McDonald o le tentazioni
Francesco di Lorenzo - 28-02-2015
In attesa che il governo italiano sveli il mistero glorioso della 'buona scuola', e non individuando motivi validi per rincorrere le tante voci e vocine che anticipano il niente, ci fermiamo sulla notizia che il 44% dei diplomati italiani dichiara di aver sbagliato nella scelta della scuola appena finita. Il numero a prima vista sembra esagerato, a pensarci non sono pochi quelli che ammettono il proprio errore nell'itinerario scolastico.
Che non funzionasse a dovere l'orientamento, non è certo una novità. Se si aggiunge che più volte si è sentito, dalle parti della scuola, che scegliere l'indirizzo appena dopo la scuola media è forse troppo presto, si arriva alla conclusione che nulla finora si è fatto per risolvere questo problema. Il dato del 44% di errore dichiarato viene fuori da un Rapporto sulla condizione lavorativa e formativa che ha coinvolto 90mila studenti italiani di 350 scuole secondarie superiori. I risultati della ricerca condotta da AlmaDiploma e da AlmaLaurea riferiscono inoltre che anche nella scelta della facoltà universitaria i tentennamenti dopo il primo anno di frequenza non sono pochi, infatti il 10 per cento o ha cambiato ateneo o ha deciso per un altro corso di laurea.
Siamo un popolo di indecisi? Non è proprio così. Se si considera che anche per il prossimo anno le iscrizioni ci indicano che la scelta maggiore è caduta sui licei per il 51,9%, poi vengono gli istituti tecnici per il 30,5% e gli istituti professionali solo per il 17,6%, le cose ancora non si chiariscono. Perché, in pratica, la questione è più profonda: le scelte, con tutti i tentennamenti e gli errori, hanno come denominatore comune la crisi economica, e sono quindi molto legate al settore lavorativo. Questo porta direttamente ai progetti di alternanza scuola-lavoro. Risulta infatti che il 34% degli occupati lavora nella stessa azienda nella quale durante gli anni scolastici ha svolto stage o percorsi di alternanza. Naturalmente, a seguito di ciò, c'è una sempre maggiore diffusione di queste esperienze, tanto che sta interessando ultimamente anche il settore dei licei. Questa ormai è la realtà, che ce ne siamo accorti o no e che siamo d'accordo o meno. Ma spunta la domanda: è proprio questa la scuola che volevamo? La scuola che vogliamo?

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La moda raggiunge tutti, non risparmia nessuno e spazia in qualsiasi settore. Ora ad essere interessato e posto sotto i riflettori, è il settore delle mense scolastiche. Il credo è che i bambini devono mangiare prodotti biologici e sani. Il che è sacrosanto. Solo che spesso le mode arrivano quando ormai non servono più. Se qualche decennio fa era indispensabile un controllo maggiore del cibo impiegato nelle mense scolastiche, oggi per alcuni esperti del settore è solo uno spreco di denaro. E in tempo di crisi, risparmiare un po' non è una cattiva idea, soprattutto per molte famiglie che devono far quadrare i conti.
Sono 1200 le mense bio in Italia che distribuiscono ogni giorno 1,2 milioni di pasti. E dal 2088 al 2013 sono aumentate del 51,2% quelle con tali caratteristiche. Ma anche gli esperti dicono che i tempi sono cambiati: è ormai dal 1999 che le leggi in materia impongono per le mense scolastiche prodotti controllati o selezionati. Inoltre sono finiti i tempi in cui la tracciabilità dei prodotti era un optional e la provenienza quindi dubbia. Oggi nessuno si permetterebbe di contravvenire a certe regole stabilite. Queste le indicazioni dei responsabili del settore. Ma anche Legambiente rileva che dal 2012 al 2014 si è dimezzata la percentuale delle mense interamente biologiche. E qui, è stato detto, il problema è una nuova educazione al gusto. Un pasto interamente biologico non ha un gusto troppo accattivante, e di conseguenza si rileva uno spreco enorme: la maggior parte dei cibi viene buttata via, non consumata. Del resto, non si può pretendere niente di diverso, specie se qualcuno dei ragazzi ha avuto la possibilità di assaggiare il cibo di un fast-food, per esempio di McDonald. Il contrasto è evidente: la lotta è tra un gusto che attira e uno che respinge. E la scuola è chiamata ad insegnare le differenze e ad educare. Ma effettivamente non è facile gestire mode, tendenze e tentazioni.

Tags: Moda, McDonald, tentazioni, mensa biologica, orientamento


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