governatore - è un amico del cappero, visto che si è apertamente schierato CONTRO una serie di improvvidi provvedimenti. Non ha capito che la protesta degli insegnanti non è contro qualsiasi riforma, bensì contro questa riforma del cappero che Renzi-rottamatore si ostina a chiamare Buona Scuola!
Adesso gli sarebbe necessaria una lavagna a quadretti: giusto per farsi due calcoli. Giusto per riconsiderare i numeri del gradimento nei confronti del Governo che, abbarbicato, presiede ed i numeri della protesta - aperta e chiara - nei confronti dello scempio riformista del cappero, perpetrato ai danni dei pensionati, degli esodati, degli insegnanti, dei lavoratori e delle italiche genti.
Se ne avessi il tempo gli consegnerei - personalmente - una calcolatrice. Trattasi, infatti, di grandi numeri. I numeri del dissenso che superano abbondantemente i numeri del consenso. Ma, sfortunatamente, non posso... avendo deciso di dedicare il mio limitato tempo libero alla raccolta dei miei rigogliosi capperi dei quali, senza rancor, allego una foto...
Nei calcoli, potresti chiedere un aiutino ai tuoi alleati di sempre: gli esponenti del centro destra! Perché, guarda che s'è capito benissimo, da Monti in poi destra e sinistra sono state sempre insieme nel voto. S'è capito che siete tutti d'amore e d'accordo abbarbicati gli uni agli altri e ciascuno alla sua poltroncina dal costo scandaloso; s'è capito che anche per il Disegno di Legge in materia di istruzione - sorry "distruzione" - siete tutti sulla stessa sponda. Quindi, Renzi-Re, non accampare scuse del cappero: visto che la Aprea dice che è il suo disegno di legge; la Gelmini dice che è il suo disegno di legge; tu ne rivendichi fortemente la paternità... Insomma, approfitta dell'incertezza e ritiralo subito! Anzi, prima di subito.
E prendi nota del fatto che fatto 100 il numero dei votanti: se 50 non vanno a votare è perché non ti vogliono bene; se 25 votano il M5S, unico movimento alternativo alla vecchia politica alla quale appartieni anche tu, è perché non ti vogliono bene; se 5 votano amici e parenti vari perché hanno candidati in famiglia, restano 20 affezionatissimi ad un partito che, consentimi, è cosa diversa da te...
Dunque, Renzi, non restare lì abbarbicato come un cappero; ascolta la protesta del popolo sovrano: dimettiti perché questa vittoria è davvero una vittoria del cappero! Fidati!
Bianca Maria Cartella (Insegnante nella Scuola Vera)


Tags: Renzi, ddl, buona scuola, elezioni regionali


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