Dieci ottobre
Piero Bernocchi, Marco Barone - 10-10-2014
Molte decine di migliaia di studenti, docenti ed Ata respingono in piazza il Piano Renzi con manifestazioni in più di 80 città.

Circa il 30% delle classi bloccate dallo sciopero nazionale degli studenti e dei lavoratori/trici della scuola. Verso lo sciopero generale e sociale del 14 novembre

Renzi aveva chiesto un referendum sul suo Piano per la scuola, un Piano che farebbe trionfare la cattiva scuola-azienda, la pessima scuola-miseria, l'ignobile scuola-quiz. Ebbene lo ha avuto oggi e lo ha perso nettamente. Quasi centomila NO in più di 80 città gli sono stati recapitati da una marea di studenti, docenti ed Ata in piazza contro il suo Piano; e circa il 30% delle classi oggi non hanno svolto le regolari lezioni. Aspettiamo che ora Renzi ci mostri almeno altrettante decine di migliaia di "addetti ai lavori" che condividono la sua cattiva scuola.
Nello sciopero e nelle manifestazioni abbiamo chiesto innanzitutto che il furbone Renzi, colossale venditore di fumo, riveli nella Finanziaria (da presentare entro il 15 ottobre) le cifre per mantenere la sua promessa di stabilizzazione dei 150 mila precari delle GAE, ché altrimenti tale impegno sarà solo una delle sue molteplici boutadés. Gli abbiamo poi ricordato che non accetteremo che vengano nel contempo espulse le tante decine di migliaia di precari da tempo assunti e licenziati ogni anno, che, come quelli delle GAE, si sono guadagnati sul campo la stabilizzazione. Unanime, da parte di studenti e lavoratori/trici, è stato poi il rifiuto del restante Piano che è la "summa" di tante distruttive proposte degli anni passati per scuole dominate da presidi-padroni, da lotte concorrenziali tra docenti ed Ata per qualche spicciolo, da valutazioni-quiz del lavoro docente e delle scuole, da apprendistato nelle imprese per gli studenti. Abbiamo ribadito, come COBAS, il nostro NO ai presidi-Marchionne a cui si vuole dare il potere di assumere, licenziare e premiare con sedicenti "aumenti di merito" i docenti più succubi; NO ai grotteschi "scatti di merito" al 66% (???) del personale e SI al mantenimento degli scatti di anzianità; NO al blocco dei contratti e al continuo immiserimento delle scuole, SI' a 300 euro netti mensili di aumento per docenti ed Ata a parziale compensazione di quanto perso in questi anni di blocco salariale, SI' a massicci investimentinella scuola pubblica; NO al docente "mentor" e agli "innovatori naturali", al Sistema di Valutazione nazionale e al Registro nazionaledel personale, basati sui quiz Invalsi per valutare docenti, studenti e scuole, SI' all'anno sabbatico di aggiornamento;NO alla scuola in mano alle imprese, NO all'obbligo di apprendistato in azienda per gli studenti, NO alle classi pollaio; NO alla mobilità intercompartimentale per i docenti "inidonei"; SI' all'immediato pensionamento dei Quota 96.
E un NO fortissimo è stato rivolto alla cancellazione dell'art.18, al Jobs Act, alla precarizzazione dilagante, all'austerità e alle disastrose politiche imposte dalla Germania all'Unione Europea, e pienamente condivise dal governo Renzi. I manifestanti hanno infine indicato le prossime tappe della lotta, dallemanifestazioni davanti al Parlamento quanto arriveranno in discussione alla Camera il Jobs Act e la Finanziaria, fino al grande sciopero generale e sociale di tutte le categorie per il 14 novembre, convocato da numerose strutture del sindacalismo alternativo, da tanti centri sociali, coordinamenti di precari e di studenti.

Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS

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Reportage contestazioni contro la "buona scuola" renziana il 10 ottobre a Trieste e Gorizia.

Giornata movimentata quella del 10 ottobre.
Centinaia di manifestazioni in tutta Italia, Cobas, collettivi studenteschi, diverse realtà organizzate ma anche tante singole individualità sono scese in piazza per contestare la proposta politica della "buona scuola"renziana bollata semplicemente come cattiva scuola. A Trieste con la partecipazione dei Cobas, Unione degli Studenti Friuli Venezia Giulia e Coordinamento Studenti Medi ed alcune delegazioni di diverse realtà politiche, sindacali, come la FIOM e sociali si è svolta una manifestazione partecipata, comunicativa che ha affrontato diverse tematiche. Innanzi al palazzo della Regione si è preteso l'insegnamento della lingua slovena come obbligatorio in tutte le scuole del Friuli Venezia Giulia; alla Stazione centrale si è rivendicato il diritto alla mobilità agevolato se non gratuito per gli studenti; dal tetto della sala Tripcovich è stato calato uno striscione di protesta contro le proposte politiche della buona scuola, contro la competizione, la concorrenza, la scuola che vuole solo lavoratori, che non educa e non istruisce, contro la scuola del facilitatore e dirigente manager e per la scuola dell'amore del e per il sapere, ivi incluso il dissenso critico; innanzi alla Banca d'Italia si è espressa solidarietà ai manifestanti di Napoli per i fatti relativi alla contestazione del vertice della BCE; tanti slogan contro il razzismo e contro l'omotransfobia sono stati urlati sotto la sede della Lega Nord; per poi giungere in piazza della Borsa ove, dopo aver ricordato tutte le violenze fasciste e nazionaliste compiute in nome e per conto dell'italianità di Trieste, si è svolta una partecipata assemblea pubblica toccando diversi punti caldi e sentiti in materia di scuola, dal sistema nefasto Invalsi, alla precarietà, alla sicurezza degli edifici scolastici, alle classi pollaio. Nel tardo pomeriggio, a Gorizia, si è invece svolta la presentazione, organizzata dal PD, con la presenza della Senatrice Fasiolo, della"buona scuola".
Dopo l'introduzione breve e per nulla critica di questa proposta politica, ad un certo punto è emerso uno scontro dialettico a dir poco infuocato tra due iscritti al citato partito, ciò a dimostrare che esistono significative spaccature non più chiuse all'interno dei circoli. Gli interventi della platea, all'interno della sala sono stati praticamente quasi tutti contrari e fortemente critici nei confronti di questa proposta renziana ed il video che ora seguirà, ben racchiude la direzione che ha intrapreso la serata. Insomma una giornata di rilevante contestazione, riuscita e per nulla scontata contro la cattiva scuola che apre varchi enormi al capitale privato, privando il bene comune della sua essenzialità, ovvero quello di essere pubblico, libero ed indipendente. La proposta politica della buona scuola non è migliorabile, è inaccettabile, non solo per i suoi contenuti, ma anche per i principi che la connotano, specialmente perché simbolo dell'anti '68, cavallo di battaglia della destra ed ora fatto proprio dall'attuale sinistra riformista. Da segnalare, infine, il corteo mattutino che si è svolto anche ad Udine, sempre contro la buona scuola renziana.

Marco Barone

Documentazione fotografica e approfondimenti al link: http://xcolpevolex.blogspot.it/2014/10/reportage-contestazioni-contro-la-buona.html

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