11 settembre
M.B - 20-09-2001
Non in nome di nostro figlio

Copia della lettera inviata al New York Times: "La vendetta? Non in nome di nostro figlio"

Nostro figlio Greg è tra i tanti dispersi dell'attentato al World Trade Center. Da quando abbiamo avuto la notizia, abbiamo condiviso momenti di dolore, di conforto, di speranza, di disperazione, e i bei ricordi, con sua moglie, con le nostre famiglie di origine, con i nostri amici, con i vicini, con i suoi affettuosi colleghi del Cantor Fitzgerald/ Espeed, e con tutte le famiglie in lutto che giornalmente si incontrano al Pierre Hotel.
Vediamo la nostra ferita e la nostra rabbia riflesse in tutte le persone che incontriamo. Non riusciamo a prestare attenzione al quotidiano fiume di notizie su questo disastro, ma ne leggiamo abbastanza per renderci conto che il nostro governo va nella direzione della vendetta violenta, e la prospettiva è che altri figli, figlie, genitori, amici, andranno in terre lontane a morire, soffrire e finiranno per portare rancore contro di noi.
Non è questo che si deve fare. Questo non vendicherà la morte di nostro figlio. Non si farà in nome di nostro figlio.
Morendo, nostro figlio è diventato una vittima dell'ideologia umana. Le nostre azioni non devono seguire lo stesso scopo.
Uniamoci nel lutto. Riflettiamo e preghiamo. Pensiamo ad una risposta razionale che porti vera pace e giustizia nel nostro mondo. Ma non contribuiamo, come nazione, alla disumanità dei nostri tempi.
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Greg, figlio di Phyllis e Orlando Rodriguez, è una delle vittime del World
Trade Center.
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Copia della lettera alla Casa Bianca:

Egregio Presidente Bush,
Nostro figlio è una delle vittime dell'attacco di martedì scorso al World Trade Center. Abbiamo letto della Sua reazione negli scorsi giorni e della risoluzione, sottoscritta da entrambe le Camere, che Le conferisce poteri illimitati per rispondere agli attentati terroristici.
La Sua reazione a questo attacco, però, non ci fa sentire meglio davanti alla morte di nostro figlio. Anzi, ci fa sentire peggio. Ci fa sentire come se il Governo stesse usando la memoria di nostro figlio come
giustificazione per arrecare sofferenze ad altri figli e genitori in altri paesi.
Non è la prima volta che una persona, nelle Sue condizioni, ha ricevuto poteri illimitati e poi se ne è pentita. Non è il momento per gesti vuoti di significato per farci sentire meglio. Non è il momento di agire da
prepotenti.
La invitiamo a pensare a come potrebbe il nostro Governo trovare soluzioni pacifiche e razionali al terrorismo, soluzioni che non ci facciano sprofondare allo stesso disumano livello dei terroristi.
Con osservanza,
Phyllis e Orlando Rodriguez.

Fonte: New York Times
Traduzione a cura di Peacelink


Rawa

I miei villaggi in rovina e in cenere mi riempiono di rabbia contro il nemico
Oh compatriota, non mi guardare più debole e incapace,
La mia voce si mescola con migliaia di donne in piedi
Per rompere tutte insieme tutte queste sofferenze e queste catene.
Sono la donna che si è svegliata,
Ho trovato la mia strada e non tornerò mai indietro.
Meena (1957-1987)

RAWA, l'Associazione Rivluzionaria delle donne dell'Afghanistan, è nata a Kabul in Afghanistan nel 1977 come organizzazione indipendente delle donne afghane che lottano per i diritti umani e per la giustizia sociale in Afghanistan. I fondatori erano un gruppo di donne intellettuali afghane sotto la guida di Meena che fu assassinata nel 1987 a Quetta in Pakistan dagli agenti afghani dell'allora KGB in connivenza con i fondamentalisti di Gulbuddin Hekmatyar. L'obbiettivo di RAWA fu di coinvolgere un crescente numero di donne afghane in attività politiche e sociali che mirassero a ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per il ristabilimento del governo basato su valori democratici e secolari in Afghanistan. Nonostante l'atmosfera politica soffocante , RAWA fu presto coinvolta in diffuse attività in vari ambiti sociopolitici compreso l'educazione , la sanità e l'economia così come l'attività politica.
Prima del colpo di stato diretto da Mosca in aprile 1978 in Afghanistan, le attività di RAWA erano limitate all'agitazione per i diritti delle donne e la democrazia ma dopo il colpo di stato e particolarmente dopo l'occupazione sovietica dell'Afghanistan nel dicembre 1979 RAWA fu direttamente coinvolta nella guerra di resistenza. In contrasto con l'assoluta maggioranza dei Guerriglieri della libertà', fondamentalisti islamici della guerra antisovietica di resistenza, RAWA fin dall'inizio chiedeva democrazia e secolarizzazione. Nonostante gli orrori e l'oppressione politica , l'interesse per RAWA e la sua influenza crebbero negli anni del lavoro tra le donne rifugiate in Pakistan. Con lo scopo di indirizzarsi ai bisogni immediati delle donne rifugiate e dei bambini, RAWA organizzò scuole con collegi per ragazzi e ragazze , un ospedale per donne afghane rifugiate e bambini a Questta in Pakistan con squadre mobili. Inoltre furono promossi corsi di infermeria , corsi di letteratura e corsi per l'educazione delle donne.
Le dimostrazioni contro gli invasori sovietici e i loro alleati e più tardi contro i fondamentalisti, e le denunce dei loro tradimenti e dei loro crimini sono stati la caratteristica delle attività politiche di RAWA. Fu in conseguenza alla battaglia e all'agitazione antisovietica che RAWA fu condannata e perseguitata dai sovietici e dai loro sostenitori mentre i fondamentalisti islamici vantavano il loro odio verso la nostra organizzazione per le nostre istanze democratiche secolariste e antifondamentaliste. Il nostro atteggiamento non compromesso contro questi due nemici del nostro popolo ci è costato caro come testimoniano il martirio della nostra leader fondatrice e di un grande numero di nostri attivisti ma noi abbiamo con forza resistito e continuiamo a resistere con i nostri principi nonostante i colpi mortali che abbiamo subito.
Al fine di propagare le nostre opinioni, i nostri obbiettivi e di dare alle donne afghane consapevolezza sociale e politica riguardo ai loro diritti e potenzialità, RAWA ha lanciato un giornale bilingue (Persiano/Pashtu), Payam-e-Zan (Messaggio delle donne) nel 1981. La pubblicazione di questo giornale continua e vi sono anche supplementi in Urdu e Inglese per i parlanti non persiani e non Pashtu.
Dal rovesciamento del regime fantoccio istallato dai sovietici nel 1992 il centro principale della battaglia politica di RAWA è stato contro la politica e le atrocità criminali dei Talibani fondamentalisti e ultra fondamentalisti in generale e contro il loro orientamento incredibilmente ultra maschilista in particolare. A parte le sfide politiche che RAWA deve affrontare, un lavoro sociale terribile ci aspetta soprattutto con le donne e con i bambini incredibilmente traumatizzate ma sfortunatamente non godiamo al momento il sostegno delle ONG internazionali per cui i nostri programmi sociali sono attualmente molto ridotti per mancanza di fondi.
Da Kabul, 21 settembre 2001......"non c'è strada per uscirne, stiamo solo aspettando,
non sappiamo come poter uscire con tutta questa gente,
se cerchiamo di andarcene come si sentiranno coloro che non possono
lasciare questa città?
Perchè questa gente non ha soldi per andarsene, ed infine questa è la
nostra terra, noi viviamo qui, noi siamo nati qui, noi moriremo qui,
lasciateci morire qui nella nostra terra non in un'altra che non ci è
amica, io resterò qui,fino a quando sarò capace di condividere il mio
ultimo cibo con qualche povero bambino intorno a me.
Credo che molti della nostra gente pensano alla stessa maniera, sappiamo
tutti che di nuovo qualcosa di terribile accadrà al nosto paese, ma non ci
sono vie di uscita per fuggitre da questo, come promesso staremo con la
nostra gente finchè avremo vita , non possono essere tutti lasciati da
soli...."


www.rawa.org


Imagine


Imagine there's no heaven,
It's easy if you try,
No hell below us,
Above us only sky,
Imagine all the people
living for today...

Imagine there's no countries,
It isnt hard to do,
Nothing to kill or die for,
No religion too,
Imagine all the people
living life in peace...

Imagine no possesions,
I wonder if you can,
No need for greed or hunger,
A brotherhood of man,
imane all the people
Sharing all the world...

You may say Im a dreamer,
but Im not the only one,
I hope some day you'll join us,
And the world will live as one.

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Immagina che non ci sia più il paradiso,
è facile se ci provi,
nessun inferno sotto i nostri piedi
e sopra di noi solo il cielo,
immagina tutte le persone vivano solo per questo giorno

immagina che non ci siano più nazioni
non è difficile
nessuno da uccidere o per cui morire
e nemmeno alcuna religione
immagina che tutte le persone vivano la vita in pace
puoi dirmi che sono un sognatore
ma non sono l'unico
spero che un giorno tu ti unisca a noi
e che il mondo possa esistere come unico
immagina di non possedere nulla,
voglio vedere se puoi farlo,
nessun bisogno di provare astio o rabbia,
solo la fratellanza dell'uomo
immagina tutte le persone che condividono il mondo

puoi dirmi che sono un sognatore
ma non sono l'unico
spero che un giorno tu ti unisca a noi
e che il mondo possa esistere come unico
(Imagine, John Lennon)
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Da mercoledi' 19 settembre questa canzone fa parte della lista nera, la lista dei 150 testi la cui trasmissione e' stato giudicata "inappropriata" dalla Channel Communications, il principale network radiofonico statunitense che controlla 1100 emittenti (una stazione su 10 negli Usa fa capo alla CC). La societa' ha avallato la scelta di uno dei suoi direttori di programma motivandola in questo modo: "Si è trattato di una iniziativa individuale dettata dal clima che si respira negli Stati Uniti. Certe canzoni possono non essere adatte a determinati ambiti o urtare la sensibilità degli ascoltatori".


Videogiochi educativi

All'indomani dei terribili eventi americani, l'industria dei videogame decide di auto-censurarsi. Numerosi titoli dai contenuti potenzialmente controversi sono stati infatti cancellati o posticipati. Tra le prime aziende a prendere provvedimenti spicca Microsoft, la quale non solo ha donato dieci milioni di dollari alla città di New York, ma ha anche deciso di modificare l'ultima versione di Flight Simulator, prevista per ottobre. Le modifiche prevedono la rimozione delle immagini del World Trade Center da Flight Simulator 2002. La prossima settimana, Microsoft distribuirà inoltre una patch che cancella parte del video introduttivo in cui è raffigurata la collisione tra un aeroplano ed un grattacielo.
La scelta di Microsoft sembra essere stata motivata anche dalla controversa giustapposizione delle immagini dell'attentato con quelle del celebre simulatore di volo da parte dell'emittente inglese Sky News. Il canale all news di Rupert Murdoch ha infatti avanzato l'ipotesi che i terroristi avrebbero usato Flight Simulator per imparare le tecniche di volo, senza tuttavia giustificare in alcun modo l'illazione. I reportage di Sky News alternavano alle immagini del videogioco quelle delle riprese televisive suggerendone de facto l'equivalenza simulacrale. I portavoce di Microsoft hanno reso noto che l'ipotesi dell'utilizzo da parte dei terroristi del popolare simulatore per fini addestrativi - avanzata anche da Bob Arnot in un articolo recentemente postato da MBSNC ("Could flight simulator software have trained four pilots to kill?") - è improbabile, irrealistica e inappropriata. Ciononostante, secondo il quotidiano londinese The Guardian, diversi rivenditori inglesi - tra cui Virgin Megastore e Woolworth - avrebbero maturato la decisione di ritirare il gioco dagli scaffali.

Per leggere l'intero articolo: Apogeo online


Aujourd'hui aussi

11 septembre 2001
Aujourd'hui aussi
35.615 enfants
sont morts de faim
victimes: 35.615 (FAO)
lieu: pays pauvres de la planète
éditions spéciales des tg: zéro
articles de presse: zéro
messages du président de la république: zéro
convocation d'unité de crise: zéro
manifestations de solidarité: zéro
minutes de silence: zéro
commémorations des victimes: zéro
social forum organisés: zéro
messages du pape: zéro
les bourses: pas mal
l'euro: en reprise
niveau d'alerte: zéro
mobilisation de l'armée: aucune
hypothèse sur l'identité des criminels: aucune
probables mandants du crime: pays riches

http://users.skynet.be/aden-news


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