Ri...Petizione per la Graduatoria Unica Nazionale
Francesco Raddi - 12-03-2015
In queste ultime due settimane, dopo aver chiuso la petizione per la graduatoria unica nazionale ed aver spedito le firme raccolte, mi sono fatto una "scorpacciata" di post pubblicati su vari gruppi FB che discutono di precariato, e delle promesse e mancate assunzioni del governo Renzi, di ruolo e di impossibilità al ritorno nelle province di residenze (indipendentemente dal numero di anni passati), di invio di e-mail di massa, di partecipazione allo sciopero di domani a Roma...
Ho partecipato ad alcune discussioni in alcuni gruppi Facebook che propongono e discutono sulle iniziative da intraprendere per dar voce alle difficoltà della classe docente così bistrattata.
Ho anche firmato altre petizioni, proposte da docenti di ruolo, perché solidale con le loro precoccupazioni.
Ho pubblicato anche i miei post sia comunicando i risultati raggiunti con la petizione sia discutendo di alcune iniziative di protesta sia chiedendo idee su possibili soluzioni da proporre al governo.
In questo mio "girovagar per post" ho letto molte cose, soprattutto la "rabbia" dei precari ma anche la "paura" di quelli già di ruolo e la litigiosità che serpeggia tra i docenti...
Mi torna in mente, quando lanciammo l'iniziativa della petizione (due anni fa), le discussioni accese che lessi in vari forum tra i favorevoli al concorso e i precari contrari che mai avrebbero fatto il concorso.
Ma questa rabbia e questa paura giovano solo ad alcuni e NON SONO I DOCENTI!
Anche perché la classe "docente" non ha capacità aggregativa, non è unita, non ha reali punti di riferimento (è scarsa anche quella sindacale). Il numero dei gruppi sul solo Facebook e le varie motivazioni per cui sono stati aperti devono far riflettere...
E ancora: tra docenti di ruolo e docenti precari vi è, penso da sempre, una sorta di "guerra" per cui ogni azione di protesta avviata dagli uni non "può essere" appoggiata dagli altri e viceversa... Anzi ho letto anche di una "guerra" tra precari ovvero tra gli iscritti nelle G.a.E. e gli iscritti nelle G.I.
Penso anche che sul precariato moltissimi ci "mangiano" e ci "marciano". Nulla in contrario alla vendita di prodotti e servizi, ma lo sfruttamento delle necessità altrui è qualcosa che io, personalmente, soprattutto in qualità di docente, ho sempre, lasciatemelo dire, SCHIFATO.
Mi riferisco, in particolare, sia al giro di affari relativi ai "corsi di preparazione" ai concorsi o ai test di ingresso ai vari TFA, PAS, SOSTEGNO, (per non parlare dei corsi di aggiornamento, Master, etc.) sia a ciò che non va nelle rappresentanze sindacali: ho come la sensazione di essere sempre preso in giro!
In ogni caso, però, non ho letto proposte di soluzioni del precariato della scuola pubblica (e in questo ci includo anche il personale ATA che non ha meno difficoltà) o se vi erano non mi sono state sottoposte nonostante le mie richieste.
Personalmente credo in un sistema di reclutamento del personale basato su concorso pubblico e su merito, dove per merito intendo, ad esempio, capacità di ricerca didattica con relative pubblicazioni o partecipazione attiva a "veri" corsi di aggiornamento anche all'estero.
Così come credo anche ad un limite d'età dell'insegnamento attivo che non dovrebbe essere superiore ad un gap di circa 20 anni tra docente e allievo. Al termine il docente assumerebbe altri incarichi.
In base a queste motivazioni propongo l'idea di una nuova raccolta firme per la costituzione di una Graduatoria Unica Nazionale quale strumento per arrivare alla assunzione di tutti i precari della scuola (dai docenti al personale ATA).
Solo così, dopo aver superato il problema del precariato il Governo potrà adottare il concorso quale mezzo di reclutamento.
Il sito di riferimento è http://www.graduatoriaunicanazionale.tk mentre la pagina su FB è https://www.facebook.com/graduatoria e il relativo gruppo di discussione https://www.facebook.com/groups/890555411006774.
Invito i vari gruppi su FB che trattano della scuola, a partecipare alla proposta chiedendo, a chi non fosse d'accordo, di evitare sterili discussioni, ma di fare controproposte concrete da poter discutere.
Il principio ispiratore deve essere l'UNITA' del corpo docente e tempi ristrettissimi per proporci in Parlamento.
Invito i miei colleghi precari, docenti e ATA, e i colleghi docenti di ruolo (e ATA) a farsi parte attiva di questa idea iscrivendosi al gruppo, leggendo la vecchia petizione quale punto di partenza e proponendo modifiche ed integrazioni. Ovviamente a supportare l'idea anche con la raccolta firme.
Invito anche i docenti di ruolo a chiedere il supporto dei precari per le loro "lotte": in fondo, quando "saremo" di ruolo anche noi precari avremo la strada già spianata.
Grazie sin d'ora a quanti aderiranno.

Prof. Francesco Raddi


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