Il curricolo nascosto
Cesp Bologna - 14-04-2015
Il curricolo nascosto. Decostruire a scuola stereotipi e pregiudizi eterosessisti

La libertà di essere omosessuali ma anche eterosessuali senza essere eterosessisti: l'ennesima sfida all'inclusività in una scuola, quella italiana, che ancora oggi è troppo poco laica e altrettanto poco aperta alla differenza, nonostante i roboanti proclami riformistici della politica.
I COBAS Scuola (attraverso il Centro Studi per la Scuola Pubblica), in collaborazione con Arcigay, hanno raccolto in due convegni di formazione, svoltisi a Trieste e a Bologna, le voci di studenti, insegnanti, psicologi per confrontarsi e fare il punto sulla situazione della discriminazione di genere e omo-transfobica nelle scuole.
Dalla felice esperienza di quegli incontri è nata questa pubblicazione, con la volontà di continuare a dare voce e visibilità a quanto troppo spesso cade nel silenzio e nell'indifferenza, svelando, allo stesso tempo, i molteplici meccanismi sessisti ed eterosessisti che agiscono in modo più o meno subliminale nel mondo della scuola, dai Collegi docenti ai libri di testo, fino ai tristemente noti fenomeni di bullismo omofobico
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INTRODUZIONE

Il Convegno Il curriculum nascosto costituisce per il CESP una novità importante; non per i temi affrontati, già da tempo oggetto di attenzione e impegno, quanto per la modalità organizzativa e i soggetti coinvolti.
La disponibilità di Daphne Greco, studentessa delle scuole superiori, a svolgere un intervento centrato sulla propria esperienza vissuta ha rappresentato infatti un'occasione per ripensare l'impianto complessivo del convegno includendo le/gli studenti sia come relatrici che come pubblico. Non solo quindi una comunicazione di adulti destinata ad insegnanti, ma anche di studenti che parlavano agli adulti e insieme ai loro coetanei. Il tema omofobia-eterosessismo è stato così posto al centro di una discussione polidirezionale in cui si sono intrecciati, anche nell'intenso dibattito, punti di vista, saperi, esperienze e linguaggi differenti. Una situazione dunque insolita per un convegno di formazione rivolto al personale della scuola.
Con l'approvazione del Collegio dei docenti, una scuola secondaria di Bologna ha accettato di aprire la possibilità di partecipazione al convegno CESP non solo al personale in servizio, ma anche alle/agli studenti interessate/i, con un numero complessivo limitato. Le richieste di partecipazione, analogamente a quanto previsto per i docenti, sono state individuali e volontarie ed hanno potuto essere accolte solo in misura inferiore alle effettive richieste. Il criterio della scelta individuale in alternativa alla partecipazione di intere classi è stato posto in coerenza con l'idea di preservare pienamente la motivazione e l'indipendenza di ogni studente.
Il mondo della scuola nella sua complessità è stato quindi protagonista del convegno. Il CESP ha assunto consapevolmente questo sfondo e questo orizzonte per rappresentare una domanda e un bisogno che riguarda l'intera comunità scolastica e non solo le persone oggetto di discriminazione.
L'interesse per il tema dell'omofobia si pone nell'alveo della discussione sul razzismo presente da anni nelle proposte del CESP. Il razzismo come dispositivo di costruzione di identità e di discriminazione ha assunto storicamente forme diverse, tanto da rendere analiticamente necessario parlare di razzismi al plurale. Tuttavia permane un medesimo schema di fondo che agisce nei processi di definizione e fissazione di identità sociali che si pretendono date in natura e che vengono classificate come inferiori o anormali. L'adozione del termine eterosessismo indica proprio questa internità dell'omofobia al discorso razzista. Ciò che coinvolge in modo diretto l'intera comunità scolastica non è dunque il tema dell'omosessualità, ma piuttosto quello delle vie di discriminazione che la attraversano e che fanno di ognuno di noi il portatore di comportamenti che producono, riproducono o contrastano il razzismo omofobico. In questo convegno parliamo dunque della libertà di essere omosessuali e insieme della libertà di essere eterosessuali senza essere eterosessisti.
Proprio perchè ogni discorso razzista ha una sua specificità non possiamo non ricordare almeno un elemento peculiare dell'omofobia nel contesto scolastico.
I muri e i banchi delle scuole sono coperti di scritte omofobiche. Il ricorso al termine gay come insulto - anche nella modalità dello scherzo - è diffuso e utilizzato in modo generalizzato nei confronti di qualsiasi persona. Il bersaglio può non essere direttamente il singolo studente,
attaccato e denigrato perché omosessuale, ciò che conta è l'utilizzo dell''omosessualità come criterio regolativo delle relazioni sociali; l'effetto è quello di costruire un linguaggio comune che definisce chi è dentro e chi è fuori dalla comunità e si fonda su meccanismi di complicità, in particolare nel mondo maschile.
L'adozione di parole e comportamenti contro gli omosessuali per molti adolescenti costituisce un veicolo di accesso alla comunità dei maschi, un modo per sentirsi normali. Proprio per questo ogni gesto di sottrazione a questo universo simbolico diventa significativo, anche il semplice porsi delle domande, il tirarsi in disparte dall'ammiccamento scontato, la partecipazione a incontri come questo.
La partecipazione, il coinvolgimento e gli apprezzamenti ricevuti dagli studenti e dagli insegnanti per questa insolita giornata di scuola sono un segnale incoraggiante e forse anche l'indicazione per il CESP di un percorso da intraprendere.

Luca Castrignanò

INDICE

Luca Castrignanò - Introduzione
Daphne Greco - Un'esperienza
Margherita Bottino - Orientamento sessuale e identità di genere: glossario di base.
Pina Caporaso - Stereotipi e ruoli di genere nella scuola primaria
Davide Zotti - Il dispositivo dell'esclusione: l'omofobia a scuola
Maurizio Betti - Adolescenti e bullismo. Un profilo psicologico
Elisa Poli - Il mio intervento al convegno
Teresa Rossano - Educazione al genere e identità
Tiziano Tosarelli - "Un nuovo look per la secchiona". Un percorso sugli stereotipi di genere con alunni e alunne della scuola primaria
Valentina Millozzi - Educare al genere, diseducare agli stereotipi: alcune riflessioni e strategie didattiche per la scuola media
Marco Reglia - Omosessualità: repressione e uso politico

Appendici

Davide Zotti - Questa mattina... La mia scelta di disobbedienza civile
Barone/Bozzetta - Il diritto e il rovescio. Una canzone contro l'omofobia

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf