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5 dicembre, giornata mondiale del volontariato.
Redattore Sociale - 05-12-2002
I dati della terza rilevazione Fivol: oltre 26 mila le organizzazioni attive, 950mila operatori



Cinque dicembre, giornata mondiale del volontariato. In occasione della ricorrenza è utile ricordare i numeri della realtà volontariato in Italia, così come estrapolati dalla la terza rilevazione nazionale per l’aggiornamento della banca dati delle organizzazioni di volontariato, iscritte o non iscritte ai registri di volontariato, effettuata nel 2001 dalla Fondazione italiana pe ril volontariato. Tale rilevazione ha seguito un lavoro di identificazione, condotto regione per regione, e ha censito 26.235 OdV di primo livello, ovvero operative ed attive sul campo, e ne ha esaminate 13.089 con un apposito questionario (1 su 2).

Dall’indagine è emerso che, per quanto riguarda la distribuzione geografica, si riconferma un certo squilibrio nella densità delle organizzazioni a vantaggio delle regioni del Nord (6.3 organizzazioni per 10 mila abitanti), rispetto al Centro (4.6) e al Sud (2.9). In quest’ultima area si nota tuttavia un recente andamento incrementale: negli ultimi 5 anni (1996-2000) nel mezzogiorno si è costituito il 22.3% delle organizzazioni e nel Nord il 17.7%.

Anche se negli ultimi 4 anni si è verificata una crescita generale delle OdV pari al 14,2%, il numero medio di volontari per organizzazione è drasticamente sceso dal 34% al 22%. Le associazioni di volontariato, infatti, sono per lo più piccoli gruppi di persone che nella maggioranza dei casi non superano i 20 operatori. La stima dei volontari presenti nelle 26.235 organizzazioni ammonta a circa 950.000 unità, la maggioranza dei quali (58%) vi opera fornendo il proprio apporto con continuità, mentre la stima delle forze remunerate è di circa di 35.000 unità.

Diminuiscono consistentemente le organizzazioni composte dai soli volontari, dal 34% del 1997 al 21% del 2000, in ragione di due fenomeni correlati: la crescita degli organismi di tipo associativo e mutualistico e di unità semiprofessionali, per esempio presenze di operatori remunerati accano ai volontari.
Il profilo medio del volontario è quello di un adulto che presenta l’età di 46-65 anni, (38,4% delle unità), egualmente rappresento tra uomini e donne, mentre i giovani costituiscono la risorsa umana più numerosa nell’8,3% del totale.

E’ in crescendo, tra le organizzazioni di volontariato, la tendenza a fare rete, a collegarsi sul territorio a coordinamenti e consulte, e risulta più ampia di un tempo la disponibilità ad operare su progetti comuni. Rispetto alla matrice culturale di appartenenza si è riscontrato un decremento di 10 punti percentuali delle OdV di ispirazione “confessionale” pari al 28,7% del campione totale, mentre quelle di origine “aconfessionale” si sono attestate al 27,3%. Un dato nuovo è rappresentato dal 44% delle organizzazioni che ha affermato di non avere “nessuna matrice esplicita”, in quanto i loro membri si riconoscono nelle finalità a cui aderiscono pur nell’eterogeneità dei valori di riferimento ideale di ciascuno.

Relativamente ai campi d’intervento, si conferma la preminenza delle organizzazioni di volontariato nei settori di attività socio-assistenziali e sanitarie (62%). Tale prevalenza, tuttavia, è inferiore di 7 punti percentuali rispetto alla rilevazione del 1997 a vantaggio di altri settori come la protezione civile, l’educazione, la tutela dei beni culturali e ambientali e la promozione sportiva e ricreativa. Il volontariato è un fenomeno sempre più strutturato che opera in modo organizzato e manageriale. Le Odv si rivelano realtà più visibili e affidabili, in quanto operano con continuità (92%) e in modo formalizzato (il 96% ha uno statuto).

L’indagine svolta registra un aumento della richiesta di pubblicizzazione da parte delle OdV e una crescente collaborazione con servizi ed enti pubblici. Il finanziamento pubblico risulta essere, per il 42% delle organizzazioni, l’entrata prevalente. I contributi rimangono comunque la modalità di finanziamento più importante, mentre è ancora scarsa la propensione a lavorare per progetti.
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