Lo Stato Sociale
Fuoriregistro - 06-12-2002
Le scelte politiche di un Governo sono frutto dei principi teorici che le informano e della cultura che rappresenta.
Nella settimana in cui migliaia di persone si sono espresse a favore di una cittadinanza rispettosa dei diritti di ognuno, proponiamo uno spunto di riflessione su quanto accade nelle pieghe anche poco note delle leggi e delle norme che regolano il mercato.
Per non cadere nella trappola del "divide et impera" , ma cogliere motivi e ragioni.

Ringraziamo coloro, moltissimi, che hanno sottoscritto l'appello contro l'articolo 25 della Finanziaria : tra le adesioni a noi pervenute (una parte tra le mille) si colgono i segnali dello sdegno e della vigilanza.
Non smetteremo di dar loro voce.

I disabili non sono più solo utenti da assistere ma soggetti che hanno diritto ad un lavoro, adatto alle loro capacità e da svolgere in un contesto lavorativo adeguato!!




Dichiarazione dell’on. Augusto Battaglia
Capogruppo DS Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati


GRAVISSIMO ATTACCO DEL GOVERNO
BERLUSCONI AL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI


Con l’articolo 2 del Decreto Legge 236 del 25 ottobre 2002 il Governo proroga al 31.12. 2003 la possibilità per i datori di lavoro pubblici e privati di conteggiare orfani e vedove già in servizio nella quota del 7 per
cento riservata ai disabili.
In questo modo dopo ben quattro anni dalla approvazione della legge vengono ancora negati ai disabili disoccupati migliaia di posti di lavoro ad essi
riservati con la scusa che nell’azienda già sono impiegati un certo numero di lavoratori orfani o vedove, ma normodotati e che nulla hanno a che vedere con la legge sui disabili.
La misura non trova alcuna giustificazione in quanto le aziende hanno già avuto ventiquattro mesi di tempo per poter adempiere con la necessaria gradualità all’obbligo di legge.
La prossima settimana il decreto è in votazione alla Camera.

Chiediamo a tutte le associazioni dei disabili, alle organizzazioni sindacali, agli operatori dell’informazione di aiutarci a denunciare questa
grave violazione di un diritto costituzionale e di sostenere la nostra battaglia in Parlamento per abrogare una norma odiosa e discriminatoria.



DECRETO-LEGGE 25 ottobre 2002, n. 236 – (in G.U. n. 254 del 29 ottobre 2002 – in vigore dal 30 ottobre 2002) - Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi in scadenza.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di disporre la proroga ed il differimento di termini previsti da disposizioni legislative, concernenti adempimenti di soggetti ed organismi pubblici, al fine di una più concreta e puntuale attuazione dei medesimi adempimenti, nonchè per corrispondere a pressanti esigenze sociali ed organizzative;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 ottobre 2002;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e, ad interim, Ministro degli affari esteri, del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro per la funzione pubblica, del Ministro delle politiche agricole e forestali, del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, del Ministro per gli italiani nel mondo e del Ministro della giustizia;

Emana il seguente decreto-legge:

Art. 1.

[......]
Art. 2.

Proroga del termine in materia di collocamento obbligatorio

1. All'articolo 11, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 2000, n. 333, le parole: "per un periodo di ventiquattro mesi" sono sostituite dalle seguenti: "per un periodo di trentasei mesi".


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