Ivan Illich
Antonio Limonciello - 04-12-2002
E' morto Ivan Illich, il coraggio di andare fino in fondo, ovunque abitasse l'utopia.
Nel tempo senza principi e senza futuro egli poteva ancora darci capacita' critica e grandi visioni prospettiche.
Una vita di esplorazioni senza limiti di spazio e di tempo, nato viennese, prima studioso di cristallografia poi di psicologia e storia dell'arte a
Firenze infine laureato in filosofia a Salisburgo.
Iniziato ebreo, convertito cattolico, studioso di teologia, poi ordinato sacerdote, parroco in una chiesa portoricana di NewYork.
Lasciò la tonaca 5 anni dopo, prorettore dell'universita' di Portorico si trasferì all'inizio degli anni 60 in Messico, all'universita' di Cuernavaca. Fondò qui il Centro Interculturale di documentazione (1961) e il Centro di Ricerca di Alternativa Istituzionale nelle societa' industriali (1964).
Questi 2 centri saranno laboratori di teorie e pratiche rivoluzionarie nel campo dell'educazione ( e' di questi anni "Descolarizzare la società", Mondadori), nel campo della denuncia della societa' industriale e nel campo della pratica di aggregazioni alternative.
Egli anticipo' tematiche ecologiste e antiglobaliste, alimento' con le sue idee e pratiche i movimenti hippy, la teologia della liberazione del Sud America, i moti studenteschi del 68 e tutti gli anti-autoritari del mondo.
Tornò in Europa e qui insegnò in diverse università, l'ultima a Brema, dove è morto.

I suoi libri tradotti in Italia:

- Descolarizzare la società - Mondadori
- La convivialità - Mondadori
- Rovesciare le Istituzioni - Armando Editore
- Nemesi medica: l'espropriazione della salute - Mondadori
- Per una storia dei bisogni - Mondadori
- Lavoro-ombra - Mondadori
- Disoccupazione creativa - Red

Dimenticato negli anni edonistici e' riletto in tutto il mondo dai new global di cui era un forte sostenitore.
Illich proponeva la condivisione come risposta all'imposizione.
Il Didaweb gli deve molto


"Qualcosa sta diventando invisibile
gli spazi comuni
i luoghi della gente che si organizza e condivide diritti e titolarità
la convivialità
il comune"


.




La mia è la ricerca di una politica dell’autolimitazione,
grazie alla quale il desiderio possa fiorire
e i bisogni declinare.

Ivan Illich

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Grazia Perrone    - 05-12-2002
Da Descolarizzare la società (1970) (Perché dobbiamo abolire l'istituzione
scolastica)


"Molti studenti, specie se poveri, sanno per istinto che cosa fa per loro la
scuola: gli insegna a confondere processo e sostanza. Una volta confusi
questi due momenti, acquista valididità una nuova logica: quanto maggiore è
l'applicazione, tanto migliori i risultati; inl altre parole, l'ESCALATION
porta al successo. In questo modo si "scolarizza" l'allievo a confondere
l'insegnamento e apprendimento, promozione e istruzione, diploma e
competenza, facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. Si
"scolarizza" la sua immaginazione ad accettare il servizio al posto del
valore. Le cure mediche vengono scambiate per protezione alla salute, le
attività assistenziali per miglioramento della vita comunitaria, la
protezione della polizia per sicurezza personale, l'equilibrio militare per
sicurezza nazionale, la corsa al successo per lavoro produttivo.Salute
apprendimento, dignità, indipendenza e creatività si identificano, o quasi,
con la prestazione delle istituzioni che si dicono al servizio di questi
fini, e si fa credere che per migliorare la salute, l'apprendimento ecc. sia
sufficiente stanziare somme maggiori per la gestione degli ospedali, delle
scuole e degli altri enti in questione. In questo libro mostrerò che
l'istituzionalizzazione dei valori conduce inevitabilmente all'inquinamento
fisico, alla polarizzazione sociale e all'impotenza psicologica: tre
dimensioni di un processo di degradazione GLOBALE e di aggiornata miseria
(...)".



In questo libro si evidenzia il ruolo che Illich attribuisce all'istituzione
scolastica che trasforma radicalmente il concetto stesso di apprendimento:
da attività creativa e "relazionale" in "prodotto", in "bene di consumo".
Una "merce", insomma, che, mentre continua a chiamarsi educazione in realtà
misura soltanto il rendimento quantitativo certificato da "pezzi di carta"
sempre meno credibili ...
La complessa analisi di Illich, a partire dalla critica
radicale alla scolarizzazione di massa nei paesi dell'America latina negli
anni '60 , allarga il ragionamento applicandolo ad altre istituzioni-servizi
sociali (quali la medicina, l'informazione, le comunicazioni ...) e rileva
che l'evoluzione della società tende a spogliare l'individuo -
inteso come essere sociale - delle proprie capacità creative trasformandolo
in un ASSISTITO preso a carico per tutti i suoi bisogni esistenziali da
servizi sempre più burocratizzati e - nell'era del liberismo tout court - a
pagamento.

Quanta attualità in questo libro del 1970 ...